

Ruota tutto attorno a un Consorzio, a una Srl, e a villaggi turistici l’inchiesta della Dda di Reggio Calabria che stamane ha assestato un altro durissimo colpo alle economie del clan Piromalliย di Gioia Tauro.
Sono il consorzio Copam di Varapodio eย Sgfย Fratelli Careri Srl, il primo attivo nella commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, la seconda azienda specializzata nella produzione e commercializzazione dell’olio di oliva con collegamenti fino agli Stati Uniti dove il clan esportava ingenti quantitativi di prodotto oleario. Nel New Jersey, c’era taleย Rosario Vizzari, ritenuto prestanome della cosca sul conto del quale c’รจ una informativa dell’Fbi.
L’INCHIESTA – I provvedimenti, eseguiti dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), nell’ambito dell’operazione Provvidenza 2 si collocano nel quadro di un’articolata manovra investigativa avviata in direzione dei vertici della ndrangheta reggina, giร concretizzatasi nelle seguenti operazioni:
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– il 15 luglio 2016, con lโesecuzione dellโordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti 8 indagati per associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico mafioso, nel cui ambito, oltre ad accertare lโoperativitร di una struttura direttiva occulta della โndrangheta, veniva riscontrato il funzionamento di un organo collegiale denominato โSantaโ ideato dai vertici delle cosche De Stefano e Piromalli (operazione Mammasantissima);
– il 15 e il 19 novembre 2016, con lโesecuzione di misure cautelari nei confronti di 53 affiliati alla cosca Condello, indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni ed altri delitti, tutti aggravati dal metodo mafioso (operazione Sansone);
– il 19 gennaio 2017, con lโesecuzione di un provvedimento di fermo nei confronti 35 soggetti, contigui alla cosca Piromalli responsabili dei reati associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere, turbata libertร degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri reati aggravati dal metodo mafioso (operazione Cumbertazione);
– il 26 gennaio 2017, con lโesecuzione di un provvedimento di fermo nei confronti di 33 affiliati alla cosca Piromalli, indagati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio e altri reati aggravati dalle finalitร mafiose (operazione Provvidenza).
Le risultanze contenute nellโodierna ordinanza cautelare certificano ancora una volta le dinamiche associative e gli assetti mafiosi della cosca โPiromalliโ, evidenziando il ruolo apicale dei fratelli Giuseppe Piromalli cl. โ45 detto โFacciazzaโ, attualmente detenuto presso il carcere de LโAquila, e Antonio Piromalli cl. โ39 detto โU Catanisiโ, in grado di orientare gli equilibri criminali dellโintero mandamento tirrenico e di condizionare il locale tessuto economico-imprenditoriale, con particolare riferimento ai settori agro-alimentare e turistico-ricettivo, grazie alla complicitร di imprenditori ritenuti contigui alla cosca.
In particolare, lโindagine ha accertato come Giuseppe Piromalli, benchรฉ da anni ristretto in regime detentivo speciale, attraverso i periodici colloqui con i familiari, e facendo leva su un’efficiente filiera comunicativa, fosse in grado di veicolare allโesterno ordini e messaggi, funzionali alla direzione degli affari del clan, controllati attraverso il figlio Antonio Piromalli, destinatario del provvedimento di fermo del 26 gennaio 2016.
In tale contesto, altro ruolo carismatico in seno alla cosca รจ risultato quello dellโultrasettantenne Antonio Piromalli, defilato sotto il profilo strettamente operativo, ma ancora molto influente nella pianificazione delle strategie criminali dellโorganizzazione, soprattutto nel dirimere le controversie sorte tra gli affiliati, anche rispetto a problematiche non prettamente criminali. inoltre, proprio allโanziano piromalli antonio era devoluto il compito di rinsaldare i rapporti con la cosca moleโ, un tempo alleata, attraverso la figura di Michele Molรจ, cl. โ66, opportunamente coinvolto nella ripartizione dei proventi derivanti dagli affari criminali legati alla gestione del porto di Gioia Tauro.
Sul piano piรน generale, le investigazioni del ROS hanno messo in luce anche le infiltrazioni dellโorganizzazione criminale sia nel settore agroalimentare, documentando le interrelazioni transnazionali strumentali allo sviluppo di tali importanti traffici commerciali, che nel settore turistico-ricettivo, attraverso ingenti investimenti di denaro di provenienza illecita nellโacquisto di strutture alberghiere ubicate in zone costiere ad elevata vocazione turistica.
In particolare nel comparto oleario, รจ emersa la figura degli imprenditori Domenico e Gioacchino Careri, (Proprietari della Sgfย Fratelli Careri Srlย attiva nel commercio di olio di oliva e destinataria del provvedimento di sequestro preventivo) da sempre legati a Giuseppe Piromalli cl. โ45 e al figlio Antonio, per conto dei quali avviavano unโingente attivitร di esportazione di olio verso gli Stati Uniti, con la prospettiva di rilevanti introiti derivanti dalla possibilitร di commercializzare il prodotto in noti ipermercati americani, potendo contare, tra lโaltro, sullโarticolato circuito relazionale di Rosario Vizzari, ritenuto prestanome del sodalizio stabilitosi da anni nel New Jersey.
Tale meccanismo di fatto consentiva ai Piromalli di penetrare nel mercato americano con prospettive di guadagno e riciclaggio di denaro, mentre ai Careri di assumere una posizione rilevante nel settore oleario, vendendo il proprio prodotto ad un prezzo decisamente vantaggioso e dissimulando, dietro l’etichettatura di olio extravergine, la vendita di olio di sansa (in alcuni casi persino avariato). le ipotesi di frode in commercio e contraffazione alimentare sono attualmente al vaglio delle autoritร americane, con approfondimenti da parte dell’Fbi.
Nella distribuzione dei prodotti orto frutticoli, รจ invece emerso come la cosca avesse infiltrato il consorzio Copam di Varapodio (Reggio Calabria), costituito da numerose cooperative calabresi e siciliane, sfruttandone la notevole capacitร di approvvigionamento di prodotti agrumicoli, e disponendone sul piano gestionale e commerciale, grazie al ruolo di Rocco Scarpari, arrestato, semplice dipendente ma, di fatto, ritenuto vero dominus della cooperativa, in quanto referente della cosca gioiese.
Attraverso tale rilevante controllo, il sodalizio รจ stato in grado di alimentare sia la grande distribuzione del nord-est italiano che il mercato rumeno. in particolare, dalle indagini del ROS รจ emerso come Antonio Piromalli, anche tramite il socio Alessandro Pronesti, ingerisse nella gestione della Copam sovrintendendo in prima persona a tutta la filiera commerciale di fornitura dei prodotti agrumicoli – stabilendo tempi, quantitativi e prezzi delle merci da esportare – curando i rapporti con le aziende (es: Polignanese al Mof di Milano, o aziende in Romania) e intervenendo anche nella gestione del personale dipendente del consorzio.
In particolare, nellโambito delle trattative condotte con alcuni imprenditori rumeni, preoccupati dalla possibile interruzione degli approvvigionamenti, Alessandro Pronestรฌ, che agiva secondo le direttive di Piromalli, si spingeva a rassicurare i suoi interlocutori, dicendo che la cooperativa aveva di fatto lโobbligo di rifornire prioritariamente le aziende indicate dallโorganizzazione:ยโforse tu non hai capito una cosa, la cooperativa prima manda a noi e poi se avanza manda agli altri!โ.
Le attivitร del consorzio Copam erano inoltre utilizzate dalla cosca Piromalli nelle operazioni commerciali di esportazione dell’olio d’oliva verso gli stati uniti. il consorzio, infatti, veniva costretto a garantire il pagamento in anticipo di quanto prodotto dalla societaโ i fratelli Careri ed a farsi carico dei costi delle ulteriori (e non necessarie) operazioni di intermediazione (Antonio Piromalli: “Glielo hai specificato a Scarpari …ogni vendita che facciamo fare a lui ……..giร a priori deve sapere che due centesimi li deve mettere in fattura in piรน per noi”).
A riscontro del controllo totalizzante del consorzio da parte della cosca, รจ emerso inoltre come Antonio Piromalli stesse prendendo in considerazione di trasferire la sede di copam allโinterno dellโarea commerciale del porto di Gioia Tauro, sia perchรฉ trovava le spese degli stabilimenti di Varapodio troppo eccessive, sia per rendere ancora piรน agevole le attivitร di esportazione di agrumi verso gli Stati Uniti.
Infine, per quanto concerne il settore turistico-ricettivo, le investigazioni condotte dal ROS hanno dato conto del profilo imprenditoriale di nicola francesco comerci, destinatario dellโordinanza odierna, che, nel corso degli anni, ha saputo creare un impero economico (risulta proprietario di un complesso turistico a Tropea), avvalendosi dei capitali e della protezione della cosca, soddisfacendone ogni richiesta: dalla gestione dei latitanti, agli investimenti nel settore immobiliare, allโinserimento di ditte di riferimento del sodalizio nelle forniture alberghiere.
Collegamento emerso in modo ancora piรน palese in occasione del tentato omicidio del figlio Andrea, avvenuto nel giugno 2015 a Parghelia (vv), che spingeva comerci nicola francesco a rivolgersi ad esponenti della cosca piromalli per giungere allโindividuazione dellโautore dellโazione delittuosa.
Tra i destinatari del provvedimento anche Cinzia Ferro, (moglie di Alessandro Pronestรฌ) e Teresa Cordรฌ (moglie di Nicola Rucireta e sorella di Francesco Cordรฌ, giร destinatario del provvedimento di fermo il 26 gennaio scorso), le quali, per conto del sodalizio, fungevano da prestanome nella gestione di imprese inserite nei servizi di pulizia e catering di alcune strutture turistiche riconducibili ad importanti societร di settore, nonchรฉ nel ramo dellโabbigliamento, con punti vendita in alcuni centri commerciali della provincia di Milano e Udine.
Nel medesimo contesto, รจ stata data esecuzione anche al sequestro preventivo emesso dal gip calabrese, secondo le norme antimafia nei confronti delle giร citate imprese:
Il consorzio Copam di Varapodio, costituito da oltre 40 soci, aziende e cooperative agricole, che operano nella Piana di Gioia Tauro, nella sicilia orientale e nel basso Lazio,attivo nel commercio dei prodotti ortofrutticoli, ed in particolare nel settore agrumario dei kiwi e delle pesche, con un fatturato di oltre 20 milioni di euro; nonchรฉ la societaโ S.G.F. fratelli Careri Srl, con sede legale in milano e stabilimento in San Ferdinando (rc), attiva nella produzione e nel commercio dellโolio di oliva.


















