Giunta Oliverio, Super Mario a sorpresa nomina Lanzetta e De Gaetano

Mario Oliverio ha nominato la sua Giunta (Ansa/Arena)

Catanzaro, 25 gennaio 2015 – A sessanta giorni dalle elezioni regionali e dopo un mese e mezzo dal suo insediamento, il presidente eletto della Regione Calabria, Mario Oliverio ha varato la sua giunta.

Non mancano le sorprese, inimmaginabili fino alla scorsa settimana. A far parte del governo calabrese entrano come esterni due reggini: Maria Carmela Lanzetta, fino a qualche ora fa ministro degli Affari regionali del governo Renzi e Nino De Gaetano.

MONOCOLORE PD
Un esecutivo “a metà” e tutto piddino – una donna e un uomo esterni e due consiglieri eletti – in attesa della seconda lettura della riforma dello Statuto regionale che prevederebbe una squadra con sette assessori, di cui il 30% donne (forse 3). L’ormai ex ministro avrà la delega alle Riforme Istituzionali e Semplificazione amministrativa, Cultura e Pubblica Istruzione, Pari opportunità; mentre all’ex titolare del Lavoro della giunta Loiero, andranno Infrastrutture e Trasporti. Scontate invece le nomine per Carlo Guccione e Enzo Ciconte.

Il primo guiderà l’assessorato al Lavoro, Formazione Professionale, Attività Produttive e Politiche Sociali; il medico catanzarese sarà vice presidente e responsabile del Bilancio, Personale e Patrimonio. Non c’è l’ha fatta (al momento) Maria Francesca Corigliano, fedelissima di Oliverio rimasta fuori da palazzo Campanella per una manciata di voti. Mario Oliverio ha convocato la prima seduta dell’esecutivo per martedì 27 gennaio.

Il varo della “prima” Giunta Oliverio arriva dopo un estenuante lavoro “diplomatico” a Roma, con il governatore che avrebbe dovuto subire più di un diktat da parte del premier Renzi orientato a fare un rimpasto per come gli chiedono da tempo gli alleati di Ncd.

LEGGI PURE: BUFERA SULLA GIUNTA OLIVERIO, LANZETTA RIFIUTA E SI “VENDICA” DEL DEFENESTRAMENTO DA MINISTRO Last update 25 gennaio 2015 – Ore: 18:08:38

LEGGI LE INDISCREZIONI DI DICEMBRE

Mario Oliverio con Vincenzo Ciconte | Giunta Oliverio
Mario Oliverio con Vincenzo Ciconte, papabile assessore o presidente del Consiglio regionale

Sulla composizione di quella che sarà la “Giunta Oliverio”, il neo presidente in conferenza stampa non si è sbilanciato. Ha detto di “non avere in testa nomi di assessori” e di pensare prima alle emergenze che attanagliano la regione. I tempi però sono abbastanza stretti. Entro dieci giorni dall’insediamento dovrà nominare la giunta, in concomitanza con la prima seduta del Consiglio regionale che il presidente del consiglio uscente Franco Talarico dovrà convocare entro la prima decade dalla proclamazione. Termine ultimo il 20 dicembre. Lo dice l’articolo 33 dello Statuto: “Il Presidente della Giunta, entro dieci giorni dall’insediamento nomina il Vice Presidente e gli altri componenti della Giunta”. In quella seduta dovrà essere eletto, a scrutinio segreto, il nuovo presidente del Consiglio e l’ufficio di presidenza.

“In questi giorni – ha spiegato Oliverio ai giornalisti – ho rimosso la cosa concentrandomi sui problemi della Calabria. Affronterò la questione entro i tempi fisiologici, senza ansie, e posso dirvi che ci sarà una risposta all’altezza della situazione”.

In realtà, fuori dal politichese, una idea precisa di come comporre la giunta, quali uomini e donne scegliere per il suo governo, il “lupo” silano ce l’ha, eccome. L’ex presidente della provincia di Cosenza conosce bene, prima della macchina amministrativa, i suoi alleati che dal giorno in cui è stato eletto si presentano da lui per incassare il “premio”. Ma da politico navigato e (soprattutto autonomo) qual è, Oliverio sa come smarcarsi da quanti in queste ore lo lisciano per avere un posto al sole.

Maria Francesca Corigliano insieme a Oliverio | Giunta Oliverio
A sinistra Maria Francesca Corigliano. Scendono le sue quotazioni per un assessorato

Certo, non esclude il “dialogo e il confronto”, ma alla fine farà come ha sempre fatto: di testa sua. Gli spazi entro cui muoversi sono angusti. Sono pochi sei assessorati mentre tantissime sono deleghe. Quindi un bel da farsi per l’uomo che ha conquistato la regione contro il volere dei vertici romani che lo vedevano già rottamato e imbalsamato nel museo della fauna politica.

In questo contesto, (vista la legge che chiarisce nulla sui sottosegretari e sui consiglieri supplenti. Capitolo, questo, impugnato da palazzo Chigi che mentre sindacava sulla pagliuzza dei sostituti, non si è accorta della trave della soppressione di una norma costituzionale) non è balzana l’idea di “delegare” i consiglieri di maggioranza nelle materie più disparate.

Del resto lo ha fatto anche il centrodestra nella scorsa legislatura. L’accorpamento delle deleghe assessorili sembra per il nuovo presidente un passaggio obbligato, ma molto azzardato in termini di risultati (e risposte ai calabresi), poiché se si accorpa com’è accorpato ad esempio, il dipartimento 10 lavoro, formazione, volontariato e servizi sociali, alla fine non si è in grado di produrre risultati né sul lavoro, né sulla formazione, né sul volontariato e servizi sociali.

Mario Oliverio e Orlandino Greco
il governatore Mario Oliverio con Orlandino Greco, ex presidente del Consiglio provinciale di Cosenza ora consigliere regionale. Un ruolo in Giunta?

Un concentrato di deleghe ad un solo soggetto è il modo peggiore di concepire l’amministrazione. Ma tant’è. Gli assessori factotum sono tutto e niente, soprattutto se costretti ad affidarsi giocoforza ai burocrati che questa regione la “governano” da sempre senza consensi e con qualsiasi colore politico abbia in mano la legittimità popolare. Ecco perché Oliverio farà bene se avvierà una profonda riforma della burocrazia poiché, senza esagerare, la burocrazia è responsabile, forse più della stessa ‘ndrangheta, del sottosviluppo della Calabria.

I PRIMI NOMI  CHE CIRCOLANO SULLA GIUNTA

Secondo i bene informati è da giorni Oliverio starebbe lavorando sull’esecutivo, sin da prima delle elezioni, avendo percepito con largo anticipo di vincere una partita senza la presenza della squadra avversaria… Nelle scorse ore il presidente si è recato a Roma per risolvere la questione dei precari calabresi. Nella capitale avrebbe incontrato i maggiorenti dem, sia renziani (Boschi, Lotti e Guerini) che la minoranza di Cuperlo e Civati per presentare la sua lista o le sue “idee”. E’ con loro che starebbe affinando le collocazioni per fare quadrare una giunta “all’altezza della situazione”. Non è affatto facile con un esecutivo ultra snello. Solo sei assessori di cui tre potrebbero essere esterni. C’è il nodo delle “quote rosa”. La rappresentanza femminile in Consiglio è di una sola donna su trenta consiglieri: Flora Sculco, esclusa Wanda Ferro. Nemmeno la Calabria fosse lo Stato Islamico…

Per alcuni è “quasi scontato” che Oliverio chiami con sé  Maria Francesca Corigliano, candidata con la lista “Oliverio presidente” rimasta fuori dal Consiglio per pochi voti. La Corigliano potrebbe continuare il percorso comune iniziato alla provincia di Cosenza dove è stata apprezzata assessore alla Cultura. A lei potrebbe andare la delega all’Istruzione – Cultura o la vicepresidenza di giunta, un po’ sulla scia del duetto Scopelliti-Stasi. Secondo altre fonti, invece, Corigliano non avrebbe chance.

Carlo Guccione e Mario Oliverio
Carlo Guccione e Mario Oliverio

Tenendo conto della coperta troppo corta, nei pensieri di Oliverio ci sarebbe pure il nome dell’ex presidente del Consiglio provinciale di Cosenza, Orlandino Greco, ex An-Mpa, uomo con una larga esperienza amministrativa alle spalle (due volte sindaco di Castrolibero, attuale vicesindaco ed ex presidente del Consiglio provinciale voluto proprio da Oliverio quando era presidente). Difficile comunque averlo in giunta, salvo che Oliverio non voglia premiare il primo degli eletti della lista che porta il suo nome.  Per lui la vicepresidenza in giunta?

Al consigliere Giuseppe Aieta, sindaco di Cetraro che ha condotto insieme a Don Ennio Stamile importanti battaglie contro le ‘ndrine e per la legalità, secondo indiscrezioni, potrebbe essere assegnata la presidenza della Commissione consiliare “Anti ‘ndrangheta”.

Ma stando alla “coperta”, benché Cosenza sia la più grande provincia calabrese, c’è da tener conto degli altri territori e fare i conti con le forze che hanno sostenuto l’ex parlamentare. Tuttavia, chi lo conosce assicura che “Oliverio non sarà ostaggio dei partiti”. Ergo, non pare ci sia molto spazio per le liste satelliti e i partiti minori.

La volontà del presidente, se riesce a imporla, sarebbe quella di chiedere le dimissioni dei tre o quattro consiglieri chiamati a fare gli assessori. Una questione molto “delicata” che darebbe sì “spazio” ai primi dei non eletti, ma costringerebbe gente con migliaia di preferenze a rimanere fuori dal consiglio qualora “fattori esterni” indurrebbero Oliverio a dei rimpasti improvvisi nell’esecutivo. “Perché – è il quesito che si pone più di qualcuno – dovrei rinunciare a cinque anni di dorata consiliatura (più o meno dai 500 ai 600mila euro) quando, al primo avviso di garanzia, da amministratore della cosa pubblica, mi costringeranno a dimettermi?”. C’è chi sostiene che Oliverio potrebbe chiederle e poi “congelarle” fino a quando il governo non chiarirà la norma sul consigliere supplente. 

Il presidente sarebbe orientato a tenere per sé deleghe pesanti, si parla di: Sanità, Gestione dei rifiuti, Dissesto idrogeologico e Fondi comunitari. Le prime due a gestione commissariale che gli permetterebbero di agire in totale autonomia appunto perché lo status di commissario straordinario gli dà carta bianca. 

Per i Fondi Ue e Bilancio, da quanto filtra, Oliverio potrebbe essere coadiuvato da Giovanni Soda e Antonio Molinari, dirigenti con lui alla provincia di Cosenza. Ai fondi Ue potrebbe esserci anche Bianca Rende, esperta di programmazione. Ma vi sono altri uomini e donne che potrebbero tornare utili al governatore in altri settori. Dall’economista sociale, Katia Stancato (esperta del Terzo Settore), a Daniela De Blasio (Consigliera Nazionale di Parità) a Fulvia Caligiuri (imprenditrice agricola e presidente di Confagricoltura),  Carmela Salazar (la reggina che fece parte dei famosi saggi di Monti), Angela Robbe presidente di Confcooperative Calabria, Antonella Veltri, CNR e Centro Antiviolenza Lanzino, Giorgio Marcello  e Sabina Licursi, entrambi Unical e molto impegnati nel sociale.

Poi Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, da quello che dicono molto vicina al ministro degli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta. Francesco Russo, ingegnere e docente alla Mediterranea di Reggio, potrebbe dare una mano a Oliverio sul Dissesto Idrogeologico, così come l’ingegnere Nello Gallo, ex assessore ai Lavori Pubblici di Rende dell’era Cavalcanti. Ll’ex parlamentare Pino Soriero, potrebbe essere papabile all’Autorità del Porto di Gioia Tauro; nome che potrebbe suscitare qualche reazione negativa all’interno del Pd, sia locale che nazionale. In queste ore emerge anche il nome di Antonio Schiavelli, presidente del distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari.

ASPIRANTI ASSESSORI DONNE ESTERNE
Secondo fonti interne al Pd, tra le donne, per un assessorato esterno (oltre la probabile Corigliano) ci sarebbero in lizza Maria Stella Ciarletta, Consigliera di Parità Calabria Tonia Stumpo, (crotonese) responsabile Donne del Pd, sorella del parlamentare Nico, vicina alla parlamentare Enza Bruno Bossio, Indiscrezioni da prendere tuttavia con le pinze. Non si esclude che in giunta possa entrare Katia Stancato, ex montiana ed ex portavoce del Terzo Settore in Calabria, molto inserita negli ambienti istituzionali romani e in quelli che ruotano attorno a Confcooperative.

Maria Stella Ciarletta
Maria Stella Ciarletta
Katia Stancato
Katia Stancato

Inoltre, in pole per un assessorato  “di peso” tra i consiglieri c’è il fedelissimo di Oliverio e Nicola Adamo, Carlo Guccione, re delle preferenze in Calabria con quasi 15mila voti. Per lui, di Cosenza, i rumors fanno trapelare un’assessorato all’agricoltura o ai lavori pubblici.

Se il governatore ritenesse di escludere la Corigliano, secondo alcuni potrebbe puntare sul segretario del Psi calabrese Luigi Incarnato, ex assessore ai lavori pubblici della giunta Loiero nonché presidente della Commissione per le primarie svolte il 10 ottobre scorso. E’ toccato a lui incoronare Oliverio candidato alla presidenza.

Seguendo gli equilibri territoriali, (Corigliano? e Guccione più il presidente per Cosenza), su Catanzaro gira insistente il nome di Antonio Viscomi, giuslavorista e docente all’università Magna Graecia di Germaneto, che potrebbe avere, da esterno, la delega al Lavoro. Le sue quotazioni in ogni caso scendono, così come quelle del sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, di Sel, concorrente di Oliverio alle primarie cui comunque il presidente potrebbe riconoscere un ruolo nella galassia regionale.

Altro nome esterno che circola è quello del docente di Politiche sociali comparate a Oxford (a pochi chilometri da Londra), il giovane Emanuele Ferragina, plurilaureato in economia e politica internazionale molto noto negli ambienti accademici, nonché uomo di sinistra. Ferragina è amico di Salvatore Scalzo (potrebbe essere anche lui una opzione?), candidato a sindaco per il centrosinistra a Catanzaro, poi sconfitto da Sergio Abramo. (Rettificato, ndr). Tuttavia il giovane talento calabrese, in un post su Facebook, smentisce categoricamente l’ipotesi. A chi gli chiede se accetterebbe di fare l’assessore in Calabria lui replica secco: “Mai con quella gente! Siamo mondi diversi”.

Sempre per la circoscrizione Centro s’imporrebbero i nomi di due medici eletti a palazzo Campanella: il vibonese Vincenzo Ciconte e Antonio Scalzo, di Conflenti (Cz). Una volta ripianato il debito della Sanità (pare nel 2015) a Ciconte dicono possa andare l’assessorato alla Salute, ipotesi da molti smentita per alcuni presunti veti. Ciconte sarebbe pure papabile per la presidenza del Consiglio regionale. Vedremo. Intanto, nei prossimi giorni il governatore dovrà essere nominato dal Cdm commissario per il Piano di rientro sanitario. Da qual momento riuscirà effettivamente a capire tempi e reale ammontare del debito, per poi fare le sue scelte.

Da quanto si apprende, rimarrebbe clamorosamente fuori lex direttore scientifico dell’Arpacal,  Antonio Scalzo, ex Fioroni ora renziano molto vicino a Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito Democratico che in un primo momento avrebbe ricevuto la benedizione romana per fare il presidente del Consiglio regionale. Su Scalzo pare ci sia stato il veto personale del segretario del Pd calabrese Ernesto Magorno, motivato dal suo rinvio a giudizio per abuso d’ufficio sul caso Arpacal.

(aggiornamento 7 gennaio 2015: Veti superati da Guerini che avrebbe imposto Scalzo come presidente del Consiglio regionale…).

Il reggino Nicola Irto, 12.014 voti, potrebbe essere eletto nuovo presidente del Consiglio regionale
Il reggino Nicola Irto, 12.014 voti, potrebbe essere eletto nuovo presidente del Consiglio regionale

La presidenza del Consiglio regionale, se non tocca a Ciconte (Catanzaro), potrebbe tornare a Reggio Calabria. Per il ruolo di capo dell’assemblea, circola senza soste il nome dell’architetto Nicola Irto. La sua elezione sarebbe sponsorizzata da Magorno pare con il placet di Marco Minniti, sottosegretario di Renzi con delega ai Servizi. Questa ipotesi farebbe tramontare definitivamente il “dialogo” con il Ncd di Tonino Gentile e Nico D’Ascola che sperano, in ogni caso, in una presidenza di Commissione. Si vedrà.

Su Vibo Valentia potrebbe debolmente emergere il dem Michele Mirabello, alla sua prima esperienza consiliare, ma in molti lo danno come prossimo capogruppo del Pd a palazzo Campanella. Scarse le chance dell’ex assessore loieriano all’ambiente Silvio Greco, il cui nome è circolato nei giorni scorsi.

Mentre a Crotone è difficile capire se Flora Sculco riuscirà ad ottenere un incarico di governo. La figlia dell’ex consigliere Enzo, potrebbe avere, come consigliera delegata, il ramo all’Energia. La disputa nel partito di Renzi è comunque molto accesa tra l’area che fa capo a Sculco e quella vicino a Tonia Stumpo.  

Per Reggio Calabria, oltre a Nicola Irto, crescono le quotazioni di Sebi Romeo quale aspirante ad una postazione assessorile. In questo scenario, è tuttavia improbabile, ma non impossibile che Reggio possa incassare la presidenza del Consiglio e un assessorato.

Sembrano sfumare chiamate (esterne) per Nino De Gaetano (coinvolto, suo malgrado, senza essere indagato, nell’inchiesta del 10 dicembre sui Tegano) e il renziano doc Demetrio Naccari Carlizzi per la nota vicenda giudiziaria.

Un occhio di riguardo, come ricorda il giornalista Attilio Sabato sulla Gazzetta del Sud, Oliverio potrebbe riservarlo a Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili che con la sua rinuncia alle primarie istituzionali ha consentito risparmi per circa 2 milioni di euro dalle magre casse regionali. In quale ruolo non sappiamo, ma da sempre lui si batte per le fasce più deboli. Artefice di tante battaglie civili, si deve a lui l’istituzione del Garante della Salute in Calabria. Corbelli potrebbe coadiuvare il presidente in questa direzione o sul tema dei Diritti civili come fece alla Provincia di Cosenza.

Le ipotesi in campo sono molteplici. Ci saranno da assegnare le poltrone dell’Ufficio di presidenza in Consiglio, le presidenze di Commissioni nonché degli enti intermedi. Non è chiaro l’aspetto sui sottosegretari che in ogni caso Oliverio avrebbe in mente di superare coi consiglieri delegati. Poi c’è tutto l’apparato dirigenziale che il presidente non può ricoprire con quanti stanno politicamente battendo “cassa”.

Le postazioni manageriali sono infatti destinate a chi ha titoli ed esperienze, ossia “tecnici” di provata esperienza e qualificate competenze. Al Dipartimento Lavoro avanza con forza il nome di Cosimo Cuomo, “Figlio di nessuno”, come direbbe Nicola Gratteri, attuale dirigente di settore che avrebbe tutte le carte in regola per dirigere un dipartimento di cruciale importanza. Con una differenza: che essendo dipendente della Regione, come pure Vincenzo Caserta, farebbe risparmiare all’ente centinaia di migliaia di euro l’anno.

Per quanto riguarda l’Ufficio stampa, pare non ci siano dubbi che Oliverio sia orientato a confermare il suo storico portavoce: il giornalista professionista, Francesco Dinapoli. Nell’organico dei giornalisti a palazzo Alemanni potrebbe entrare anche la collega Mariuccia De Vincenti, già addetta stampa di Oliverio alla Provincia di Cosenza. Un ruolo di “spalla” in presidenza lo avrà senz’altro Franco Iacucci, sindaco di Aiello Calabro e da sempre “ombra” di Mario Oliverio. 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:31 | 13 dic 2014

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here