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18 Maggio 2026
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Dramma a Catanzaro, sullo sfondo lo spettro della depressione post-partum

La Procura conferma il nesso tra il gesto e la sofferenza psichiatrica. Ordine psicologi: "Tragedie di questa portata non sono mai improvvise, ma spesso affondano le radici in un disagio che non sempre emerge in maniera chiara". Il marito della donna era in casa al momento del gesto ma non si è reso conto di quanto stava accadendo. I vicini e il parroco: "Era una donna tranquilla", almeno in apparenza

Anna Democrito (web)
Carlomagno

La Procura di Catanzaro ha confermato la correlazione tra il gesto estremo e la sofferenza della 46enne Anna Democrito (in foto), suicidatasi ieri notte lanciandosi dal balcone posto al terzo piano di uno stabile in via Zanotti Bianco, a Catanzaro.

Al momento non ci sono infatti indagati e non si ipotizza il coinvolgimento di terze persone nell’episodio. Il marito della donna era in casa al momento del gesto ma non si è reso conto di quanto stava accadendo. Solo successivamente, dopo avere sentito il rumore della caduta. Non vedendo nessuno in casa si è precipitato in strada e ha cercato di rianimare i figli e la moglie in attesa dei soccorsi, ma i suoi sforzi sono stati vani. I due bimbi e la donna sono morti sul colpo. Sconcerto è stato espresso dagli inquilini del condominio e dalle persone che la conoscevano.

Lo spettro della depressione post-partum

Anna Democrito, secondo quanto ricostruito, avrebbe manifestato già in passato un disagio di natura psichiatrica, aggravato nell’ultimo periodo da una depressione post partum dopo la nascita dell’ultimo figlio di 4 mesi, morto sul colpo insieme al fratellino. La sorellina maggiore, Maria Luce, è gravemente ferita ed è ricoverata in rianimazione. La bimba è stata sottoposta ieri pomeriggio ad una delicata procedura di radiologia interventistica per “stabilizzare le lesioni più minacciose per la vita”, come ha detto la primaria del reparto.

Psicologi: “Tragedia frutto di un disagio che non sempre affiora chiaramente” 

“Tragedie di questa portata non sono mai improvvise, ma spesso affondano le radici in un disagio che non sempre emerge in maniera chiara. Per questo riteniamo fondamentale un impegno condiviso e concreto”. Lo ha sostenuto l’Ordine degli psicologi della Calabria. Di “immane tragedia che ci lascia attoniti e profondamente scossi” ha parlato il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto mentre l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, ha invitato a “riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore”. Il sindaco del comune di Catanzaro, Nicola Fiorita, oltre a “garantire vicinanza a ciò che resta di questa famiglia” ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali la cui data non è stata ancora stabilita.

Il dramma nella notte

La tragedia è avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle 3. La donna, mentre il marito dormiva, avrebbe preso in braccio, uno per uno, i suoi tre figli e poi li ha lasciati cadere nel vuoto dal terrazzo al terzo piano dell’appartamento in cui viveva a Catanzaro. Poi li ha seguiti gettandosi a sua volta. Un drammatico gesto che ha portato alla morte di due bimbi, uno di 4 anni ed uno di 4 mesi, e della stessa donna.
Anna Democrito lavorava insieme al marito in una struttura sanitaria. I vicini avvicinati dai giornalisti hanno detto che era una donna tranquilla e religiosa, e che non mostrava segnali di disagio, almeno in apparenza.

La testimonianza del parroco

Dopo la terza gravidanza la donna, ritrovata con un rosario tra le mani, avrebbe manifestato un disagio, ma niente che potesse fare pensare a quanto poi è accaduto. Lo racconta don Vincenzo Zoccoli, parroco del “Santissimo Salvatore”, nel rione De Filippis che accoglie pure la casa del dramma. Il sacerdote ricorda Anna, in passato dipendente della Fondazione “Betania” e ora operatrice sociosanitaria d’una residenza sanitaria assistenziale cittadina, come “una persona molto conosciuta e stimata anche in ambito lavorativo, soprattutto per le sue spiccate qualità umane e relazionali. Come ragazza prima e come donna poi, è sempre stata molto presente e attiva in parrocchia come catechista e membro attento e generoso della comunità. Aveva doti di prossimità e vicinanza agli altri, qualità che esprimeva sia nel suo lavoro all’interno delle strutture sociosanitarie che nella vita parrocchiale”. Don Vincenzo rivela come dopo il matrimonio e le gravidanze Anna Democrito avesse diradato la partecipazione alle attività comunitarie. “Non più tardi di pochi giorni fa – racconta – l’avevo incoraggiata a farsi aiutare e a ricorrere anche a strutture competenti dal punto di vista professionale”.