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10 Luglio 2026
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Superstite del massacro dei braccianti ha lottato con forza per uscire dal mezzo

La sequenza della strage di Amendolara
Carlomagno

Ha lottato contro i suoi aguzzini, riuscendo a forzare la resistenza del portellone posteriore e a scampare a una trappola di fuoco, l’unico sopravvissuto al tragico rogo del minivan avvenuto lunedì scorso nell’area di servizio di Amendolara, costato la vita a quattro persone.

I dettagli del drammatico salvataggio di Mohammad Taj Alamyar, 35enne afghano, rimasto gravemente ustionato ma vivo, sono stati ricostruiti dagli inquirenti durante l’incontro in Questura a Cosenza.

Secondo quanto riferito dal capo della Squadra mobile di Cosenza Gianni Albano, le immagini mostrano “il conducente scendere dall’auto, portarsi sul retro e aprire il cofano posteriore.
In quel preciso istante, mentre scattava l’azione criminale, il giovane è riuscito a vincere la chiusura del bagagliaio, scivolando fuori proprio mentre le fiamme avvolgevano l’abitacolo, trasformato in una prigione blindata per gli altri passeggeri”.

L’uomo, una volta fuori, è stato comunque avvolto dal fuoco alle braccia mentre si allontanava precipitosamente dalla scena. “I rilievi – ha poi detto il capo della Mobile – hanno evidenziato come i malcapitati abbiano cercato fino all’ultimo, con l’uso delle braccia e delle gambe, di infrangere i finestrini e il parabrezza blindato dall’esterno, morendo intrappolati a causa dell’azione ostruzionistica violenta e simultanea dei due sospettati”. Da quanto trapela, il superstite e un altro connazionale che vivevano con le vittime a Villapiana, sarebbero stati trasferiti in un luogo protetto.