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14 Settembre 2026
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‘Ndrangheta, catturato dalla Finanza un latitante a Vibo Valentia

archivio
Carlomagno

I finanzieri del Comando provinciale Vibo Valentia e Catanzaro, con il supporto del Servizio centrale di investigazione criminalità organizzata, della Compagnia carabinieri di Vibo Valentia e dei colleghi dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria” all’esito di serrate indagini, durate oltre due mesi, hanno individuato in un’abitazione del centro di Vibo Valentia, il latitante Luigi Federici, di 28 anni, originario del posto, considerato appartenente alla ‘ndrina dei “Pardea Ranisi”, egemone nel capoluogo ed attualmente imputato del reato di partecipazione ad associazione di stampo ‘ndranghetistico e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Federici era coinvolto nell’operazione antimafia “Call Me” e già condannato a 18 anni nel processo Rinascita Scott.

L’attività svolta congiuntamente dai finanzieri di Catanzaro e Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di
un’ordinanza in materia cautelare che ha colpito complessivamente 10 soggetti ritenuti intranei o contigui a una ‘ndrina attiva a Tropea (Vibo) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica.

Le indagini avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio e di altre ‘ndrine, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.

A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, con nuova decisione del Tribunale del Riesame era stato ripristinato il provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di Federici, per il quale il Tribunale del Riesame, in prima battuta aveva disposto l’annullamento.

Lo stesso Luigi Federici, dal mese di febbraio aveva fatto perdere le proprie tracce sottraendosi all’arresto e su richiesta della procura ne veniva dichiarato lo stato di latitanza.

Le articolate ricerche svolte in sinergia operativa con l’Arma dei carabinieri consentivano di addivenire all’individuazione del covo, in un’abitazione sita nel centro storico del capoluogo vibonese.

“Gli esiti dell’odierna attività d’indagine – scrive la Dda – costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.”