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14 Maggio 2026
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‘Ndrangheta, confiscati beni per 1,2 milioni a persone condannate

Carlomagno

Militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione alla sentenza del locale Tribunale, divenuta irrevocabile, che ha disposto, tra l’altro, la confisca di due aziende operanti nel settore edilizio, immobili, terreni, numerosi automezzi e rapporti bancari riconducibili a due soggetti, affiliati o gravitanti nel contesto della cosca “Gallace-Gallelli” per l’articolazione di Badolato (Cz), del valore complessivo di circa 1.200.000 euro.

Il provvedimento costituisce l’epilogo, con il definitivo trasferimento dei beni al patrimonio dello Stato, della complessa vicenda ricostruita nell’ambito di un procedimento della DDA di Catanzaro (operazione denominata “Scheria”), le cui indagini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Catanzaro, erano culminate, nella esecuzione della misura cautelare, nel 2015, e poi nella sentenza, prevalentemente di condanna, di sette persone ritenute responsabili di estorsione aggravata dalle modalità e finalità mafiose, ai danni di un imprenditore, titolare di un villaggio turistico di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (Cz), vessato per circa trent’anni con richieste di denaro.

Nel corso delle suddette investigazioni, i finanzieri del Gico di Catanzaro, hanno svolto complesse indagini economico-finanziarie – eseguite attraverso una meticolosa ricostruzione degli articolati assetti societari ed il conseguente incrocio con le risultanze dell’attività tecnica ed investigativa svolta sul territorio, parallelamente all’attività investigativa svolta dalla Polizia di Stato – che hanno consentito di ricostruire gli interessi economici della cosca Gallelli che, ricorrendo a schermi societari e a fittizie intestazioni di beni, era riuscita ad ingerirsi in importanti iniziative imprenditoriali ed attività commerciali.

Con la medesima sentenza è stata, altresì, disposta nei confronti dei sette soggetti condannati, la confisca diretta delle somme di denaro nella loro disponibilità per un importo corrispondente ai proventi illeciti accertati nel corso delle indagini – nonché, fra l’altro, la revoca di ogni prestazione assistenziale in base alla legislazione vigente.