
La Guardia di finanza ha eseguito a Bari 22 misure cautelari in carcere nei confronti di un’associazione a delinquere di stampo mafioso dedita al traffico di sostanze stupefacenti e a delitti contro la persona e il patrimonio. Le misure sono state emesse dal gip su richiesta della Dda di Bari. 69 gli indagati in tutto, alcuni dei quali giร detenuti per altre cause. Quattro misure restrittive sono state eseguite dai carabinieri dell’Arma.
Le fonti di prova – spiega una nota degli investigatori – da cui sono stati desunti gli indizi di colpevolezza sono rappresentate da: intercettazioni (telefoniche, ambientali e telematiche), dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (di cui ne รจ stata accertata la credibilitร e lโattendibilitร ), monitoraggio delle aree di interesse operativo a mezzo di telecamere, servizi di osservazione e pedinamento, arresti e contestuali sequestri di sostanze stupefacenti a riscontro del contenuto delle conversazioni captate.
Piรน in dettaglio, le persone colpite dai provvedimenti restrittivi sono indagate, a vario titolo, per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonchรฉ produzione, traffico e detenzione illecita delle stesse, trasferimento fraudolento di valori e tentato omicidio di tre soggetti, tutti delitti aggravati dallโagevolazione mafiosa.
Nei confronti di altri 10 soggetti, ritenuti gravemente indiziati per traffico e detenzione di stupefacenti, su cui รจ stata avanzata richiesta di ordinanza cautelare personale, il G.I.P. provvederร allโesito dellโinterrogatorio preventivo.
Lโodierna operazione costituisce lโepilogo di unโarticolata e complessa attivitร dโindagine, coordinata dalla locale D.D.A. ed eseguita dagli investigatori del G.I.C.O. del Nucleo PEF Bari, che ha consentito di disvelare lโesistenza e lโoperativitร del sodalizio mafioso โclan MISCEOโ [giร riconosciuto sul piano giudiziario dalla sentenza definitiva relativa allโ operazione โAmpio Spettroโ (condotta dal predetto Reparto) nonchรฉ da quella โ emessa dal GUP โ nel settembre del 2023], con sede operativa nella cittร di Noicattaro, da cui le attivitร illecite si estendevano ai paesi limitrofi (Gioia del Colle, Triggiano, Capurso, Bari, Fasano), e attuale sede decisionale allโinterno del carcere di Napoli-Secondigliano.
Lโindagine ha messo in evidenza la capacitร del boss del citato clan di sviluppare dal carcere, anche mediante lโabusivo utilizzo di apparati cellulari, uno stabile canale di collegamento endo-associativo, finalizzato alla gestione della cassa comune, allโassistenza economica degli associati detenuti, allโattuazione degli scopi associativi e alla promozione e sviluppo del traffico di droga.
Secondo lโimpostazione accusatoria accolta dal G.I.P. del Tribunale barese (allo stato, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) gli approfondimenti investigativi svolti avrebbero consentito di dimostrare come lโassociazione di tipo mafioso fosse connotata da unโelevata capacitร organizzativa e dotata di una rilevante disponibilitร di armi, mezzi finanziari e strumentali, disponendo di una โcassa comuneโ e di una vera e propria โcontabilitร dโimpresaโ.
In particolare, lโorganizzazione avrebbe: – esercitato un vero e proprio controllo del territorio con modalitร tipicamente mafiose, attraverso la capillare e continua presenza ostentata dei propri affiliati nelle zone nevralgiche di Noicattaro, tra lโaltro molto frequentate dalla popolazione, generando lโassoggettamento e lโomertร nei cittadini, allo scopo di potere liberamente condurre le attivitร illecite, nonchรฉ controllando, attraverso prestanome, alcune attivitร economiche nella predetta cittadina;
– ingaggiato una sorta di sfida armata con il rivale clan ANNOSCIA, operativo nello stesso territorio, per lโillecita occupazione di un alloggio di edilizia popolare, resosi disponibile a seguito della morte del legittimo assegnatario, e per il controllo delle piazze di spaccio, sfociata in un tentato duplice omicidio il 3 marzo del 2021 nella piazza principale della cittร nojana.
Sul punto le investigazioni si sono avvalse del contributo dei Carabinieri del Comando Compagnia di Triggiano (che stanno eseguendo 4 delle odierne misure), intervenuti sul posto nellโimmediatezza del fatto, che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti sulla scena del crimine utili a ricostruire le fasi precedenti allโagguato e a raccogliere i gravi indizi di reato nei confronti del mandante e degli esecutori materiali. A seguito della sparatoria tra le due consorterie mafiose, chiamato a dirimere la controversia, sarebbe stato il boss barese del clan PARISI/PALERMITI, il quale avrebbe imposto una pax mafiosa, al fine di evitare che la recrudescenza di azioni violente potesse provocare una piรน incisiva presenza delle forze dellโordine sul territorio precludendo il sistematico rifornimento di sostanze stupefacenti dal medesimo clan di Japigia;
– pianificato lโattivitร di spaccio attraverso veri e propri โpunti venditaโ, strutturati per funzionare โh24โ, con la costante presenza di qualcuno che accogliesse la clientela, utilizzando vecchie abitazioni del centro storico di Noicattaro ove stoccare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Consolidato il modus operandi utilizzato, tenuto conto che la richiesta era telefonica o citofonica e la successiva consegna – con relativo scambio di denaro – attraverso il classico โcalo di cestiniโ;
– utilizzato nelle conversazioni un linguaggio allusivo, che convenzionalmente definiva la droga con termini quali โbobโ per indicare la marijuana, โgiubbotto della Versace o filo spinatoโ per indicare la cocaina, โlimoniโ per indicare lโhashish o โil Papa che arriva da Romaโ per segnalare lโarrivo di un carico di droga di notevole valore, mentre il denaro veniva individuato con la parola โdocumentiโ;
– garantito lโassistenza legale e il mantenimento dei sodali arrestati, a favore dei quali venivano destinati โcontributiโ che variavano in ragione del โgrado di camorraโ dellโaffiliato, oscillando dai 500 ai 1.500 euro al mese. Al riguardo, si sottolinea la capacitร di riorganizzazione degli indagati, pur a fronte di plurimi interventi repressivi delle forze dellโordine.
Numerosi i riscontri operativi effettuati nel corso delle investigazioni che hanno permesso di sottoporre a sequestro circa 5 kg di cocaina, 16 kg. di hashish, 21 kg. di marijuana, 1 pistola con caricatore e 22 proiettili, oltre allโarresto in flagranza di reato di 7 corrieri della droga, e di individuare 5 depositi, cosiddette โcupeโ, dove veniva stoccata e preparata la sostanza stupefacente destinata allo spaccio.
Sono stati altresรฌ acquisiti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di un affiliato dellโorganizzazione mafiosa indagato per il tentato omicidio, aggravato dallโagevolazione mafiosa, avvenuto a Noicattaro nel 2012, nei confronti di un soggetto appartenente al clan mafioso DI COSOLA come risposta a un attentato subito per il controllo delle piazze di spaccio.
