Confesercenti: si allarga il divario Nord-Sud sui consumi, nel 2018 Calabria ultima

Primi Lombardia, Trentino, Emilia e Valle d'Aosta. In coda, dopo la Calabria, le altre regioni meridionali che potrebbero recuperare, nel 2019, col reddito di cittadinanza

Carlomagno campagna Fiat Gamma 500 L settembre 2019
Ansa

La Calabria, con una spesa media delle famiglie di 19.911 euro l’anno nel 2018, risulta ultima per consumi nelle regioni. È quanto emerge da un approfondimento condotto dall’Ufficio economico Confesercenti sui consumi delle famiglie nelle regioni italiane.

Lo scorso anno le famiglie della Lombardia e del Trentino hanno speso in media oltre 33.600 euro, ben 14mila in più di quelle calabresi, così come le altre regioni del Nord da cui si evince un consistente divario con le regioni meridionali che potrebbero tuttavia recuperare con il Reddito di cittadinanza.

La Calabria spende quasi 5.800 euro in meno della media nazionale (28.251). Ma è tutto il sud a mostrare, consistentemente, budget familiari più ristretti del nord. Dopo la Calabria, Sicilia (spesa media di 21.404 euro per nucleo familiare) e la Basilicata (22.317 euro).

Sotto i livelli nazionali anche Campania (23.188 euro), Molise (23.250 euro), Puglia e Sardegna (entrambe a 23.524 euro) e Abruzzo (23.704). Anche l’Italia centrale segna il passo: in Marche e Umbria la spesa è di circa 2mila euro inferiore alla media nazionale. Meglio vanno il Lazio (29.790 euro all’anno) e soprattutto la Toscana, che con 31.543 euro l’anno di spesa media è quarta tra quelle che spendono di più.

Nel dettaglio, a spendere di più, secondo l’indagine di Confesercenti, tutte le regioni del Nord: Emilia-Romagna – 32.590 euro di spesa annuale – e poi Trentino-Alto Adige (33.614) e Lombardia, che con 33.621 si conferma la regione più dinamica d’Italia. Ma è tutto il settentrione a mostrare andamenti superiori alla media nazionale, con l’eccezione della Liguria, dove la spesa media si è fermata a 26.992 euro, circa 1300 euro in meno della media Italia.

Tra regione e regione, però, variano a seconda delle singole voci di spesa prese in esame. Con qualche sorpresa: la Valle d’Aosta ha il budget più alto per alimentari e bevande: 5.544 euro l’anno, oltre 500 euro in più rispetto alla media. Ma, in proporzione, è la Campania – pure in seconda posizione a livelli assoluti – a spendere di più: 5.380 euro, il 19,2% del bilancio famigliare annuale.

A tirare maggiormente la cinghia sui prodotti alimentari, invece, sono le famiglie di Abruzzo e Sicilia. Per ristorazione e servizi ricettivi a spendere di più, sono le famiglie del Trentino-Alto Adige – 2.237 euro l’anno – seguite a breve distanza dall’Emilia-Romagna (2.107 euro) e dalla Lombardia (2.022 euro).

Le famiglie valdostane sono invece prime in classifica per la spesa in abbigliamento e calzature: nel 2018 i nuclei familiari della regione hanno investito in prodotti di moda 2.134 euro l’anno, oltre 800 euro in più della media Italia. E l’abbigliamento è uno dei capitoli di spesa più importanti anche per il Molise. Qui le famiglie hanno speso in media, nel 2018, 1.808 euro l’anno: il 6,3% del loro budget complessivo. Passando alle spese per l’abitazione è il Lazio a balzare in testa: le famiglie laziali spendono per il capitolo casa 12.057 euro, oltre 2mila in più rispetto alla media nazionale (9.897).

La Lombardia torna in cima alle classifiche per la salute 1.732, quasi il doppio di quanto fatto nelle Marche. Divari eclatanti anche per quanto riguarda l’istruzione: in Lombardia si dedicano a questa voce 266 euro l’anno in media, oltre 3 volte le risorse investite dai calabresi (79 euro).