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11 Agosto 2026
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Superstite sfuggito alla strage: “Ho visto l’orrore, poi sono fuggito”. Il video del massacro

Il racconto del sopravvissuto ustionato vivo per miracolo: I caporali pakistani minacciavano lui e gli altri con coltelli e pistole per farlo lavorare e che non li pagavano: "I soldi non ce li davano, da mangiare sì, la casa sì ma i soldi no"

Carlomagno
Il migrante sopravvissuto intervistato dal Tgr Calabria

C’è un superstite della strage di braccianti compiuta ieri ad Amendolara. Si tratta di un cittadino afghano che viveva insieme alle vittime a Villapiana, Comune non lontano dal luogo dell’omicidio plurimo.

L’uomo è stato rintracciato ed intervistato dal TgR Calabria. In un italiano stentato l’uomo ha detto di aver “visto l’orrore, sono vivo per miracolo, ho pensato di morire”. Ha aggiunto che tre vittime erano afghane e che i due fermati accusati di omicidio plurimo pluriaggravato erano coloro che volevano dei soldi per il trasporto, che le vittime non volevano dare. A quel punto, ha raccontato, i due hanno gettato prima la benzina nell’abitacolo e poi un accendino, bruciando vivi i quattro migranti. Lui è riuscito a fuggire rompendo un finestrino e nell’intervista si vede con le braccia fasciate per le ustioni. Nel minivan c’erano sette persone, il superstite, le quattro vittime e i due caporali ritenuti gli autori della strage.

L’uomo ha anche detto che i cittadini pakistani minacciavano lui e gli altri con coltelli e pistole per farlo lavorare e che non li pagavano: “I soldi non ce li davano, da mangiare sì, la casa sì ma i soldi no” ha raccontato aggiungendo che c’è una “grande mafia del Pakistan”.

Il video del massacro

Intanto domani pomeriggio presso la Questura di Cosenza il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio terrà una conferenza stampa per illustrare i dettagli della strage nella stazione Ip lungo la statale 106 ad Amendolara.

E’ stata divulgata una clip della videosorveglianza con i punti salienti in cui si vedono due persone, probabilmente i fermati, bloccare gli sportelli con forza e poi dare fuoco con all’interno i braccianti ancora vivi. Nella clip si nota come le vittime si dimenavano per poter sfuggire alla trappola mortale. Quì c’è una “grande mafia del Pakistan”, ha concluso il superstite.