Bancarotta fraudolenta, arrestato un imprenditore cosentino

L'amministratore di una società di brokeraggio avrebbe distratto beni e denaro per un valore pari a circa 1.800.000 euro, grazie ad artifizi contabili

Carlomagno Panda Settembre 2018

finanza cosenzaI finanzieri di Cosenza, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica hanno arrestato e posto ai domiciliari un imprenditore cosentino, Marco Saturnino, indagato per bancarotta fraudolenta, in esecuzione un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale cosentino su richiesta locale Procura.

Le attività investigative condotte dalle Fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Cosenza sono state incentrate su una società operante nel settore del brokeraggio, con diverse filiali dislocate sull’intero territorio nazionale, dichiarata fallita nell’anno 2015, il cui amministratore – secondo l’accusa -, avrebbe distratto beni e denaro per un valore pari a circa 1.800.000 euro, grazie ad artifizi contabili.

In particolare, il destinatario della misura restrittiva sarebbe il vero regista di un articolato sistema fraudolento che prevedeva la distrazione di denaro e beni della società fallita attraverso diversificate modalità delittuose, consistenti nell’acquisto di ingenti forniture di beni, che immediatamente venivano rivenduti a soggetti terzi, senza pagamento del corrispettivo, per poi ritornare nella disponibilità dell’indagato, e nella distrazione di somme dai conti correnti societari, giustificati in contabilità da crediti inesistenti.

Successivamente, la società, continuando ad accumulare debiti, veniva destinata al fallimento, ormai svuotata di tutti i beni, con grave pregiudizio dei creditori sociali. A fallimento conclamato, quindi, il collaudato sistema veniva reiterato in un’altra società satellite consentendo all’imprenditore di approvvigionarsi di beni e servizi, oltre che di denaro, con modesti investimenti.

Le indagini hanno consentito alla Procura di richiedere ed ottenere il provvedimento di arresto notificato oggi all’indagato, già noto per precedenti truffe perpetrate sull’intero territorio nazionale.