Il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti si è dimesso. Probabili elezioni in autunno.

giuseppe scopellitiIl presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, si è dimesso questa mattina dopo la condanna a sei anni di carcere inflittagli dal Tribunale di Reggio Calabria in relazione alla sua attività di sindaco della città. Scopelliti ha comunicato la notizia ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa in un noto albergo del capoluogo.

L’ex governatore, che sarà candidato alle Europee nella lista del Nuovo Centrodestra, ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nei quattro anni in cui ha guidato il governo regionale.

“Ho ritenuto giusto e opportuno – ha spiegato – rassegnare le dimissioni e dare il via all’iter conseguente. Abbiamo mantenuto il nostro stile – ha aggiunto – e abbiamo percorso quella che ritenevamo la strada più giusta e corretta dopo tutto quello che è successo”. Scopelliti, che ha nuovamente criticato l’atteggiamento del ministro degli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, rispetto alla sua vicenda, ha poi ringraziato la Giunta e le forze della maggioranza di centrodestra per la collaborazione. Alla conferenza stampa, presenti tutti i consiglieri regionali, gli assessori, il presidente dell’assemblea regionale Francesco Talarico ed esponenti delle forze politiche di maggioranza.

Le dimissioni erano state annunciate all’indomani della condanna in primo grado per abuso d’ufficio e falso in relazione al caso Fallara, la dirigente al Bilancio del comune di Reggio Calabria suicidatasi dopo lo scandalo delle parcelle autoliquidate. Scopelliti, che si dice estraneo, aveva detto di “rispettare la sentenza” seppure “abnorme” rispetto al reato contestatogli dai magistrati di Reggio Calabria. Con le dimissioni del governatore la procedura di sospensione che scaturisce dalla legge Severino dovrebbe arrestarsi e si avviano le procedure per lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Vicepresidente era e rimane fino a nuove elezioni Antonella Stasi.

Molto verosimilmente si tornerà al voto in autunno. Giunta e ufficio di presidenza del consiglio resteranno in carica fino all’insediamento dei nuovi consiglieri dal momento che per le regioni non è previsto l’istituto del commissariamento. La palla passa ora al presidente del Consiglio regionale che per legge ha dieci giorni di tempo per convocare l’assemblea per la presa d’atto delle dimissioni. Dalla presa d’atto, il prefetto del capoluogo, entro 45 giorni dovrebbe indire nuove elezioni. Una data che coinciderebbe con l’estate, stagione in cui non si è mai votato.  

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