Malasanità a Cosenza, poteva essere salvata la donna incinta morta ad agosto

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM
La vittima Mariangela Simona Colonnese

Poteva essere salvata Mariangela Simona Colonnese, la donna 34enne di Longobardi morta lo scorso agosto all’Annunziata di Cosenza dopo aver accusato forti dolori addominali. La donna, al sesto mese di gravidanza, si presentò in ospedale ma dopo una prima visita venne mandata via. Poi tornò lamentando dolori più forti e non è più uscita viva.

Chi ha stilato la perizia medico legale dopo l’autopsia, ha scritto che la donna è morta per “un’occlusione dell’intestino tenue da sindrome aderenziale con ansa intestinale incarcerata”. Sarebbe stato sufficiente un piccolo intervento chirurgico per salvarle la vita.

Sul caso la Procura di Cosenza aveva aperto una inchiesta iscrivendo nel registro degli indagati 12 sanitari, tra cui la ginecologa di fiducia della sfortunata donna.

Mariangela Simona Colonnese, al sesto mese di gravidanza, si era presentata in ospedale lamentando forti dolori addominali. Dopo essere stata sottoposto ad un primo trattamento terapeutico, la donna era stata dimessa. Il mercoledì successivo si era ripresentata in ospedale lamentando un’accentuazione dei dolori.

La sera del 20 agosto 2020 il decesso, in seguito al quale il marito della donna ha presentato una denuncia alla Polizia di Stato che ha fatto scattare l’inchiesta della Procura.

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM