Lamezia Terme, tornano in cella 7 membri del clan Giampà

Lamezia Terme, tornano in cella 7 membri del cosca Giampà Tornano in carcere sette esponenti della cosca Giampà di Lamezia Terme. La polizia di stato di Catanzaro ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro, che ha fatto propria l’istanza di applicazione della misura cautelare avanzata dalla procura generale presso la Corte d’Appello.

Le 7 persone erano state già coinvolte nell’operazione Perseo, risalente al luglio del 2013 e condotta dagli uomini della squadra mobile di Catanzaro che, in virtù del provvedimento emesso dal gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, aveva disarticolato l’organigramma criminale della consorteria di ‘ndrangheta riferibile alla famiglia Giampà, che imperversava su Lamezia Terme.

Avevano superato indenni il primo grado di giudizio ma sono stati condannati in Appello, in accoglimento di un’istanza presentata dalla Procura generale di Catanzaro, i sette esponenti della cosca Giampà di Lamezia Terme (un ottavo è risultato irreperibile) già coinvolti nell’operazione Perseo arrestati dagli agenti della Squadra mobile di Catanzaro e del Commissariato di Lamezia Terme coadiuvati dal personale del Reparto repressione criminale di Vibo Valentia.

Gli arrestati sono Emiliano Fozza, di 37 anni, Domenico Sirianni (31), Pino Strangis (41), Carmine Vincenzo Notarianni (59), tutti condannati a sei anni di reclusione; Antonio Fragale, di 55, condannato a 6 anni e otto mesi; Giuseppe Ammendola (33), condannato a 20 anni e Antonio Muraca (47) condannato a otto anni. L’unico risultato irreperibile è Gino Strangis, di 47 anni. Tutti i destinatari del provvedimenti sono stati rintracciati nelle loro abitazioni o in altri centri dove trascorrevano il periodo estivo.

In particolare a Fragale è stato riconosciuto il ruolo e la responsabilità di concorrente esterno alla ‘ndrina in quanto provvedeva a nascondere i mezzi utilizzati dagli appartenenti alla cosca per realizzare le azioni criminali, mentre Notarianni e Muraca devono rispondere di una serie di episodi estorsivi a carico di imprenditori che gestivano esercizi commerciali a Lamezia Terme. Ammendola, assieme al collaboratore di giustizia Francesco Vasile, è ritenuto l’autore del duplice omicidio di Vincenzo Spena e Domenico Vaccaro avvenuto a Lamezia Terme nell’ottobre del 2008. Un delitto che destò forte allarme anche per il fatto che venne commesso nel pieno centro cittadino in orario di apertura dei negozi.

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