32.7 C
Cosenza
10 Luglio 2026
Home CALABRIA VIBO VALENTIA Distrazione di fondi pubblici in comune del Vibonese, sequestro di 462mila euro...

Distrazione di fondi pubblici in comune del Vibonese, sequestro di 462mila euro a 11 indagati

Carlomagno

Un presunto sistema di distrazione di fondi pubblici avrebbe sottratto nel corso degli anni oltre 462mila euro dalle casse del Comune di Vazzano, nel Vibonese.

I Carabinieri e la Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per un importo complessivo di circa 462.460 euro nei confronti di undici persone indagate a vario titolo.

L’operazione arriva al termine di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, avviata dopo una segnalazione presentata nell’ottobre del 2024 da alcuni amministratori dell’ente pubblico interessato.

Alla base dell’esposto vi erano presunte anomalie riscontrate tra i destinatari dei pagamenti disposti dall’ente e gli effettivi beneficiari delle somme erogate. Le prime verifiche avevano già portato all’adozione di sequestri preventivi per oltre 200mila euro nei confronti delle persone inizialmente coinvolte. Successivamente la Procura ha affidato ulteriori approfondimenti al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Vibo Valentia, che ha esaminato in modo dettagliato la contabilità dell’ente per il periodo compreso tra il 2015 e il 2025.

Dall’analisi dei documenti contabili sarebbero emersi oltre 228 mandati di pagamento ritenuti illeciti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il principale indagato avrebbe sottratto autonomamente somme per oltre 179mila euro e, in concorso con altri dieci soggetti, ulteriori 283mila euro, per un totale che supera i 462mila euro.

Al centro dell’inchiesta figura un ex responsabile dell’area Affari generali del Comune, collocato in quiescenza dal gennaio 2022 ma successivamente incaricato come collaboratore dello stesso settore fino all’ottobre 2024. In ragione delle funzioni svolte l’uomo avrebbe gestito direttamente le procedure di pagamento dell’ente, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’intero iter delle liquidazioni.

Secondo l’ipotesi accusatoria proprio attraverso questa posizione avrebbe realizzato un articolato meccanismo di distrazione di risorse pubbliche mediante l’emissione di falsi mandati di pagamento in favore di soggetti privati: imprenditori, associazioni ed enti privi di qualsiasi titolo legittimante a ricevere quelle somme. In diversi casi – precisano gli investigatori – il denaro sarebbe stato destinato direttamente alla disponibilità dell’indagato principale, mentre in altre circostanze sarebbero stati coinvolti ulteriori beneficiari, ai quali viene contestato il concorso nel reato di peculato.

Alla luce degli elementi raccolti il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro delle somme presenti sui conti correnti degli indagati e, in via alternativa, di beni mobili e immobili riconducibili agli stessi fino al raggiungimento dell’importo complessivo indicato nel provvedimento. Nel corso dell’esecuzione sono stati quindi sottoposti a sequestro disponibilità finanziarie, immobili e altri beni registrati nella disponibilità degli undici indagati.