Il gip di Milano Roberto Crepaldi ha convalidato il controllo giudiziario sulla societร Foodinho (la controllata italiana del colosso spagnolo Glovo), al centro di un’indagine per caporalato aggravato sui rider. La decisione di oggi (19 febbraio) conferma il provvedimento d’urgenza disposto una decina di giorni prima dal pm Paolo Storari, e impone misure concrete per porre fine alle presunte violazioni.
Il giudice ha nominato Andrea Adriano Romanรฒ come amministratore giudiziario con il compito di vigilare sulla societร e di procedere alla regolarizzazione dei lavoratori. Foodinho dovrร inoltre introdurre meccanismi di controllo sul rispetto delle condizioni lavorative, per evitare il ripetersi di situazioni di sfruttamento.
Un passaggio particolarmente significativo del decreto riguarda l’algoritmo che gestisce le consegne e le retribuzioni dei rider. Il gip chiede espressamente alla societร di adottare o modificare l’algoritmo in grado di garantire ai fattorini un reddito compatibile con i dettami costituzionali. Si fa riferimento in particolare all’articolo 36 della Costituzione, che impone una retribuzione proporzionata alla quantitร e qualitร del lavoro, sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa.
Glovo-Foodinho deve “introdurre un algoritmo” che sia “capace di garantire” ai rider “un reddito compatibile con i dettami costituzionali” e “ricalcolare” gli stipendi “finora” corrisposti perchรฉ anche le partite iva hanno diritto a “un compenso minimo orario” parametrato ai “minimi” stabiliti dai “contratti collettivi nazionali”.
Lo scrive il gip di Milano, Roberto Crepaldi, nel decreto di controllo giudiziario sulla multinazionale del food delivery indagata per caporalato. Le indagini e le testimonianze raccolte dai “singoli rider” – 41 quelli sentiti solo nella prima fase d’inchiesta dai carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro con il pm Paolo Storari – i cui racconti sono stati confermati dall’analisi forense sui dispositivi con cui si collegavano all’app di Glovo, avrebbero mostrato che “salari” al sotto della “soglia di povertร ” sono stati pagati a chi lavorava in “media 9/10 ore giornaliere” per “almeno sei giorni” la settimana per un totale di “54/60 ore” settimanali. Un orario di lavoro “ben oltre” quello “normale” dei lavoratori dipendenti o subordinati di “40 ore” a settimana.
Le “modalitร di determinazione del compenso dei rider” sono “certamente frutto” di una precisa “scelta politica dell’impresa” si legge nelle 23 pagine del provvedimento nei passaggi in cui il giudice per le indagini preliminari argomenta le esigenze cautelari e le accuse rivolte all’impresa oltre che al manager spagnolo, Miquel Oscar Pierre. “Massimizzare il profitto”, sintetizza il gip, “mediante lo sfruttamento di soggetti che, per condizioni personali, origine ed esigenze” individuali “non risultano in grado di sottrarsi a quelle condizioni”.
L’accusa ipotizza che circa 40.000 rider in tutta Italia (di cui intorno a 2.000 nella sola area milanese) siano formalmente classificati come lavoratori autonomi in regime forfettario, ma in realtร operino in condizioni di subordinazione etero-organizzata attraverso l’algoritmo della piattaforma. Questo sistema โ secondo la Procura โ approfitta dello stato di bisogno dei lavoratori, imponendo paghe che in alcuni casi risultano inferiori fino al 76-80% rispetto alla soglia di povertร o ai minimi contrattuali.
Il provvedimento del gip rappresenta un passo importante in una vicenda che ha acceso i riflettori sul mondo del delivery digitale in Italia, giร al centro di numerose denunce sindacali e sentenze della Cassazione sul tema del “salario minimo costituzionale”. L’amministrazione giudiziaria dovrร ora verificare l’effettiva applicazione delle correzioni richieste, inclusa una revisione profonda del sistema algoritmico per renderlo conforme ai principi costituzionali in materia di tutela del lavoro.
La decisione potrebbe avere ripercussioni rilevanti non solo per Glovo, ma per l’intero settore delle piattaforme di gig economy, spingendo verso una maggiore accountability sulle condizioni retributive e organizzative dei rider.
