Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola. Ricercato Tavares. Il caso si complica

All'ex editore contestato il metodo mafioso. Per il gip, l'ordigno sarebbe stato piazzato per accrescere la popolarità del conduttore di "Report" in vista della candidatura a leader della sinistra. Un progetto di cui i due hanno parlato a più riprese per anni, senza che il giornalista opponesse mai un rifiuto netto

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La foto tra Tavares, Ranucci e Lavitola riportata in una delle pagine dell’ordinanza dell’arresto dell’ex faccendiere

Arrestato Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell’inchiesta sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L’ex editore e imprenditore era stato perquisito lo scorso 4 luglio dai carabinieri del Nucleo Investigativo che oggi hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip della Capitale. L’ipotesi degli inquirenti, che lo scorso 8 luglio lo hanno convocato in procura dove si è avvalso della facoltà di non rispondere rendendo dichiarazioni spontanee, è che sia il mandante dell’attentato dinamitardo. A Lavitola viene contestato il metodo mafioso.

Oltre a Lavitola, l’ordinanza del gip di Roma riguarda anche Gomes Clesio Tavares, destinatario anche lui di una misura in carcere. L’uomo, attualmente in Africa, secondo i pm capitolini avrebbe partecipato al progetto dell’attentato dinamitardo dello scorso ottobre.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, ha già portato a fine giugno all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

Le accuse a Lavitola
Lavitola è accusato di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Tavares di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l’attentato davanti all’abitazione di Ranucci. Inoltre, Lavitola avrebbe partecipato personalmente, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo esplorativo il 15 settembre 2025. Tavares, in fase di rintraccio, ancora ricercato, facendo da raccordo operativo per conto di Lavitola, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre 2025, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’auto del suocero.

Le misure restrittive si fondano su un impianto accusatorio solido e concorde. Le risultanze derivano dall’analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle serventi l’area dell’attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall’esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi.

Gip: Attentato per accrescere la popolarità e la discesa in campo come leader del centrosinistra di Ranucci, ignaro della manipolazione del suo amico.

Per il gip il movente è politico: il faccendiere voleva in questo modo lanciare la candidatura del giornalista come leader del centrosinistra, riportano i media citando il provvedimento del giudice. Ma all’insaputa di quest’ultimo, come emergerebbe dalle mail contenute nell’ordinanza di arresto. “Non emergono elementi a suo carico di questo disegno manipolatorio da parte di Lavitola.
Perché le manette sono scattate solo ora? Per il certosino lavoro degli inquirenti: le nuove intercettazioni, i riferimenti al mandante, gli accordi sul denaro e sull’assistenza legale, i rapporti con Clesio Tavares e la partenza per l’Africa, in Camerun, organizzata dopo gli arresti. Nell’ordinanza è stata pubblicata una foto (sopra) del 2022 che ritrae Tavares e Lavitola insieme a Ranucci.

Legale Ranucci: “Arresto Lavitola conferma complessità attentato, capire movente”

“L’arresto di Valter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell’attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione”. Così l’avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, dopo l’arresto di Lavitola. “E mentre per l’autorità giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta”.

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