“Paga il pizzo o bruciamo mezzi e operai”. Tre fermi nel cosentino

Da sinistra Alfonso Dardano, Massimo Esposito e Francesco Antonio De Santis arrestati tra Mirto Crosia e Rossano
Da sinistra Alfonso Dardano, Massimo Esposito e Francesco Antonio De Santis

Avrebbero tentato di estorcere denaro a un imprenditore siciliano che si era aggiudicato un appalto di riammodernamento di due rotatorie sulla statale 106 Ionica a Mirto Crosia e nel caso non si sarebbe messo in regola con il clan, gli avrebbero bruciato i mezzi con dentro gli operai. Ma l’imprenditore ha avuto il coraggio di denunciare e così tre persone sono state sottoposte a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

In carcere sono finiti Massimo Esposito, 35enne, Francesco Antonio De Santis 44enne, entrambi di Rossano, e Alfonso Dardano, 45enne di Mirto Crosia, tutti ritenuti contigui alla cosca di ‘ndragheta rossanese.

L’esecuzione del provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza mentre le indagini sono state dirette dal Pm Saverio Vertuccio e coordinate dal Procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri.

I militari di Rossano e i colleghi del reparto operativo di Cosenza hanno raccolto gravi indizi di responsabilità a carico dei tre soggetti.

In particolare, spiegano gli organi inquirenti, Esposito risulta essere allo stato attuale uno dei referenti ancora attivi della cosca rossanese, fratello di Sergio, condannato in primo grado a 16 anni di reclusione come elemento di veritice della ‘ndrina rossanese. Il processo è tuttora pendente in Corte d’Appello a Catanzaro.

I tre arrestati hanno avvicinato il responsabile del cantiere aperto a Mirto Crosia per la realizzazione di due rotatorie, e, in più occasioni, dopo aver precisato di “controllare” la zona, lo hanno esortato a “mettersi a posto” pagando la somma di 5.000 euro quale prezzo necessario per “poter stare tranquillo”. In caso contrario, avrebbero “bruciato i mezzi con dentro gli operai”.

Fortunatamente, il responsabile dell’impresa ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai Carabineri, che hanno ricostruito passo, passo passo i movimenti dei tre, acquisendo chiari elementi di riscontro alla denuncia di estorsione.
Gli arrestati sono stati portati presso il Carcere di Castrovillari in attesa dell’udienza di convalida del fermo, che avverrà nei prossimi giorni.

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