Oliviero Toscani nega selfie a figlio di poliziotti: “Potresti essere mafioso”

In alto Oliviero Toscani. In basso la campagna realizzata da lui per sfatare pregiudizi e luoghi comuni
In alto Oliviero Toscani. In basso la campagna realizzata da lui per sfatare pregiudizi e luoghi comuni verso i calabresi. “I primi saranno gli ultimi”

Ha negato un selfie a un ragazzo liceale di Vibo Valentia additandolo come un potenziale mafioso. Oliviero Toscani, fotografo che sulla “provocazione” ha costruito la sua fortunata carriera, fa ancora discutere di sé commettendo un’altra delle sue curiose “gaffe”.

Giovedì, il noto pubblicitario aveva tenuto una lezione definita “lectio magistralis” dove invitava i giovani a sfatare pregiudizi e luoghi comuni, prima di inaugurare la sua mostra fotografica alla Camera di commercio dal titolo “Razza umana”. Tagliato il nastro, gli si è avvicinato un ragazzo di 18 anni chiedendogli di fare un selfie, come fanno tutti i ragazzi del mondo quando vedono una star.

Il giovane si è sentito dire di no, con la motivazione di potere essere un potenziale mafioso. Il ragazzo, naturalmente è rimasto di sasso. Non tanto per lo scatto negato, quanto per le parole che hanno accompagnato il no. Il fotografo avrebbe detto: “Potresti essere un mafioso”. Del resto, anche il super latitante di mafia “Matteo Messina Denaro non ha la faccia da mafioso, eppure lo è”.

Il giovane, che è figlio di due esponenti delle forze dell’Ordine, (madre poliziotta e padre carabiniere) è rimasto deluso ma ha avuto il coraggio di riavvicinarlo per rinfacciargli che era lui in fondo ad avere pregiudizi e seguire quei luoghi comuni del tipo “in Calabria sono tutti mafiosi”. Insomma, predica bene ma razzola male.

Era stato sempre Oliviero Toscani, negli anni della gestione Loiero, a realizzare una campagna pubblicitaria fatta proprio per sfatare stereotipi e pregiudizi che gli altri avevano verso i calabresi. Su dei poster – pagati a peso d’oro – poi pubblicati anche sui grandi giornaloni italiani,  apparivano delle ragazze con dei messaggi studiati ad arte: “Terroni? si, siamo calabresi”, e poi sopra il logo della regione Calabria: “Gli ultimi saranno i primi”.

Una campagna che ha fatto discutere molto ma ha fatto cilecca. Infatti, non ha fatto presa su nessuno, nemmeno su chi l’ha realizzata.

Non c’è che dire. A Oliviero Toscani lo chiamano “maestro”. Sì, di coerenza! La stessa che purtroppo pervade certi umanoidi che parlano male della Calabria ma poi ci vengono per prendere soldi e sparare minchiate.