Motoscafo in leasing senza pagare le rate, denuncia. Legali: “Inesatto”

Un commercialista di Amantea, secondo la Finanza, utilizzava a "fini personali" il natante dal valore di 200 mila euro. Ma il tribunale dà ragione al professionista e glielo restituiscono

Carlomagno campagna ottobre 2018

motoscafo in leasingHa acquistato in leasing un’imbarcazione da 200.000 euro, ma non avrebbe versato i canoni pattuiti, utilizzando il motoscafo a fini personali. Un professionista di Amantea è stato, quindi, denunciato per appropriazione indebita ed è sequestrata l’imbarcazione dai finanzieri della Compagnia di Paola e della Tenenza di Amantea che hanno eseguito un Decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip presso il Tribunale di Paola, avente ad oggetto un’unità da diporto a motore, profitto di reato di appropriazione indebita aggravata in danno di una società di leasing.

L’imbarcazione, di lunghezza superiore a 10 metri e del valore di oltre 200 mila euro, era stata ceduta dalla società di leasing ad un commercialista ad Amantea. Pagate le prime rate del contratto, il professionista si sarebbe reso moroso, accumulando un debito di oltre 90 mila euro pur continuando ad utilizzare il natante a fini personali.

Dopo aver invitato inutilmente il professionista a regolarizzare i pagamenti, la società di leasing ha risolto il contratto e chiesto la restituzione del bene. Diversamente da quanto richiesto, il professionista ha continuato ad utilizzare l’imbarcazione per fini personali e non ha restituito il natante, appropriandosene quindi indebitamente. E’ allora scattato il sequestro dell’imbarcazione e la denuncia del professionista per appropriazione indebita, reato che prevede la pena della reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 1.032 euro.

L’imbarcazione sarà ora restituita al legittimo proprietario ed il professionista dovrà dimostrare, sul piano fiscale, il legittimo utilizzo a fini professionali dell’imbarcazione e l’eventuale deducibilità fiscale dei costi sostenuti.

La replica dei legali del professionista: “Il Tribunale ha dato ragione al nostro assistito e gli ha restituito l’imbarcazione”

I legali del professionista, Antonio Cavallo e Pietro Sommella, in una nota affermano che la notizia sopra citata è inesatta e precisano: “In data odierna – spiegano -, contrariamente a quanto indicato dagli organi di informazione on-line, è stato eseguito un provvedimento, emesso dal Tribunale di Cosenza già in data 11 luglio 2018, di accoglimento della istanza di riesame del sequestro disposto dal GIP del Tribunale di Paola, con conseguente restituzione dell’imbarcazione al nostro assistito, nella sua qualità di utilizzatore-detentore qualificato”.

“Il Tribunale di Cosenza, difatti, – proseguono i due avvocati – in pieno accoglimento dei motivi di gravame, ha accertato che il predetto utilizzatore aveva preventivamente contestato la presunta morosità, da accertarsi eventualmente in sede civile ed, anzi, imputando alla medesima società di leasing un inadempimento delle proprie obbligazioni e che per tali considerazioni, “non si ritiene configurabile l’ipotesi di reato contestata e posta a fondamento del vincoo cautelare reale de quo”.

Una nota di rettifica è stata diramata anche dalla Guardia di finanza di Cosenza che aveva diffuso il comunicato stampa relativo alla vicenda del natante.