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21 Aprile 2026
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Strage nelle Gole del Raganello, iniziato il processo a Castrovillari

Soccorso alpino Civita Raganello
Soccorritori sul Raganello (Ansa)
Carlomagno
Soccorso alpino Civita Raganello
Soccorritori sul Raganello (Ansa)

E’ iniziato, davanti al Tribunale di Castrovillari, il processo per la tragedia delle gole del Raganello a Civita, dove, a causa di una improvvisa ondata di piena, il 20 agosto 2018, morirono nove escursionisti e una guida.

In aula gli imputati – i sindaci Franco Bettarini di Francavilla, Antonio Carlomagno di Cerchiara di Calabria, Antonio Cersosimo di San Lorenzo Bellizzi e Alessandro Tocci di Civita e Marco Massaro e Giovanni Vancieri amministratori di due agenzie turistiche – gli avvocati di parte civile e il pm Giovanni Tedeschi.

L’udienza si è aperta con alcune richieste di costituzioni di parte civile e con quella dei difensori di rinviare il processo perché in Corte d’Appello, a Catanzaro, pende un’impugnativa della Procura generale sulle sentenze di non luogo a procedere del Gup Biagio Politano per alcuni capi di imputazione e per altri imputati originari del procedimento che inizialmente erano 14.

Il Tribunale ha accolto la costituzione avanzata da alcune parti civili non ancora costituite e ha rigettato la richiesta di rinvio. Dopo aver accettato le liste testimoniali, i giudici hanno fissato tre udienze per il 25 marzo – quando inizierà l’escussione dei testi – il 13 maggio, e l’8 giugno prossimi. “Noi non vogliamo difenderci ma accusare.

Riteniamo – ha detto l’avv. Riccardo Rosa difensore di Tocci – che questo procedimento debba essere ancora valutato e vagliato anche in termine di responsabilità. Non erano i sindaci che si dovevano indagare. Il mio assistito rappresenta l’agnello sacrificale e risulta oggi aggredito dalla magistratura.

Preoccupa che penda un’impugnativa della Procura generale che rischia di portare a un procedimento parallelo”. “Quanto successo credo che sia un evento imprevedibile e irripetibile, al di là delle allerta rosse, verdi o gialle, credo che sia una cosa facilmente dimostrabile e credo che questo procedimento lo dimostrerà” ha detto l’avv. Luca Donadio, difensore di Massaro.

Di parere opposto uno degli avvocati di parte civile, Mattia Lancerotto: “Certamente ci sono numerosi segnali che portano a ritenere che si poteva fare di più, si poteva non sottovalutare quel tipo di segnalazioni che erano state date e si poteva allertare diversamente”. (Ansa)