Intimidiscono avvocato per avere terreno, arrestata famiglia

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Il capannone dato alle fiamme, nel riquadro Giuseppe Donato
Il capannone dato alle fiamme, nel riquadro Giuseppe Donato

Avrebbero minacciato di morte ed esercitato violente pressioni al fine di ottenere un terreno di proprietà di un noto avvocato, padre e due figli arrestati stamani dai carabinieri a Gerocarne, nel vibonese, posti ai domiciliari con l’accusa di estorsione aggravata e continuata, danneggiamento seguito da incendio di un capannone avvenuto nell’ottobre 2017 e di detenzione e porto di pistola.

I tre arrestati sono Giuseppe, Salvatore e Peppino Donato, rispettivamente padre e figli di 49 anni, 24 e 20, i ragazzi con precedenti, mentre il padre pregiudicato anche per tentato omicidio ai danni del professionista vibonese.

Le indagini sono scattate lo scorso autunno, quando nella frazione Sant’Angelo di Gerocarne è stato appiccato un incendio ad un capannone di un soggetto. Per quell’incendio gi inquirenti raccolsero elementi utili in capo a Salvatore e Peppino Donato, due fratelli.

In quella circostanza fu incendiato l’intero capannone ove erano custoditi, oltre ad alcuni capi di bestiame, un trattore che era stato utilizzato il giorno stesso per lavorare all’interno di un fondo agricolo sito in Contrada Cerasara di Gerocarne. Ed è stato proprio questo l’elemento che ha indirizzato le indagini: di fatto gli inquirenti sono riusciti a riscostruire una vicenda che andava avanti già da tempo in relazione alla proprietà di questo fondo agricolo.

Il terreno in questione, di proprietà di un avvocato vibonese, era da tempo oggetto di attenzioni da parte della famiglia Donato che cercava di impossessarsene con minacce e pressioni indirizzate al proprietario del fondo e a tutti i soggetti che si recavano nello stesso per lavorarlo.

I militari, quindi, hanno ricostruito le intimidazioni verso l’avvocato vibonese più volte minacciato di morte anche mediante l’utilizzo di una pistola clandestina. Tali minacce, che sono iniziate nel 2015 e si sono protratte nel tempo, sono state indirizzate sia all’avvocato e sia a tutte le persone che di volta in volta venivano individuate dal legittimo possessore del fondo per recarsi nel terreno conteso.

L’atteggiamento intimidatorio adottato dai due figli e dal padre, Giuseppe Donato, era volto a far desistere, oltre al proprietario del fondo stesso, tutti i potenziali acquirenti del terreno e non in ultimo, il proprietario del capannone incendiato. Non è un caso, infatti, secondo gli inquirenti, che oggetto del danneggiamento seguito da incendio del 15 ottobre 2017 sia stato proprio il trattore utilizzato il giorno precedente per completare i lavori nel fondo agricolo dell’avvocato.

Da qui l’accusa per i tre Donato che si sarebbero procurati un ingiusto profitto consistente nel possesso ed utilizzo del fondo ai fini del pascolo con conseguente danno per il legittimo proprietario che non avrebbe potuto esercitare liberamente il suo diritto di proprietà.

Tale vicenda trae origine, storicamente, già dai primi anni 2000 quando tale terreno era già oggetto di contesa tra il legittimo proprietario e la famiglia Donato. Tale diatriba è culminata il 23 giugno 2010 in un tentativo di omicidio posto in essere da Giuseppe Donato (reato per il quale è stato condannato con pena definitiva) nei confronti dell’avvocato vibonese, legittimo proprietario del terreno agricolo in argomento.