Minaccia di morte i genitori per avere i soldi del gioco, in carcere

Carlomagno campagna novembre 2018
Francesco Fratto
Francesco Fratto

Minacciava pesantemente e in continuazione i genitori, pretendendo da loro denaro da spendere al gioco. Ma l’anziana madre ieri non ce l’ha fatta più e, esasperata, ha chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato ponendo fine alla loro tortura quotidiana. Il fatto è accaduto a Sorbo San Basile, nel Catanzarese. Lui si chiama Francesco Fratto, 42enne con precedenti, che dovrà rispondere di “maltrattamenti contro familiari e conviventi, minaccia grave ed estorsione”.

Ieri a tarda sera è giunta una chiamata al 112 da parte della madre di Fratto che, impaurita dai comportamenti del figlio convivente, chiedeva aiuto ai carabinieri della stazione di Taverna.

Giunti sul posto, i militari entrano in casa e notano Fratto che ubriaco rivolgeva minacce di morte ed insulti, anche in presenza dei militari intervenuti, nei confronti degli anziani genitori.

“Pezzo di merda, figlio di puttana, ti ammazzo come un cane bastardo!”: questo il tenore degli epiteti rivolti al povero padre ultraottantenne.

Il tempestivo intervento del personale dell’Arma ha consentito di bloccare Francesco Fratto, soggetto ancora più pericoloso, soprattutto se sotto i fumi dell’alcol, evitando pertanto ulteriori conseguenze.

I ripetuti dissidi familiari e le continue minacce dovuti a continue richieste di denaro di Fratto, per assecondare la sua voglia del gioco, soprattutto dei “gratta e vinci”, non sono stati più sostenibili per gli anziani genitori, che proprio questa notte hanno chiesto giustizia.

Il presunto aggressore, dopo essere dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato e, dopo le formalità di rito, è stato trattenuto presso la camera di sicurezza dei carabinieri per qualche ora, in attesa del giudizio direttissimo, come disposto dal pm di turno della Procura della Repubblica di Catanzaro.

Stante la pericolosità del soggetto, il magistrato che ha assunto la direzione delle indagini, ne disponeva, nella stessa mattinata, l’immediata traduzione presso il carcere di Catanzaro – Siano in attesa dell’udienza di convalida da celebrarsi davanti al Tribunale di Catanzaro.