Dalle prime luci dellโalba i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno conducendo una vasta operazione antimafia in esecuzione di 183 provvedimenti restrittivi disposti dal GIP del Tribunale di Palermo e dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica.
Complessivamente sono impegnati – con la copertura aerea di un elicottero del 9ยฐ Elinucleo di Palermo – 1.200 Carabinieri circa dei Comandi Provinciali della Sicilia, del Reparto Anticrimine del ROS di Palermo, con il supporto dei โbaschi rossiโ dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, del 12ยฐ Reggimento โSiciliaโ, del 14ยฐ Battaglione โCalabriaโ nonchรฉ di altre componenti specializzate dellโArma. I militari hanno arrestato 163 persone, delle quali 33 giร detenute per altra causa.
Nel contesto della medesima operazione, i Carabinieri del Reparto Anticrimine del R.O.S. di Palermo hanno eseguito unโordinanza cautelare nei confronti di 20 fra capi e gregari del mandamento di โSanta Maria del Gesรนโ, di cui 3 giร detenuti.
Lโoperazione, che ha interessato anche altre cittร italiane, รจ volta a disarticolare i mandamenti mafiosi della cittร di Palermo e provincia, in particolare quelli di โPorta Nuovaโ, โPagliarelliโ, โTommaso Natale – San Lorenzo, โSanta Maria del Gesรนโ e โBagheriaโ.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, consumate o tentate, aggravate dal metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale, reati in materia di armi, contro il patrimonio, la persona, esercizio abusivo del gioco dโazzardo, e altro.
LE INDAGINI
Le indagini hanno fatto emergere come โCosa nostraโ sia unโassociazione criminale vitale e al โpasso coi tempiโ: se infatti essa รจ fortemente legata alle regole dei โpadri fondatoriโ, ai suoi antichi riti e al compimento delle โclassicheโ condotte illecite, come le estorsioni, il traffico di droga e il controllo delle scommesse clandestine online, dallโaltro รจ emersa la capacitร degli affiliati di ricorrere ai moderni mezzi di comunicazione per cercare di sfuggire alla pressione investigativa. ร stato infatti documentato il sistematico utilizzo di smartphone criptati che consentono comunicazioni – anche di gruppo โ sicure, limitando allโessenziale la necessitร degli incontri e delle riunioni tradizionali.
I capi di โcosa nostraโ tendono a risolvere pacificamente le controversie che sorgono cercando di mantenere un profilo costantemente basso nel tentativo di non attirare le attenzioni delle Forze di Polizia. Servendosi di apparati tecnologicamente avanzati quali i telefoni criptati, hanno creato delle community ristrette nelle quali i personaggi piรน influenti possono discutere degli affari criminali senza i rischi che comportano gli incontri โin presenzaโ. Questo sistema di comunicazione ha reso possibile il dialogo, costante e riservato, non solo con i trafficanti di droga ma anche tra i vari mandamenti. Tale tecnologia ha consentito ad un esponente del Mandamento di Porta Nuova, resosi latitante, non solo di poter affrontare un lungo periodo di latitanza (circa 2 anni), ma in una fase in cui non vi erano altri esponenti influenti in libertร , di poter continuare a reggere le sorti del mandamento evitando di incontrare di persona gli altri adepti. Dopo aver posto fine alla latitanza del predetto nel marzo del 2024, con lโoperazione di oggi vengono tratti in arresto i suoi presunti fiancheggiatori: si tratta di persone contigue o ritenute appartenenti al mandamento di Porta Nuova che lo avrebbero supportato logisticamente, consentendogli altresรฌ di intrattenere comunicazioni sicure per mezzo di criptofonini.
IL COORDINAMENTO DEI MANDAMENTI CITTADINI
Il quadro che emerge dalle investigazioni restituisce una โcosa nostraโ che, nonostante le numerose operazioni coordinate dalla Magistratura palermitana e portate avanti dai Carabinieri e dalle altre forze di polizia, continua a mantenere la sua presa: unโassociazione ben ancorata al proprio territorio sul quale esercita un costante controllo, incidendo significativamente sul tessuto economico attraverso le estorsioni e lโimposizione di prodotti, non disdegnando di ricorrere allโuso della forza quando lo ritiene opportuno, grazie anche ad una buona disponibilitร di armi.
โCosa nostraโ nel perseguire i grossi guadagni, quelli derivanti dal traffico di stupefacenti e dallโesercizio del gioco digitale illegale, fa โcartelloโ prendendo decisioni che favoriscono tutti i mandamenti e tesse alleanze anche al di fuori della propria area di competenza. Sono infatti emerse stabili e documentate interlocuzioni con esponenti della โndrangheta di Reggio Calabria e di โcosa nostraโ agrigentina e catanese.
In linea con la tendenza registrata negli ultimi anni nel corso delle molteplici operazioni condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, tra cui lโoperazione Cupola 2.0 del dicembre 2018, anche oggi emerge il ruolo centrale riconquistato da parte dei mandamenti cittadini nellโambito delle dinamiche criminali, ruolo che era stato perso durante il periodo di predominio dellโala corleonese.
Seppure oggi non si possa parlare di una nuova Commissione provinciale, il dato acquisito รจ quello del coordinamento e della gestione intermandamentale degli affari piรน delicati e lucrosi. Nello specifico, le attivitร hanno documentato i fortissimi legami venutisi a creare tra alcuni dei piรน importanti mandamenti mafiosi palermitani, ovvero quelli di Tommaso Natale/San Lorenzo, Porta Nuova, Brancaccio, Noce-Cruillas, Pagliarelli e Santa Maria di Gesรน nella gestione coordinata di affari illeciti connessi con il traffico di sostanze stupefacenti. Piรน in generale, รจ emerso il ruolo preminente dei mandamenti cittadini su quelli della provincia. Eloquente al riguardo รจ lo scenario bagherese nellโambito del quale รจ emerso come le famiglie mafiose palermitane rappresentino una sorta di caposaldo attraverso il quale ottenere legittimazione mafiosa piuttosto che alleanze. Nel caso di specie, infatti, lโappoggio delle famiglie palermitane avrebbe rappresentato lโago della bilancia che avrebbe consentito ai due contendenti alla leadership, di prevalere lโuno sullโaltro. Emerge un vero e proprio dualismo tra due schieramenti contrapposti, quello dei โcapizzianiโ, a cui apparterrebbe il primo e quello dei โrotolianiโ a cui si ispirerebbe il secondo, questโultimo -secondo lโipotesi accusatoria- riconosciuto dalla consorteria mafiosa bagherese come reggente protempore.
Il rispetto delle regole di โCosa nostraโ
Il richiamo alle regole che disciplinano lโorganizzazione รจ emerso in maniera significativa nelle indagini condotte dai Carabinieri di Palermo nel corso degli ultimi anni, facendo emergere la consapevolezza dei consociati che solo attraverso un ortodosso rispetto delle stesse, lโorganizzazione criminale puรฒ continuare ad esistere ed operare. Cosรฌ, ad esempio, nel corso dellโindagine โRoccaforteโ con cui in data 24.01.2023 รจ stata smantellata la famiglia mafiosa di Rocca-Mezzomonreale. In particolare veniva intercettata una riunione di mafia tenutasi con lโintento di ricomporre alcune gravi fratture venutesi a creare tra lo storico capo famiglia e il nipote. La lunga discussione che ne scaturiva era lโoccasione per richiamare ripetutamente lโesistenza di talune imprescindibili regole mafiose, riportate in un codice mafioso scritto, custodito gelosamente da decenni e che regola, ancora oggi, la vita di โcosa nostraโ.
La struttura verticistica dellโorganizzazione criminale e il rispetto delle sue rigide regole, vengono oggi emblematicamente rappresentati da alcune conversazioni captate nel mandamento di San Lorenzo โ Tommaso Natale. Una delle persone sottoposte a indagini, nel parlare del presunto reggente del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, avrebbe ribadito che da โcosa nostraโ si puรฒ uscire solo con la morte, spiegando il concetto stesso di reggenza mafiosa, che conferiva temporaneamente lโautoritร della direzione del mandamento in capo a chi in quel momento si trovava in libertร , fino al momento in cui non fosse stato scarcerato qualcuno a lui sovraordinato.
Un altro importante richiamo al rispetto delle rigide regole di โcosa nostraโ emergeva nel contesto delle investigazioni svolte in direzione dellโarea di Terrasini, Cinisi e Carini: allorquando un indagato di quel contesto territoriale aveva subito un torto da parte di un soggetto residente a Siracusa e, al fine di realizzare un intervento punitivo nei confronti del contendente, si sarebbe rivolto alla persona ritenuta capo della locale famiglia mafiosa. Questi gli avrebbe perรฒ fatto notare la necessitร di seguire un percorso gerarchico che passasse in primo luogo dalla cittร di Palermo al fine di gestire la vicenda.
Un altro elemento cardine dellโattivitร mafiosa รจ stato rappresentato durante una riunione riservata tra i presunti appartenenti alla consorteria dello Zen. Uno di loro avrebbe evidenziato la necessitร di individuare un soggetto capace e affidabile, pienamente inserito nel contesto associativo mafioso, che svolgesse il ruolo di cassiere. Questi sarebbe stato il detentore e custode di tutti i proventi delle attivitร illecite del sodalizio, soldi necessari per il mantenimento delle famiglie dei detenuti. I proventi, confluiti in una cassa unica, garantivano quella soliditร economica necessaria nonchรฉ la stabilitร del potere mafioso nel corso del tempo nonostante i cambi al vertice dellโorganizzazione, come quello che il suddetto prevedeva proprio allo Zen quando sarebbe stato sostituito. Il nuovo reggente infatti avrebbe fatto affidamento al cassiere, chiedendo un rendiconto del lavoro svolto e apprezzando, nel caso di una gestione oculata e precisa delle risorse economiche, il lavoro dei sodali e di chi lo aveva preceduto.
Per la famiglia di Santa Maria del Gesรน sarebbe invece il capo famiglia a tenere il โlibro mastroโ su cui sono metodicamente indicate le attivitร economiche sottoposte ad estorsione ed annotate le entrate e le uscite, necessarie anche a garantire il sostentamento agli uomini dโonore detenuti.
LA CASSA COMUNE
Nonostante lโorganizzazione mafiosa nel corso degli anni sia stata colpita da diverse attivitร investigative che hanno condotto allโarresto di molti affiliati, essa riesce ancora ad esercitare una forza di attrazione su un nutrito numero di giovani che ne sposano i principi e si mettono a disposizione per accattivarsi la stima dei rappresentanti di riferimento. ร emersa non solo la necessitร da parte dellโorganizzazione di trovare nuovi adepti ma anche quella di formarli secondo le regole della consorteria. Emblematica รจ la vicenda che riguarda il mandamento mafioso di Pagliarelli e nello specifico il reclutamento, da parte della famiglia di Corso Calatafimi di un giovane, ritenuto legato a un mafioso detenuto, al fine di avviarlo alle attivitร illecite tipiche del sodalizio non prima perรฒ di averlo istruito circa i principi cardine di โcosa nostraโ attraverso vere e proprie โlezioni di mafiaโ. Il giovane sarebbe stato โpreso in caricoโ da un indagato che gli avrebbe offerto specifiche indicazioni invitandolo a prendere esempio dal proprio modo di agire nei confronti delle persone da sottoporre ad estorsione nonchรฉ consigliandolo su come rapportarsi ai vertici mafiosi.
LโAFFILIAZIONE DI NUOVI SOLDATI
Tra le attivitร criminali piรน remunerative per lโorganizzazione criminale vi รจ il traffico di stupefacenti, nel cui ambito gli interessi sono cosรฌ alti che vi รจ una gestione coordinata da parte dei mandamenti cittadini. Sono emersi i rapporti che i mandamenti palermitani hanno intrapreso con le altre provincie dellโisola e con la โNdrangheta calabrese per le forniture. Il traffico di stupefacenti a Palermo ha evidenziato infatti il consolidamento di stretti rapporti tra โcosa nostraโ palermitana e โcosa nostraโ agrigentina, nonchรฉ con esponenti di vertice di alcuni clan della โndrangheta calabrese della piana di Gioia Tauro per lโapprovvigionamento di ingenti quantitร di stupefacenti
Il coordinamento tra i mandamenti cittadini sarebbe stato salvaguardato dal presunto reggente del mandamento di Porta Nuova, la cui figura sarebbe in qualche modo sovraordinata agli altri reggenti dei mandamenti cittadini che -secondo lโipotesi accusatoria- gli riconoscono la possibilitร di imporre la sua volontร anche al difuori dei confini del suo territorio di riferimento. Difatti acquisita la reggenza del mandamento dopo lโarresto nel marzo 2024 del latitante, il predetto avrebbe imposto il suo monopolio sulle piazze di spaccio di Palermo, non limitandosi a quelle di Porta Nuova. Tale imposizione, pur creando malcontento in alcuni affiliati di altri mandamenti, in particolare di Tommaso Natale, sarebbe stata accettata perchรฉ proveniente da uno dei massimi esponenti di โcosa nostraโ palermitana.
Il traffico di stupefacenti oltre a garantire importanti proventi da reinvestire o da utilizzare per il sostentamento di affiliati e famiglie dei detenuti, consente allโorganizzazione, attraverso il controllo delle piazze di spaccio, di esercitare una pressante azione di controllo del territorio. I pusher possono approvvigionarsi dal canale autorizzato e controllato dal mandamento oppure utilizzarne un altro, pagando allโorganizzazione mafiosa una โtassaโ. La non osservanza di tali imposizioni viene punita dagli esponenti mafiosi anche con violente ritorsioni.
IL TRAFFICO DI STUPEFACENTI
Nel corso dellโattivitร sono stati complessivamente sequestrati 43 kg di cocaina, 8,5 kg di hashish ma anche 335 gr di crack, sostanza stupefacente sempre piรน diffusa tra i giovanissimi di Palermo.
Il gioco digitale, al pari del traffico di stupefacenti, rappresenta una delle attivitร piรน remunerative per โcosa nostraโ che in tal modo, oltre al controllo del territorio attraverso lโimposizione mafiosa dei โpannelli di giocoโ, puรฒ contare su importanti introiti che consentono di rimpinguare le casse dellโorganizzazione e quindi di sostenere le famiglie dei detenuti e gli affiliati. Lโimprenditore del settore scommesse che intenda promuovere lโutilizzo del sito di sua proprietร , sigla accordi di cooperazione con i vertici mafiosi e quindi si avvale della forza di intimidazione mafiosa per imporre il proprio sito alle agenzie di scommesse del territorio. Uno spaccato dellโattuale scenario in materia di gioco digitale รจ emerso in maniera significativa dalle attivitร investigative condotte sui mandamenti di Tommaso Natale โ San Lorenzo e di Porta Nuova, anche se la gestione, al pari degli stupefacenti, vede coinvolti i piรน importanti mandamenti cittadini.
Nel contesto territoriale di Carini, alcuni imprenditori, abili inventori di un software per il gioco on line, dopo aver costituito alcuni siti a Malta avrebbero iniziato a commercializzarli avvicinandosi ai mafiosi, tra cui il presunto vertice della famiglia di Carini- abbinandoli ad un sito perfettamente legale che funge da schermo. Dopo lโarresto di questโultimo si sarebbe creata una simbiosi tra lโimprenditore e il presunto reggente del mandamento mafioso di Tommaso Natale, che avrebbe avuto un ruolo determinante nelle dinamiche di commercializzazione del sito nonchรฉ nella risoluzione di varie controversie sorte.
Parte dei proventi provenienti dalle scommesse illegali รจ stata utilizzata per il mantenimento dei carcerati, anche fornendo ai referenti di zona, i c.d. โmasterโ, il loro prodotto a condizioni agevolate cosรฌ da realizzare un extra profitto da destinare ai detenuti, come sarebbe avvenuto in un caso.
IL GIOCO DIGITALE
Lโorganizzazione mafiosa ha la necessitร di effettuare un costante controllo del territorio, garantito anche per mezzo delle estorsioni. Le modalitร predilette continuano a essere la richiesta del cosiddetto โpizzoโ e lโimposizione ai commercianti di prodotti da fornitori contigui a โcosa nostraโ e a prezzi imposti. Tra i numerosi casi riscontrati, si cita a esempio quello che sarebbe avvenuto nel territorio della famiglia mafiosa di Corso Calatafimi ove uno degli indagati nel commentare le resistenze manifestate dal titolare di un esercizio commerciale alla richiesta estorsiva avanzatagli, si sarebbe mostrato adirato per la mancanza di rispetto e sarebbe stato intenzionato a risolvere la vicenda anche facendo uso della forza.
Anche lโattivitร di spaccio di stupefacenti, qualora le sostanze non siano approvvigionate da canali intermediati da โcosa nostraโ, sono oggetto di โpizzoโ. Nel mandamento di Tommaso Natale – San Lorenzo, ad aprile 2024 emergeva che lโorganizzazione mafiosa aveva avuto delle difficoltร nellโapprovvigionamento dello stupefacente che fino a quel momento aveva immesso nel circuito delle piazze di spaccio dello Zen. Pertanto veniva adottata una nuova strategia finalizzata a garantire comunque dei proventi da quellโattivitร illecita: i titolari delle piazze di spaccio venivano lasciati liberi di procurarsi lo stupefacente attraverso loro canali personali e non piรน costretti a rifornirsi da โcosa nostraโ a patto che pagassero una โtassaโ proporzionata alla tipologia dello stupefacente spacciato.
Veniva altresรฌ deciso che le estorsioni dovevano essere estese a tappeto anche verso tutti i commercianti dello Zen e di questo se ne sarebbero occupati alcuni personaggi ai quali sarebbe stata data carta bianca su quali commercianti aggredire al fine di rimpinguare la cassa mafiosa, senza risparmiare gli ambulanti del mercato rionale del giovedรฌ. Uno degli indagati avrebbe inoltre chiarito i termini delle richieste estorsive, ovvero che se qualcuno avesse reagito, cosรฌ come in passato, avrebbero anche usato la violenza nei suoi confronti, accettando il rischio di poter essere arrestati.
Sempre nellโambito dello stesso mandamento รจ emersa lโimposizione del pesce ai ristoranti delle borgate marinare di Sferracavallo e Mondello. In particolare nel febbraio 2023, la compagine mafiosa guidata di Tommaso Natale-San Lorenzo avrebbe deciso di riprendere la distribuzione dei mitili e degli altri frutti di mare a tutti i ristoratori delle citate aree, imponendone lโacquisto con la forza derivante dallโappartenenza a โcosa nostraโ ed estromettendo la concorrenza, previa individuazione di un noto imprenditore del settore, deputato a fornire la materia prima.
LE ESTORSIONI, LE ARMI E GLI INFORMATORI
Nel complesso sono stati accertati circa 50 episodi di estorsione tra consumate e tentate. In pochissimi casi le vittime hanno denunciato la richiesta di โpizzoโ, un dato certamente minimo rispetto al totale che trova spiegazione in un contesto di forte presenza mafiosa.
ร emerso a piรน riprese che lโorganizzazione mafiosa puรฒ contare su una buona disponibilitร di armi da fuoco. La presenza di armi viene registrata su ogni mandamento anche se โcosa nostraโ negli ultimi anni ha cercato di non rendersi protagonista di eventi delittuosi eclatanti, preferendo mantenere un profilo basso in modo da evitare di attirare le attenzioni delle forze di polizia.
In alcuni casi รจ stato possibile sequestrare delle armi: nel mandamento di Tommaso Natale โ San Lorenzo, ed in particolare a Carini, รจ emerso che uno degli indagati aveva la disponibilitร di alcune armi da fuoco. Infatti, un suo familiare, resosi protagonista di una lite, avrebbe prelevato da un terreno una pistola. A seguito di un mirato servizio di osservazione svolto dai Carabinieri il 15 ottobre 2023 sono stati quindi tratti in arresto i predetti assieme ad altri due parenti, perchรฉ trovati in possesso di una pistola cal. 7,65 mm e di 17 proiettili, 1 fucile e materiale per la pulizia delle armi.
โCosa nostraโ non disdegna di risolvere le problematiche attraverso lโuso della forza, come sarebbe successo con un presunto esponente del mandamento di Tommaso Natale โ San Lorenzo: questi, dopo aver subito il furto del quad del figlio, avrebbe incaricato uno degli indagati di identificare il responsabile e punirlo, mediante un pestaggio.
Analogamente a Ficarazzi, uno degli indagati, al fine di risolvere un suo problema con un artigiano a cui aveva commissionato una fornitura, ne avrebbe ordinato il pestaggio: ne scaturiva una lesione grave allโocchio della vittima con una riduzione della vista.
Complessivamente le indagini hanno consentito di ricostruire una decina di episodi di pestaggio alcuni dei quali con lโaggravante mafiosa. Tra gli episodi spicca un caso di โtorturaโ, reato previsto dallโart. 613 bis del Codice Penale, commesso in danno di una persona ritenuta responsabile di alcuni furti e, pertanto, picchiata piรน volte violentemente.
Anche i contrasti per la gestione di una piazza di spaccio hanno avuto esito in un grave atto violenza: il 5 settembre 2024 a causa di alcuni dissidi sorti per lo spaccio di stupefacenti allo Zen, uno degli indagati sparava alcuni colpi di arma da fuoco allโindirizzo dellโantagonista, che riusciva miracolosamente a salvarsi. Seguiva pertanto lโintervento della consorteria mafiosa al fine di ristabilire lโordine nel quartiere e non ostacolare gli affari illeciti.
Lโassociazione gode anche di una fitta rete di informatori. Il 7 novembre 2023 viene arrestato un commesso giudiziario della Procura di Palermo, per il delitto di favoreggiamento poichรฉ, essendo addetto al materiale traporto dei fascicoli, era solito consultare, fotografare e poi diffondere il contenuto dei procedimenti coperti dal segreto, compresi i decreti di intercettazione ancora attivi. Dalle indagini รจ emerso che il predetto impiegato non era lโunica fonte informativa di โcosa nostraโ: lo stesso giorno del predetto arresto, un indagato della compagine bagherese sarebbe stato informato che un esponente di Corso dei Mille aveva appreso di tre imminenti operazioni di polizia previste per โfine annoโ. A seguito di tale notizia, gli affiliati si adoperavano per fare โsparireโ alcune cose, mentre taluni sodali di Brancaccio (quelli piรน pesanti) si โbuttavano latitantiโ.
Lโesistenza di altre fonti di informazione รจ emersa inoltre nel contesto della famiglia di Partanna Mondello, con riguardo a un avvocato il quale avrebbe โmesso in guardiaโ un esponente dellโorganizzazione mafiosa avvisandolo di essere indagato e di avere una microspia in macchina.
