Illeciti nelle visite delle invalidità civili, 9 arresti, tra cui ex sindaco di Scalea

Mario Russo, in servizio nel Distretto tirrenico dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, secondo l’accusa, avrebbe "mercificato la sua funzione piegandola, anche a fini personali, ed ha posto in essere, con altri indagati, un rilevante numero di illeciti. In manette altri medici e altre persone.

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Illeciti nelle visite delle invalidità civili, 9 arresti, tra cui ex sindaco di Scalea Mario Russo

I carabinieri hanno eseguito nel cosentino 9 misure cautelari, 3 in carcere e 6 ai domiciliari, oltre ad altre misure di sospensione per presunti illeciti e truffa ai danni dello Stato, corruzione e altre ipotesi di reato.

Tra gli arrestati figurano anche l’ex sindaco di Scalea Mario Russo, nella sua qualità di medico dell’Asp di Cosenza in servizio negli uffici di Scalea di cui è dirigente nell’unità di Medicina legale, e altri due suoi colleghi. In manette pure commerciati e piccoli imprenditori locali. Cinque le misure interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio con divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale.

L’operazione, in codice “Re Nudo”, è scattata questa mattina sul Tirreno cosentino, e ha interessato principalmente la commissione “Invalidi civili” del distretto sanitario di Diamante, ma che ha riguardato anche i comuni di Scalea, Praia a Mare, Bonifati, Santa Maria del Cedro ed anche Maratea in Basilicata.

Mario Russo, in servizio nel Distretto tirrenico dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, secondo l’accusa, avrebbe “mercificato la sua funzione piegandola, anche a fini personali, ed ha posto in essere, con altri indagati, un rilevante numero di illeciti inerenti le visite per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap di cui alla Legge 104/94, le visite per il rilascio/rinnovo delle patenti di guida e le visite per il rilascio di certificati di idoneità per la detenzione ed il porto di armi”.

Le indagini sono state avviate e coordinante originariamente dalla Dda di Catanzaro e, dopo la trasmissione degli atti per competenza, sono state proseguite dalla Procura della Repubblica di Paola, alla quale è stato anche applicato, per lo specifico procedimento, un magistrato della stessa Direzione Distrettuale Antimafia.

Alla base dei provvedimenti anche intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche. L’indagine è partita all’indomani dell’ operazione antimafia “Plinius 2” e avrebbe permesso di disvelare un “radicato e diffuso” sistema di corruzione nella sanità pubblica del Tirreno cosentino, che si reggeva sulla figura proprio del medico legale. I reati sarebbero stati commessi nell’ambito della Commissione per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap di Diamante; dell’attività di medico certificatore per il rinnovo delle patenti di guida dell’ufficio Asp di Scalea e in materia di visite necroscopiche.

Le ordinanze sono state emesse dal giudice presso il Tribunale di Paola su richiesta della locale Procura della Repubblica alla quale l’inchiesta è stata trasmessa dalla Dda di Catanzaro. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, di falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata ai danno dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità.

Contestualmente, sono state sospese dall’esercizio commerciale con divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale tre ditte di onoranze funebri, mentre per cinque autoscuole è stato disposto il sequestro preventivo con interdizione dell’esercizio dell’attività.

Infine, sono stati operati numerosi sequestri preventivi sul profitto dei reati di concussione, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità, su ratei di pensione indebitamente percepiti e sul profitto percepito per i reati di truffa aggravata, per un totale complessivo di oltre 635 mila euro.

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