Appalti e incarichi agli amici, divieto di dimora per sindaco di Olivadi. Un arresto e 13 indagati

Nei guai il primo cittadino Nicola Malta. Ai domiciliari il responsabile tecnico. Coinvolti una professionista e un imprenditore. Per l'accusa avrebbero favorito gli amici

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carabinieri Catanzaro

Appalti e incarichi affidati ad imprenditori e professionisti “amici”, senza che venissero rispettare le norme sulla trasparenza sulle gare e sulle nomine. Per queste ipotesi il sindaco del comune di Olivadi (Catanzaro), Nicola Malta, di 33 anni, è stato raggiunto stamani da una misura cautelare che dispone il divieto di dimora nel suo comune. L’accusa per il primo cittadino è di peculato e turbata libertà di scelta del contraente.

Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Catanzaro, in codice “Urbi et Orbi”, i carabinieri del comando provinciale di Catanzaro hanno anche arrestato e posto ai domiciliari Ubaldo Valentino di 59 anni, già responsabile dell’ufficio tecnico dei comuni di Palermiti e Olivadi (Catanzaro), indagato per diverse ipotesi di turbata libertà di scelta del contraente, abuso d’ufficio, falso aggravato, peculato e corruzione.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche l’architetto Francesca Carito, di 54 anni, sospesa per 9 mesi dal svolgere attività professionale e Fabrizio Vito Paparazzo di 47 anni, imprenditore, anche lui interdetto per 12 mesi dal svolgere attività imprenditoriale. Carito è indagata per concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, mentre Paparazzo per lo stesso reato e anche per peculato. In tutto sono 13 gli indagati.

L’attività investigativa, diretta dal pm Veronica Calcagno, sviluppata dai carabinieri attraverso attività tecniche di intercettazione, perquisizioni, acquisizioni documentali, interrogatori di persone informate sui fatti, ha consentito di accertare un presunto sistema collusivo creato dal Responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Palermiti e Olivadi, Ubaldo Valentino, volto a favorire professionisti e imprenditori amici.

Il giudice, su richiesta della procura diretta di Nicola Gratteri, ha disposto anche il sequestro preventivo della somma di 2.247 euro quale illecito profitto del reato, a carico di Valentino e Paparazzo.

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