Evade fisco per 1,7 milioni e porta società in fallimento, denunciato

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri di Rossano, l'uomo avrebbe nascosto al fisco i ricavi, venduto i beni della società di abbigliamento, portandola al fallimento

Carlomagno campagna ottobre 2018
Finanzieri della Compagnia di Rossano
Finanzieri della Compagnia di Rossano

Un imprenditore dell’Alto Ionio cosentino, G. C. di anni 59, è stato denunciato dai finanzieri della compagnia di Rossano per bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva. L’uomo, commerciante di abbigliamento, avrebbe nascosto al fisco ricavi per 1.700.000 milioni di euro, venduto i beni della società pilotandola al fallimento.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo della Procura di Castrovillari Eugenio Facciolla e dal sostituto Flavio Serracchiani, trae origine dalle risultanze di un’attività di natura tributaria già avviata dai Finanzieri a partire dal 2015, finalizzata al controllo del corretto adempimento alle normative tributarie da parte di una società di abbigliamento della città bizantina.

Le Fiamme gialle, all’esito dell’attività ispettiva, hanno appurato che le scritture contabili erano state tenute in maniera irregolare non essendo aggiornate dal 2010. L’imprenditore non aveva inoltre presentato le dichiarazioni dei redditi per ben 4 annualità consecutive, dal 2010 al 2013, risultando quindi evasore totale e completamente sconosciuto al fisco.

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, grazie alla meticolosa attività ispettiva basata su ricerche di documentazione e riscontri extracontabili, l’imprenditore aveva occultato al fisco una base imponibile pari a circa 1.700.000 euro.

Sulla base di tali risultanze, l’imprenditore è stato così denunciato alla Procura della Repubblica che ha dapprima disposto l’apertura di un procedimento penale per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, richiedendo ed ottenendo l’immediata emissione da parte del gip presso il Tribunale di Castrovillari del sequestro preventivo per equivalente sui beni nella disponibilità del denunciato al fine di tutelare la pretesa erariale.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi richiesti alle Fiamme gialle hanno consentito di appurare che l’imprenditore era stato nel frattempo dichiarato fallito dal Tribunale e che erano state sottratte alla procedura del fallimento merci acquistate per 1.700.000 euro.

I Finanzieri hanno ricostruito, che le rimanenze di magazzino costituite da capi d’abbigliamento erano state distratte attraverso vendite “in nero”, in danno ai creditori della società fallita.

L’imprenditore è stato quindi denunciato per il reato di bancarotta fraudolenta, poiché con la sua condotta, avendo, mediante artifizi documentali e contabili, occultato i propri ricavi nonché sottratto e alienato le scritture contabili, ha distratto beni societari e reso difficoltosa la ricostruzione del proprio volume d’affari e del proprio patrimonio al solo scopo di creare danno ai creditori. Il reato societario prevede la pena della reclusione fino ad un massimo di 10 anni.