11 Febbraio 2026

Azzerati i mandamenti mafiosi di Palermo e provincia, oltre 180 arresti

Impegnati 1200 Carabinieri. Lโ€™operazione, che ha interessato anche altre cittร  italiane, รจ volta a disarticolare i mandamenti mafiosi della cittร  di Palermo e provincia, in particolare quelli di โ€œPorta Nuovaโ€, โ€œPagliarelliโ€, โ€œTommaso Natale - San Lorenzo, โ€œSanta Maria del Gesรนโ€ e โ€œBagheriaโ€

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Dalle prime luci dellโ€™alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno conducendo una vasta operazione antimafia in esecuzione di 183 provvedimenti restrittivi disposti dal GIP del Tribunale di Palermo e dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica.

Complessivamente sono impegnati – con la copertura aerea di un elicottero del 9ยฐ Elinucleo di Palermo – 1.200 Carabinieri circa dei Comandi Provinciali della Sicilia, del Reparto Anticrimine del ROS di Palermo, con il supporto dei โ€œbaschi rossiโ€ dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, del 12ยฐ Reggimento โ€œSiciliaโ€, del 14ยฐ Battaglione โ€œCalabriaโ€ nonchรฉ di altre componenti specializzate dellโ€™Arma. I militari hanno arrestato 163 persone, delle quali 33 giร  detenute per altra causa.

Nel contesto della medesima operazione, i Carabinieri del Reparto Anticrimine del R.O.S. di Palermo hanno eseguito unโ€™ordinanza cautelare nei confronti di 20 fra capi e gregari del mandamento di โ€œSanta Maria del Gesรนโ€, di cui 3 giร  detenuti.

Lโ€™operazione, che ha interessato anche altre cittร  italiane, รจ volta a disarticolare i mandamenti mafiosi della cittร  di Palermo e provincia, in particolare quelli di โ€œPorta Nuovaโ€, โ€œPagliarelliโ€, โ€œTommaso Natale – San Lorenzo, โ€œSanta Maria del Gesรนโ€ e โ€œBagheriaโ€.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, consumate o tentate, aggravate dal metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale, reati in materia di armi, contro il patrimonio, la persona, esercizio abusivo del gioco dโ€™azzardo, e altro.

LE INDAGINI

Le indagini hanno fatto emergere come โ€œCosa nostraโ€ sia unโ€™associazione criminale vitale e al โ€œpasso coi tempiโ€: se infatti essa รจ fortemente legata alle regole dei โ€œpadri fondatoriโ€, ai suoi antichi riti e al compimento delle โ€œclassicheโ€ condotte illecite, come le estorsioni, il traffico di droga e il controllo delle scommesse clandestine online, dallโ€™altro รจ emersa la capacitร  degli affiliati di ricorrere ai moderni mezzi di comunicazione per cercare di sfuggire alla pressione investigativa. รˆ stato infatti documentato il sistematico utilizzo di smartphone criptati che consentono comunicazioni – anche di gruppo โ€“ sicure, limitando allโ€™essenziale la necessitร  degli incontri e delle riunioni tradizionali.

I capi di โ€œcosa nostraโ€ tendono a risolvere pacificamente le controversie che sorgono cercando di mantenere un profilo costantemente basso nel tentativo di non attirare le attenzioni delle Forze di Polizia. Servendosi di apparati tecnologicamente avanzati quali i telefoni criptati, hanno creato delle community ristrette nelle quali i personaggi piรน influenti possono discutere degli affari criminali senza i rischi che comportano gli incontri โ€œin presenzaโ€. Questo sistema di comunicazione ha reso possibile il dialogo, costante e riservato, non solo con i trafficanti di droga ma anche tra i vari mandamenti. Tale tecnologia ha consentito ad un esponente del Mandamento di Porta Nuova, resosi latitante, non solo di poter affrontare un lungo periodo di latitanza (circa 2 anni), ma in una fase in cui non vi erano altri esponenti influenti in libertร , di poter continuare a reggere le sorti del mandamento evitando di incontrare di persona gli altri adepti. Dopo aver posto fine alla latitanza del predetto nel marzo del 2024, con lโ€™operazione di oggi vengono tratti in arresto i suoi presunti fiancheggiatori: si tratta di persone contigue o ritenute appartenenti al mandamento di Porta Nuova che lo avrebbero supportato logisticamente, consentendogli altresรฌ di intrattenere comunicazioni sicure per mezzo di criptofonini.

IL COORDINAMENTO DEI MANDAMENTI CITTADINI

Il quadro che emerge dalle investigazioni restituisce una โ€œcosa nostraโ€ che, nonostante le numerose operazioni coordinate dalla Magistratura palermitana e portate avanti dai Carabinieri e dalle altre forze di polizia, continua a mantenere la sua presa: unโ€™associazione ben ancorata al proprio territorio sul quale esercita un costante controllo, incidendo significativamente sul tessuto economico attraverso le estorsioni e lโ€™imposizione di prodotti, non disdegnando di ricorrere allโ€™uso della forza quando lo ritiene opportuno, grazie anche ad una buona disponibilitร  di armi.

โ€œCosa nostraโ€ nel perseguire i grossi guadagni, quelli derivanti dal traffico di stupefacenti e dallโ€™esercizio del gioco digitale illegale, fa โ€œcartelloโ€ prendendo decisioni che favoriscono tutti i mandamenti e tesse alleanze anche al di fuori della propria area di competenza. Sono infatti emerse stabili e documentate interlocuzioni con esponenti della โ€˜ndrangheta di Reggio Calabria e di โ€œcosa nostraโ€ agrigentina e catanese.

In linea con la tendenza registrata negli ultimi anni nel corso delle molteplici operazioni condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, tra cui lโ€™operazione Cupola 2.0 del dicembre 2018, anche oggi emerge il ruolo centrale riconquistato da parte dei mandamenti cittadini nellโ€™ambito delle dinamiche criminali, ruolo che era stato perso durante il periodo di predominio dellโ€™ala corleonese.

Seppure oggi non si possa parlare di una nuova Commissione provinciale, il dato acquisito รจ quello del coordinamento e della gestione intermandamentale degli affari piรน delicati e lucrosi. Nello specifico, le attivitร  hanno documentato i fortissimi legami venutisi a creare tra alcuni dei piรน importanti mandamenti mafiosi palermitani, ovvero quelli di Tommaso Natale/San Lorenzo, Porta Nuova, Brancaccio, Noce-Cruillas, Pagliarelli e Santa Maria di Gesรน nella gestione coordinata di affari illeciti connessi con il traffico di sostanze stupefacenti. Piรน in generale, รจ emerso il ruolo preminente dei mandamenti cittadini su quelli della provincia. Eloquente al riguardo รจ lo scenario bagherese nellโ€™ambito del quale รจ emerso come le famiglie mafiose palermitane rappresentino una sorta di caposaldo attraverso il quale ottenere legittimazione mafiosa piuttosto che alleanze. Nel caso di specie, infatti, lโ€™appoggio delle famiglie palermitane avrebbe rappresentato lโ€™ago della bilancia che avrebbe consentito ai due contendenti alla leadership, di prevalere lโ€™uno sullโ€™altro. Emerge un vero e proprio dualismo tra due schieramenti contrapposti, quello dei โ€œcapizzianiโ€, a cui apparterrebbe il primo e quello dei โ€œrotolianiโ€ a cui si ispirerebbe il secondo, questโ€™ultimo -secondo lโ€™ipotesi accusatoria- riconosciuto dalla consorteria mafiosa bagherese come reggente protempore.

Il rispetto delle regole di โ€œCosa nostraโ€

Il richiamo alle regole che disciplinano lโ€™organizzazione รจ emerso in maniera significativa nelle indagini condotte dai Carabinieri di Palermo nel corso degli ultimi anni, facendo emergere la consapevolezza dei consociati che solo attraverso un ortodosso rispetto delle stesse, lโ€™organizzazione criminale puรฒ continuare ad esistere ed operare. Cosรฌ, ad esempio, nel corso dellโ€™indagine โ€œRoccaforteโ€ con cui in data 24.01.2023 รจ stata smantellata la famiglia mafiosa di Rocca-Mezzomonreale. In particolare veniva intercettata una riunione di mafia tenutasi con lโ€™intento di ricomporre alcune gravi fratture venutesi a creare tra lo storico capo famiglia e il nipote. La lunga discussione che ne scaturiva era lโ€™occasione per richiamare ripetutamente lโ€™esistenza di talune imprescindibili regole mafiose, riportate in un codice mafioso scritto, custodito gelosamente da decenni e che regola, ancora oggi, la vita di โ€œcosa nostraโ€.

La struttura verticistica dellโ€™organizzazione criminale e il rispetto delle sue rigide regole, vengono oggi emblematicamente rappresentati da alcune conversazioni captate nel mandamento di San Lorenzo โ€“ Tommaso Natale. Una delle persone sottoposte a indagini, nel parlare del presunto reggente del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, avrebbe ribadito che da โ€œcosa nostraโ€ si puรฒ uscire solo con la morte, spiegando il concetto stesso di reggenza mafiosa, che conferiva temporaneamente lโ€™autoritร  della direzione del mandamento in capo a chi in quel momento si trovava in libertร , fino al momento in cui non fosse stato scarcerato qualcuno a lui sovraordinato.

Un altro importante richiamo al rispetto delle rigide regole di โ€œcosa nostraโ€ emergeva nel contesto delle investigazioni svolte in direzione dellโ€™area di Terrasini, Cinisi e Carini: allorquando un indagato di quel contesto territoriale aveva subito un torto da parte di un soggetto residente a Siracusa e, al fine di realizzare un intervento punitivo nei confronti del contendente, si sarebbe rivolto alla persona ritenuta capo della locale famiglia mafiosa. Questi gli avrebbe perรฒ fatto notare la necessitร  di seguire un percorso gerarchico che passasse in primo luogo dalla cittร  di Palermo al fine di gestire la vicenda.

Un altro elemento cardine dellโ€™attivitร  mafiosa รจ stato rappresentato durante una riunione riservata tra i presunti appartenenti alla consorteria dello Zen. Uno di loro avrebbe evidenziato la necessitร  di individuare un soggetto capace e affidabile, pienamente inserito nel contesto associativo mafioso, che svolgesse il ruolo di cassiere. Questi sarebbe stato il detentore e custode di tutti i proventi delle attivitร  illecite del sodalizio, soldi necessari per il mantenimento delle famiglie dei detenuti. I proventi, confluiti in una cassa unica, garantivano quella soliditร  economica necessaria nonchรฉ la stabilitร  del potere mafioso nel corso del tempo nonostante i cambi al vertice dellโ€™organizzazione, come quello che il suddetto prevedeva proprio allo Zen quando sarebbe stato sostituito. Il nuovo reggente infatti avrebbe fatto affidamento al cassiere, chiedendo un rendiconto del lavoro svolto e apprezzando, nel caso di una gestione oculata e precisa delle risorse economiche, il lavoro dei sodali e di chi lo aveva preceduto.

Per la famiglia di Santa Maria del Gesรน sarebbe invece il capo famiglia a tenere il โ€œlibro mastroโ€ su cui sono metodicamente indicate le attivitร  economiche sottoposte ad estorsione ed annotate le entrate e le uscite, necessarie anche a garantire il sostentamento agli uomini dโ€™onore detenuti.

LA CASSA COMUNE

Nonostante lโ€™organizzazione mafiosa nel corso degli anni sia stata colpita da diverse attivitร  investigative che hanno condotto allโ€™arresto di molti affiliati, essa riesce ancora ad esercitare una forza di attrazione su un nutrito numero di giovani che ne sposano i principi e si mettono a disposizione per accattivarsi la stima dei rappresentanti di riferimento. รˆ emersa non solo la necessitร  da parte dellโ€™organizzazione di trovare nuovi adepti ma anche quella di formarli secondo le regole della consorteria. Emblematica รจ la vicenda che riguarda il mandamento mafioso di Pagliarelli e nello specifico il reclutamento, da parte della famiglia di Corso Calatafimi di un giovane, ritenuto legato a un mafioso detenuto, al fine di avviarlo alle attivitร  illecite tipiche del sodalizio non prima perรฒ di averlo istruito circa i principi cardine di โ€œcosa nostraโ€ attraverso vere e proprie โ€œlezioni di mafiaโ€. Il giovane sarebbe stato โ€œpreso in caricoโ€ da un indagato che gli avrebbe offerto specifiche indicazioni invitandolo a prendere esempio dal proprio modo di agire nei confronti delle persone da sottoporre ad estorsione nonchรฉ consigliandolo su come rapportarsi ai vertici mafiosi.

Lโ€™AFFILIAZIONE DI NUOVI SOLDATI

Tra le attivitร  criminali piรน remunerative per lโ€™organizzazione criminale vi รจ il traffico di stupefacenti, nel cui ambito gli interessi sono cosรฌ alti che vi รจ una gestione coordinata da parte dei mandamenti cittadini. Sono emersi i rapporti che i mandamenti palermitani hanno intrapreso con le altre provincie dellโ€™isola e con la โ€˜Ndrangheta calabrese per le forniture. Il traffico di stupefacenti a Palermo ha evidenziato infatti il consolidamento di stretti rapporti tra โ€œcosa nostraโ€ palermitana e โ€œcosa nostraโ€ agrigentina, nonchรฉ con esponenti di vertice di alcuni clan della โ€˜ndrangheta calabrese della piana di Gioia Tauro per lโ€™approvvigionamento di ingenti quantitร  di stupefacenti

Il coordinamento tra i mandamenti cittadini sarebbe stato salvaguardato dal presunto reggente del mandamento di Porta Nuova, la cui figura sarebbe in qualche modo sovraordinata agli altri reggenti dei mandamenti cittadini che -secondo lโ€™ipotesi accusatoria- gli riconoscono la possibilitร  di imporre la sua volontร  anche al difuori dei confini del suo territorio di riferimento. Difatti acquisita la reggenza del mandamento dopo lโ€™arresto nel marzo 2024 del latitante, il predetto avrebbe imposto il suo monopolio sulle piazze di spaccio di Palermo, non limitandosi a quelle di Porta Nuova. Tale imposizione, pur creando malcontento in alcuni affiliati di altri mandamenti, in particolare di Tommaso Natale, sarebbe stata accettata perchรฉ proveniente da uno dei massimi esponenti di โ€œcosa nostraโ€ palermitana.

Il traffico di stupefacenti oltre a garantire importanti proventi da reinvestire o da utilizzare per il sostentamento di affiliati e famiglie dei detenuti, consente allโ€™organizzazione, attraverso il controllo delle piazze di spaccio, di esercitare una pressante azione di controllo del territorio. I pusher possono approvvigionarsi dal canale autorizzato e controllato dal mandamento oppure utilizzarne un altro, pagando allโ€™organizzazione mafiosa una โ€œtassaโ€. La non osservanza di tali imposizioni viene punita dagli esponenti mafiosi anche con violente ritorsioni.

IL TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Nel corso dellโ€™attivitร  sono stati complessivamente sequestrati 43 kg di cocaina, 8,5 kg di hashish ma anche 335 gr di crack, sostanza stupefacente sempre piรน diffusa tra i giovanissimi di Palermo.

Il gioco digitale, al pari del traffico di stupefacenti, rappresenta una delle attivitร  piรน remunerative per โ€œcosa nostraโ€ che in tal modo, oltre al controllo del territorio attraverso lโ€™imposizione mafiosa dei โ€œpannelli di giocoโ€, puรฒ contare su importanti introiti che consentono di rimpinguare le casse dellโ€™organizzazione e quindi di sostenere le famiglie dei detenuti e gli affiliati. Lโ€™imprenditore del settore scommesse che intenda promuovere lโ€™utilizzo del sito di sua proprietร , sigla accordi di cooperazione con i vertici mafiosi e quindi si avvale della forza di intimidazione mafiosa per imporre il proprio sito alle agenzie di scommesse del territorio. Uno spaccato dellโ€™attuale scenario in materia di gioco digitale รจ emerso in maniera significativa dalle attivitร  investigative condotte sui mandamenti di Tommaso Natale โ€“ San Lorenzo e di Porta Nuova, anche se la gestione, al pari degli stupefacenti, vede coinvolti i piรน importanti mandamenti cittadini.

Nel contesto territoriale di Carini, alcuni imprenditori, abili inventori di un software per il gioco on line, dopo aver costituito alcuni siti a Malta avrebbero iniziato a commercializzarli avvicinandosi ai mafiosi, tra cui il presunto vertice della famiglia di Carini- abbinandoli ad un sito perfettamente legale che funge da schermo. Dopo lโ€™arresto di questโ€™ultimo si sarebbe creata una simbiosi tra lโ€™imprenditore e il presunto reggente del mandamento mafioso di Tommaso Natale, che avrebbe avuto un ruolo determinante nelle dinamiche di commercializzazione del sito nonchรฉ nella risoluzione di varie controversie sorte.

Parte dei proventi provenienti dalle scommesse illegali รจ stata utilizzata per il mantenimento dei carcerati, anche fornendo ai referenti di zona, i c.d. โ€œmasterโ€, il loro prodotto a condizioni agevolate cosรฌ da realizzare un extra profitto da destinare ai detenuti, come sarebbe avvenuto in un caso.

IL GIOCO DIGITALE

Lโ€™organizzazione mafiosa ha la necessitร  di effettuare un costante controllo del territorio, garantito anche per mezzo delle estorsioni. Le modalitร  predilette continuano a essere la richiesta del cosiddetto โ€œpizzoโ€ e lโ€™imposizione ai commercianti di prodotti da fornitori contigui a โ€œcosa nostraโ€ e a prezzi imposti. Tra i numerosi casi riscontrati, si cita a esempio quello che sarebbe avvenuto nel territorio della famiglia mafiosa di Corso Calatafimi ove uno degli indagati nel commentare le resistenze manifestate dal titolare di un esercizio commerciale alla richiesta estorsiva avanzatagli, si sarebbe mostrato adirato per la mancanza di rispetto e sarebbe stato intenzionato a risolvere la vicenda anche facendo uso della forza.

Anche lโ€™attivitร  di spaccio di stupefacenti, qualora le sostanze non siano approvvigionate da canali intermediati da โ€œcosa nostraโ€, sono oggetto di โ€œpizzoโ€. Nel mandamento di Tommaso Natale – San Lorenzo, ad aprile 2024 emergeva che lโ€™organizzazione mafiosa aveva avuto delle difficoltร  nellโ€™approvvigionamento dello stupefacente che fino a quel momento aveva immesso nel circuito delle piazze di spaccio dello Zen. Pertanto veniva adottata una nuova strategia finalizzata a garantire comunque dei proventi da quellโ€™attivitร  illecita: i titolari delle piazze di spaccio venivano lasciati liberi di procurarsi lo stupefacente attraverso loro canali personali e non piรน costretti a rifornirsi da โ€œcosa nostraโ€ a patto che pagassero una โ€œtassaโ€ proporzionata alla tipologia dello stupefacente spacciato.

Veniva altresรฌ deciso che le estorsioni dovevano essere estese a tappeto anche verso tutti i commercianti dello Zen e di questo se ne sarebbero occupati alcuni personaggi ai quali sarebbe stata data carta bianca su quali commercianti aggredire al fine di rimpinguare la cassa mafiosa, senza risparmiare gli ambulanti del mercato rionale del giovedรฌ. Uno degli indagati avrebbe inoltre chiarito i termini delle richieste estorsive, ovvero che se qualcuno avesse reagito, cosรฌ come in passato, avrebbero anche usato la violenza nei suoi confronti, accettando il rischio di poter essere arrestati.

Sempre nellโ€™ambito dello stesso mandamento รจ emersa lโ€™imposizione del pesce ai ristoranti delle borgate marinare di Sferracavallo e Mondello. In particolare nel febbraio 2023, la compagine mafiosa guidata di Tommaso Natale-San Lorenzo avrebbe deciso di riprendere la distribuzione dei mitili e degli altri frutti di mare a tutti i ristoratori delle citate aree, imponendone lโ€™acquisto con la forza derivante dallโ€™appartenenza a โ€œcosa nostraโ€ ed estromettendo la concorrenza, previa individuazione di un noto imprenditore del settore, deputato a fornire la materia prima.

LE ESTORSIONI, LE ARMI E GLI INFORMATORI

Nel complesso sono stati accertati circa 50 episodi di estorsione tra consumate e tentate. In pochissimi casi le vittime hanno denunciato la richiesta di โ€œpizzoโ€, un dato certamente minimo rispetto al totale che trova spiegazione in un contesto di forte presenza mafiosa.

รˆ emerso a piรน riprese che lโ€™organizzazione mafiosa puรฒ contare su una buona disponibilitร  di armi da fuoco. La presenza di armi viene registrata su ogni mandamento anche se โ€œcosa nostraโ€ negli ultimi anni ha cercato di non rendersi protagonista di eventi delittuosi eclatanti, preferendo mantenere un profilo basso in modo da evitare di attirare le attenzioni delle forze di polizia.

In alcuni casi รจ stato possibile sequestrare delle armi: nel mandamento di Tommaso Natale โ€“ San Lorenzo, ed in particolare a Carini, รจ emerso che uno degli indagati aveva la disponibilitร  di alcune armi da fuoco. Infatti, un suo familiare, resosi protagonista di una lite, avrebbe prelevato da un terreno una pistola. A seguito di un mirato servizio di osservazione svolto dai Carabinieri il 15 ottobre 2023 sono stati quindi tratti in arresto i predetti assieme ad altri due parenti, perchรฉ trovati in possesso di una pistola cal. 7,65 mm e di 17 proiettili, 1 fucile e materiale per la pulizia delle armi.

โ€œCosa nostraโ€ non disdegna di risolvere le problematiche attraverso lโ€™uso della forza, come sarebbe successo con un presunto esponente del mandamento di Tommaso Natale โ€“ San Lorenzo: questi, dopo aver subito il furto del quad del figlio, avrebbe incaricato uno degli indagati di identificare il responsabile e punirlo, mediante un pestaggio.

Analogamente a Ficarazzi, uno degli indagati, al fine di risolvere un suo problema con un artigiano a cui aveva commissionato una fornitura, ne avrebbe ordinato il pestaggio: ne scaturiva una lesione grave allโ€™occhio della vittima con una riduzione della vista.

Complessivamente le indagini hanno consentito di ricostruire una decina di episodi di pestaggio alcuni dei quali con lโ€™aggravante mafiosa. Tra gli episodi spicca un caso di โ€œtorturaโ€, reato previsto dallโ€™art. 613 bis del Codice Penale, commesso in danno di una persona ritenuta responsabile di alcuni furti e, pertanto, picchiata piรน volte violentemente.

Anche i contrasti per la gestione di una piazza di spaccio hanno avuto esito in un grave atto violenza: il 5 settembre 2024 a causa di alcuni dissidi sorti per lo spaccio di stupefacenti allo Zen, uno degli indagati sparava alcuni colpi di arma da fuoco allโ€™indirizzo dellโ€™antagonista, che riusciva miracolosamente a salvarsi. Seguiva pertanto lโ€™intervento della consorteria mafiosa al fine di ristabilire lโ€™ordine nel quartiere e non ostacolare gli affari illeciti.

Lโ€™associazione gode anche di una fitta rete di informatori. Il 7 novembre 2023 viene arrestato un commesso giudiziario della Procura di Palermo, per il delitto di favoreggiamento poichรฉ, essendo addetto al materiale traporto dei fascicoli, era solito consultare, fotografare e poi diffondere il contenuto dei procedimenti coperti dal segreto, compresi i decreti di intercettazione ancora attivi. Dalle indagini รจ emerso che il predetto impiegato non era lโ€™unica fonte informativa di โ€œcosa nostraโ€: lo stesso giorno del predetto arresto, un indagato della compagine bagherese sarebbe stato informato che un esponente di Corso dei Mille aveva appreso di tre imminenti operazioni di polizia previste per โ€œfine annoโ€. A seguito di tale notizia, gli affiliati si adoperavano per fare โ€œsparireโ€ alcune cose, mentre taluni sodali di Brancaccio (quelli piรน pesanti) si โ€œbuttavano latitantiโ€.

Lโ€™esistenza di altre fonti di informazione รจ emersa inoltre nel contesto della famiglia di Partanna Mondello, con riguardo a un avvocato il quale avrebbe โ€œmesso in guardiaโ€ un esponente dellโ€™organizzazione mafiosa avvisandolo di essere indagato e di avere una microspia in macchina.

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