24 Ottobre 2026

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Omicidio migrante, in manette Antonio Pontoriero

Il fermo di indiziato di delitto è stato disposto dalla Procura ancora prima dell'esito dei risultati dello stub ed è stato eseguito dai carabinieri di Tropea

Da sinistra la vittima Soumayla Sacko e Antonio Pontoriero
Da sinistra la vittima Soumayla Sacko e Antonio Pontoriero
Carlomagno
Da destra la vittima Soumayla Sacko e il presunto autore Antonio Pontoriero
Da destra la vittima Soumayla Sacko e il presunto autore Antonio Pontoriero

I Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Antonio Pontoriero, il 43enne di San Calogero già indagato per l’omicidio di Soumayla Sacko, il 29enne del Mali ucciso sabato sera nel paese vibonese mentre, con due connazionali, stava prendendo delle lamiere da una vecchia fornace abbandonata.

Il fermo è stato disposto dalla Procura ancora prima dell’esito dei risultati dello stub ed è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Tropea. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata presso il Comando provinciale di Vibo Valentia.

Da quanto ricostruito, il migrante-sindacalista lo scorso 2 giugno era andato in una vecchia fornace dismessa a San Calogero per recuperare delle lamiere che servivano a realizzare baracche di fortuna per altri migranti nella tendopoli di San Ferdinando.

Il killer, appostato a distanza, ha sparato delle fucilate al loro indirizzo colpendo il giovane maliano alla testa e ferendo gli altri due immigrati. Secondo le prime indagini, gli inquirenti avevano escluso la matrice razzista e la pista del crimine organizzato. Soumayla e gli altri due erano in Italia con regolare permesso di soggiorno.

Dopo l’omicidio, decine di migranti sono scesi in strada per protestare contro la barbara uccisione di Sacko: “Era un ragazzo buono che aiutava tutti noi”, è stato detto da alcuni braccianti amici della vittima.

La svolta investigativa due giorni fa, quando l’uomo, su cui si erano concentrati i sospetti degli investigatori vibonesi, è stato indagato e sottoposto all’esame dello Stub, un accertamento tecnico non ripetibile teso a rilevare tracce di polvere da sparo su mani e vestiti di Pontoriero.