Brucia lenta l’ex Legnochimica, nube “tossica” preoccupa

Ex Legnochimica RendeContinua l’opera di spegnimento dei focolai nell’ex Legnochimica, a Rende, dove tre giorni fa si è sviluppato un incendio da cui emanano ancora fumi tossici pericolosi per la popolazione serrata in casa per evitare di inalare gas pericolosi.

Sul fronte delle fiamme sono impegnati i vigili del fuoco con l’ausilio della protezione civile regionale e le autobotti della Rende Servizi. Le operazioni continueranno per tutta la notte con il sito che sarà illuminato a giorno da grossi fari piazzati su delle torri.

Le proporzioni dei focolai si sono sensibilmente ridotte anche grazie all’intervento dei due elicotteri di Calabria Verde e di due Canadair che hanno effettuato numerosi sorvoli lanciando migliaia di litri di acqua sull’area interessata dal rogo.

Un ulteriore sopralluogo è stato compiuto sabato pomeriggio dal prefetto Gianfranco Tomao, dal sindaco di Rende, Marcello Manna, alla presenza anche del presidente della Regione, Mario Oliverio intervenuto per rendersi conto della situazione.

Il comandante dei vigili del fuoco, ingegnere Massimo Cundari e il capo dipartimento della Protezione Civile regionale, Carlo Tansi contano di poter spegnere gli ultimi focali nelle prossime ore a massimo entro domenica.

L’ Arpacal ha eseguito ulteriori accertamenti, attraverso il mezzo mobile ed i dati dei rilevamenti evidenziano situazioni che non desterebbero preoccupazione per la salute dei cittadini. Lo stesso Tansi ha affermato che si tratta di scarti vegetali.

Il sindaco Manna ieri aveva emesso una ordinanza con cui disponeva una serie di divieti per la tutela della salute pubblica, in attesa dei risultati dei rilievi effettuati dall’agenzia regionale per l’ambiente.

Nella zona dell’ex Legnochimica restano comunque esalazioni di fumo. La nube tossica, stando all’ordinanza del sindaco, potrebbe avere inquinato acque e terreni. Martedi prossimo, è scritto in una nota del comune di Rende è prevista una riunione presso la Prefettura allo scopo di esaminare le iniziative da adottare per superare il momento di emergenza e per individuare possibili soluzioni del problema.

La prima cosa, si spera sia nelle intenzioni delle istituzioni, è quella relativa alla bonifica dell’area della fabbrica ormai dismessa in cui nessuno negli anni ha messo finora mani, se non come in questi casi, per le emergenze.