5 Novembre 2026

Home CALABRIA CATANZARO Chiesto il processo per Roberto Occhiuto: Presunta truffa per l’uso dell’auto blu

Chiesto il processo per Roberto Occhiuto: Presunta truffa per l’uso dell’auto blu

Carlomagno

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’indagine si concentra sulla presunta percezione indebita di rimborsi legati alle auto di servizio e si è conclusa con l’esercizio dell’azione penale da parte dei magistrati capitolini. A darne notizia il Fatto Quotidiano in un articolo di Marco Lillo che nei giorni scorsi aveva sentito lo stesso Occhiuto sul caso. Il governatore, ignaro, aveva fatto un video sui social in cui si diceva “arrabbiato” per “l’assurda vicenda”.

I dettagli dell’accusa

La contestazione economica: Al centro del fascicolo c’è un’indennità mensile di circa 3.893 euro erogata dal Consiglio regionale. Questa somma spetta per l’utilizzo di una vettura privata nell’esercizio delle funzioni istituzionali.

L’ipotesi di reato: Secondo i magistrati romani, nel periodo compreso tra novembre 2021 e giugno 2025, Occhiuto avrebbe continuato a percepire tale indennità mensile pur disponendo e utilizzando contemporaneamente un’ulteriore automobile (un’Audi) messagli a disposizione e pagata interamente dalla Regione Calabria.

La cifra complessiva: La Guardia di Finanza ha quantificato la presunta truffa in un importo totale di circa 179.000 euro di rimborsi considerati indebiti.

L’origine dell’inchiesta: Gli accertamenti sono partiti inizialmente dalla Procura di Catanzaro all’interno di un altro filone d’indagine, per poi essere trasmessi a Roma per competenza territoriale.

La linea difensiva di Roberto Occhiuto

Il governatore della Calabria ha replicato pubblicamente attraverso i propri canali social dopo aver appreso la notizia della richiesta di processo:

Rivendicazione di legittimità: Occhiuto ha respinto fermamente l’accusa, spiegando che l’indennità legata alla vettura privata è stata mantenuta in modo pienamente trasparente. Ha sottolineato di aver chiesto rassicurazioni e chiarimenti scritti agli uffici amministrativi regionali proprio per verificare la correttezza della procedura.

La reazione politica: Ha definito la vicenda un tentativo di strumentalizzazione politica e mediatica, dichiarando esplicitamente: “Se pensate di fermarmi in questo modo vi sbagliate, io vado avanti”.

Il prossimo passo: Il presidente ha espresso la volontà di chiarire l’assoluta regolarità del proprio operato direttamente davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP).