6 Ottobre 2026

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‘Ndrangheta, blitz dei carabinieri nel Reggino: dodici arresti

Carlomagno

Un’operazione è stata condotta stamani, in provincia di Reggio Calabria, dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro per l’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip nei confronti di 12 soggetti presunti affiliati della cosca Costa-Filippone di Melicucco.

Sette sono stati portati in carcere e 5 sottoposti agli arresti domiciliari perché indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In manette, tra gli altri, un assessore di Melicucco, Gabriele Bruzzese, ai domiciliari per estorsione.

Il procuratore Borrelli: “Emerso un condizionamento degli organi comunali”

“Abbiamo ricostruito una pluralità di estorsioni e dalle indagini è emerso un condizionamento degli organi comunali realizzato dalla cosca”. Così il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli ha sintetizzato, parlando con i giornalisti, l’operazione condotta stamani dai carabinieri che ha portato a 12 arresti – 7 in carcere e 5 ai domiciliari – nei confronti di presunti affiliati alla cosca Costa-Filippone di Melicucco.

“Sono molto soddisfatto di questa operazione – ha aggiunto il magistrato – perché costituisce quello che la Procura vuole ripromettersi nel corso dei prossimi anni sotto la mia direzione. Vogliamo dimostrare l’attualità della permanenza dei fenomeni criminali mafiosi sul territorio calabrese, in particolare in quelle che sono le nuove dimensioni dell’agire mafioso, ma anche in quelle che sono dinamiche tradizionali del controllo del territorio che si fondano appunto sull’assoggettamento e sulla violenza e sull’intimidazione”.

Tra gli arrestati ai domiciliari figura anche un assessore comunale Gabriele Bruzzese. Agli indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di un’impresa individuale attiva nella gestione di una cava di inerti e di un terreno.

Le indagini, avviate nel maggio del 2022, hanno preso le mosse anche dalle risultanze dei procedimenti “Crimine” e “‘Ndrangheta Stragista”. La cosca coinvolta nell’inchiesta, infatti, è quella un tempo guidata da Rocco Santo Filippone, condannato in via definitiva per associazione mafiosa e in appello per l’omicidio dei due carabinieri uccisi sull’autostrada nel gennaio 1994. Gli investigatori ritengono di avere ricostruito le dinamiche associative della locale di Melicucco, la cui origine risalirebbe a circa un secolo fa, seguendone l’evoluzione e l’avvicendamento dei vertici fino all’attuale assetto.

Dalle indagini sarebbero emersi anche episodi di estorsione e violenza privata ai danni di amministratori locali, considerati dagli inquirenti indicativi della capacità intimidatoria del gruppo e del controllo esercitato sul territorio.