Rogo a Cosenza, Fratelli d’Italia: “Comune e Beni culturali intervengano subito”

Carlomagno Panda Settembre 2018

La palazzina nel centro storico di Cosenza
“Il rogo del centro storico di Cosenza nel quale sono morte tre persone oltre la distruzione per sempre di uno dei patrimoni storici e culturali della città distrutti dalle fiamme come la storica residenza Ruggi D’Aragona di proprietà della famiglia Bilotti, non può non sollevare la questione della necessità d’interventi adeguati e urgenti”. Lo afferma in una nota Sergio Strazzulli, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.

“Nella zone più antica e fatiscente della città – scrive l’esponente politico – vivono da tempo i residenti spesso anche in condizione di disagio sociale e economico. Molti di loro in attesa da tempo dell’agognato alloggio popolare che gli possa restituire dignità abitativa e qualità della vita”.

“Di sicuro lo stato avanzato del degrado di alcuni antichi fabbricati rende persino impossibile il recupero, occorre pertanto e da subito un serio censimento delle strutture da salvaguardare e delle tante che purtroppo andrebbero celermente demolite”.

“Se il Ministero dei Beni culturali ritarda da sempre questi interventi sollevando la questione del recupero di tutto e l’ora che il rogo nella quale sono morti, Serafina Speranza, Roberto Golia e Antonio Noce serva almeno a rompere ogni indugio”. Per Strazzulli “occorre anzitutto buon senso oltre che responsabilità da parte del Sovraintendente ai Beni Culturali senza timori e pudori”.

“Se gli edifici storici sono restaurati e poi abbandonati a se stessi sarebbe l’ora piuttosto di valutare la loro assegnazione, proprio per evitare tali tragedie”.

“Se c’è da abbattere e da ricostruire si faccia perche insieme a questi interventi si recupera oltre che  il anche lo spirito di sussidiarietà e produttività di un intera comunità umana che ci vive”.

“La priorità del centro storico – conclude il coordinatore di Fratelli d’Italia – oggi viene persino davanti a tutti per la rapida risoluzione di una grande questione sociale e perché rappresenta anzitutto la nostra storia e la nostra cultura”.