Corruzione e abuso d’ufficio, indagato l’ex sindaco di Pizzo Gianluca Callipo

Altri tre indagati, tra cui un noto imprenditore e due ex dirigenti del comune. L'indagine è scattata su denuncia di un altro imprenditore del posto che aveva ottenuto il regolare lasciapassare per l'uso di una spiaggia.

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Da sindaco di Pizzo avrebbe ostacolato con pressioni indebite un imprenditore del posto per lo sfruttamento lecito di una spiaggia demaniale sita nella Costa degli Dei. Nuovi guai giudiziari per Gianluca Callipo, già coinvolto nella maxi-inchiesta “Rinascita scott” della Dda di Catanzaro, per cui si trova ancora oggi agli arresti.

I finanzieri di Vibo Valentia gli hanno notificato un avviso di conclusione indagini nell’ambito di una inchiesta della procura di Vibo Valentia guidata dal procuratore Camillo Falvo in codice “Spiaggia libera”. Oltre a Callipo coinvolte altre tre persone, tra cui Vincenzo Renda, noto imprenditore vibonese, anche lui coinvolto nell’operazione “Rinascita Scott”.

Callipo e Renda risultano indagati, in concorso, per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. L’ex sindaco risulta inoltre indagato per tentata concussione e abuso d’ufficio, quest’ultimo in concorso, in relazione a distinte e separate condotte, con gli architetti Nicola Domenico Donato e Nicola Salvatore Vasta, rispettivamente, all’epoca dei fatti, dirigente tecnico e responsabile del Servizio Urbanistica del Comune di Pizzo.

L’avviso rappresenta l’epilogo di indagini di polizia giudiziaria, anche tecniche, effettuate dai finanzieri, dirette e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Concettina Iannazzo. Le indagini hanno permesso di accertare presunti illeciti commessi nel tempo dall’ex primo cittadino di Pizzo, in concorso con l’imprenditore, socio e/o amministratore di importanti villaggi turistici della Costa degli Dei nonché di una nota impresa di trasporti.

L’inchiesta scaturisce da una circostanziata denuncia presentata da un imprenditore di Pizzo, stanco dei presunti soprusi dell’ex Sindaco nel corso degli anni, il quale, attraverso pressioni psicologiche e altre azioni indebite (tra cui l’invio di una pattuglia di polizia locale), abusando della sua qualifica e dei suoi poteri, intendeva impedirgli il legittimo sfruttamento di una concessione demaniale relativa ad un’area di spiaggia situata in località Savelli.

L’obiettivo finale che Callipo intendeva perseguire, secondo l’accusa, era quello di costringere l’imprenditore di Pizzo a dare o promettere tale sfruttamento in favore dell’imprenditore vibonese, in ottimi rapporti con il primo, titolare di un lussuoso Resort, in fase di costruzione, antistante l’area di spiaggia e quindi di assoluto interesse per la struttura ricettiva per consentire l’accesso al mare ai futuri clienti.

Tale condotta dell’ex sindaco di Pizzo non è stata portata a termine grazie alla strenua resistenza del denunciante, che in ogni modo legittimo si è sempre opposto alle pressioni del pubblico ufficiale e dei suoi più stretti collaboratori, preferendo denunciare i fatti.

Dalle investigazioni sviluppate dai finanzieri sarebbe emerso, a carico dell’ex primo cittadino, la commissione di ulteriori reati, tra cui l’abuso d’ufficio, in concorso con altro pubblico ufficiale, per il rilascio di una concessione demaniale in favore di un altro villaggio turistico dello stesso comune, in spregio dei principi di pubblica evidenza e di imparzialità dell’azione amministrativa, evidenziando la sua propensione a servirsi delle funzioni, del proprio ruolo rivestito e dei propri dirigenti, al solo fine di favorire alcuni imprenditori “amici” a discapito di altri, oltre che di assicurarsi vantaggi elettorali con metodi clientelari.

Veniva infine appurata anche la capacità di Callipo di compiere in prima persona atti o di condizionare l’operato dell’ente locale, al fine di ricevere utilità oggettivamente apprezzabili, quali, ad esempio, l’assunzione di un parente presso la struttura ricettiva di Pizzo dell’imprenditore corruttore.

L’inchiesta, spiegano gli investigatori, corroborano le risultanze investigative emerse a carico dello stesso Callipo, per fatti ancora più gravi, nell’ambito dell’operazione “Rinascita – Scott”.

In relazione alle condotte accertate la Procura di Vibo aveva avanzato richiesta di applicazione di misura cautelare dopo l’estate 2019. Richiesta non emessa in quanto, nelle more, sia Callipo – che per questa ragione si era dimesso dalla carica di primo cittadino – che Renda sono stati tratti in arresto proprio nel corso dell’esecuzione dell’operazione “Rinascita – Scott”.

Proprio in seguito alla citata operazione, infatti, Gianluca Callipo, subito dopo il suo arresto, rassegnava le dimissioni dalla carica di Sindaco, che diventavano irrevocabili e successivamente con deliberazione del Consiglio dei Ministri, in accoglimento della proposta avanzata dal Prefetto di Vibo Valentia e dal Ministro dell’Interno, il consiglio comunale di Pizzo veniva dichiarato sciolto per accertate eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata, con la conseguente nomina di una commissione di gestione straordinaria prefettizia, già insediata.

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