Bombe e Bazooka a Reggio Calabria. 2 condanne

Bombe e Bazooka a Reggio Calabria. 2 condanne per intimidazioni a Giuseppe Pignatone e Salvatore di Landro
Il magistrato Salvatore Di Landro

I giudici del tribunale di Catanzaro hanno condannato a 8 anni e 6 mesi Luciano Lo Giudice, fratello del boss pentito Nino, e a 5 anni e 8 mesi Antonio Cortese per gli attentati dinamitardi del 2010 contro la Procura generale di Reggio Calabria e l’abitazione del Procuratore generale Salvatore Di Landro e per l’intimidazione all’ex procuratore, ora capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. E’ stato assolto Vincenzo Puntorieri.

Nella notte del 26 agosto del 2010, sotto l’abitazione del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, è stata fatta esplodere, davanti al portone del palazzo, un ordigno che ha divelto il portale d’ingresso e devastato l’atrio, procurando anche danni ad alcune abitazioni vicine. Non ci furono feriti, ma il messaggio lanciato al magistrato reggino fu molto chiaro.

Lo stesso messaggio che a Di Landro fu mandato a gennaio dello stesso anno, quando in piena notte, due persone col volto coperto e a bordo di uno scooter collocarono un ordigno ad alto potenziale sotto il portone della procura generale di Reggio Calabria.

A ottobre 2010, in prossimità della sede del Consiglio regionale della Calabria, la polizia ha rinvenuto un bazooka “donato in regalo” dalla ‘ndrangheta all’ex capo della procura di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, ora procuratore capo a Roma. Una minaccia che destò, come gli altri, molto allarme. Oggi le condanne. Il Pm, Domenico Guarascio, aveva chiesto condanne tra 10 a 8 anni per i due imputati.