Mafia, il presidente Antindrangheta Bova socio del boss di Roccelletta

Arturo Bova in un manifesto elettorale per le regionali del 2014
Arturo Bova in un manifesto elettorale per le regionali del 2014

Il presidente della Commissione regionale antindrangheta della Calabria, Arturo Bova è citato nelle informative dell’inchiesta “Jonny” della Dda di Catanzaro quale socio in affari del presunto capo clan di Roccelletta Leonardo Catarisano, imprenditore edìle finito nelle maglie dei magistrati nella stessa indagine con cui sono stati azzerati i vertici del potentissimo clan Arena e fatto luce sul business dell’accoglienza nel Cara di Isola Capo Rizzuto. A darne notizia è il Corriere della Calabria che ha visionato le informative del Ros dei Carabinieri.

Secondo quanto scrive la giornalista Alessia Truzzolillo, Bova sarebbe legato in “affari” con Leonardo (Nando) Catarisano, 63 anni, già arrestato nel blitz dello scorso 15 maggio, perché ritenuto dalla Dda uno dei vertici del clan di Roccelletta di Borgia.

Secondo i magistrati la famiglia di Catarisano è legata agli Arena di Isola Capo Rizzuto, impegnata in reati “contro il patrimonio, in materia di armi, stupefacenti, estorsioni, nonché acquisire in modo diretto o indiretto, la gestione o comunque il controllo, di attività economiche, infiltrandosi nella relativa gestione nei diversi ambiti commerciali e imprenditoriali, anche nel settore i villaggi turistici e delle attività recettive, forniture per la realizzazione di opere pubbliche o private, forniture per servizi vari sul territorio”.

La Gige – Nando Catarisano è un imprenditore edìle e viene indicato anche quale amministratore della Gife sas di Catarisano e C, (soci accomandanti Antonio Severini e Teresa Pilò, Leonardo Catarisano), un’azienda di rivendita di materiali edili nata nel 1997 e che negli anni ha subito cambiamenti sino a essere ceduta nel 2001 alla Gife Srl, appositamente costituita nel 2000.

Il cambio di società – Una passaggio, viene spiegato, che da una società di persone passa a società di capitali la cui caratteristica principale è quella di avere un patrimonio separato rispetto quello dei singoli soci. La Gife srl – riferisce ancora il Corriere – risulta attiva nel commercio all’ingros­so e/o al dettaglio del settore non alim­entare; nonché la co­struzione e l’acquis­to di edifici civili, commerciali e indu­striali e di opere connesse; movimento terra, costruzione, gestione di strutture turistico alberghie­re; noleggio a caldo e/o a freddo di automezzi, macchinari ed attrezzature edile. Attualmente la Gife risulta composta da due soci, il socio di maggioranza Antonio Severini, 50 anni, che detiene il 66,67% delle quote e Leonardo Catarisano che ne detiene il 33,33%.

Il ruolo di Arturo Bova, politico di Amaroni – “La Gife srl – scrive la giornalista – da gennaio 2001 a settembre dello stesso anno ha avuto come amministratore unico Giovanni Bova il quale è stato poi sostituito in questo ruolo da Arturo Bova, attuale consigliere regionale di maggioranza in quota Democratici progressisti (lista di sostegno a Mario Oliverio) e presidente della commissione regionale Antindrangheta”.

“Le visure camerali – si legge ancora sul sito – conducono gli inquirenti al politico, che da settembre 2001 ha ricoperto il ruolo di amministratore unico della Gife srl, ruolo confermato nel 2005 e rimasto invariato fino ad aprile 2008. Bova risulterebbe inoltre già titolare di 6.800,12 quote nominali pari ad un terzo dell’in­tero capitale della Gife srl. Secondo quanto si è potuto apprendere da fonti investigative, il politico avrebbe donato le proprie quote al socio Antonio Severini nel marzo 2012″.