‘Ndrangheta, confiscato patrimonio di 124 milioni agli imprenditori Bagalà

I destinatari del provvedimento richiesto dalla Dda di Reggio sono ritenuti organici alla cosca Piromalli

Carlomagno Jeep Compass Febbraio 2021

Beni per un valore stimato di oltre 124 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria, col supporto dello Scico, sotto il coordinamento della Dda reggina a 4 imprenditori ritenuti organici alla cosca Piromalli: Si tratta dei patrimoni riconducibili a Luigi Bagalà, di 74 anni, Francesco Bagalà, (43), Giuseppe Bagalà (63) e Francesco Bagalà, (30).

L’ingente patrimonio confiscato è costituto da 4 società di capitali e relativo patrimonio aziendale, una impresa individuale e relativo patrimonio aziendale, quote societarie relative a 6 società di capitali, 67 fabbricati, 91 terreni, 7 autoveicoli, 20 rapporti bancari/assicurativi, 4 orologi di pregio e denaro contante, per un valore complessivo di oltre 124 milioni di euro.

Il provvedimento conferma quanto già disposto dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale reggino – presieduta da Ornella Pastore – su richiesta del procuratore capo Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Calogero Gaetano Paci e del pm Gianluca Gelso, con cui era stata applicata la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni intestati o riconducibili ai Bagalà.

Gli odierni destinatari del provvedimento di confisca emergono dalle indagini svolte nell’ambito delle operazioni “Ceralacca”, “Cumbertazione”, “Martingala” e “Waterfront” condotte dal Gruppo investigazione criminalità organizzata di Reggio Calabria e dallo Scico.

Inchieste che hanno portato a provvedimenti restrittivi per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio e autoriciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, alla frode nelle pubbliche forniture, alla corruzione e al falso ideologico in atti pubblici, tutti aggravati dal metodo mafioso. Oltre a ingenti sequestri di beni.

A seguito delle inchieste i finanzieri hanno condotto indagini economico-patrimoniali, volte all’individuazione dell’intero patrimonio degli imprenditori e del loro nucleo familiare, al fine di avanzare proposta per l’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

A conclusione di tali investigazioni veniva accertata la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare dei Bagalà.

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