Processo Eclissi, condanne e arresti per associazione mafiosa

Processo Eclissi, condanne e arresti per associazione mafiosa Francesco Di Bella, Viktoriya Trifonova Georgeva e Jhonny Pantano
Da sinistra Francesco Di Bella, Viktoriya Trifonova Georgeva e Jhonny Pantano condannati nel processo Eclissi

GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato nella Piana Francesco Di Bella, 33 anni, di Seminara, Jhonny Pantano, 24 anni, di San Ferdinando; e Viktoriya Trifonova Georgeva, 25 anni di nazionalità bulgara perché ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso. Reato per cui sono stati condannati ieri nell’ambito del processo Eclissi.

I tre, tutti già noti alle forze dell’ordine sono stati arrestati nella tarda serata del 26 aprile 2016, nei comuni di Seminara, San Ferdinando e Reggio Calabria, in esecuzione all’ordinanza di carcerazione emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, a seguito appunto della sentenza di condanna emessa nel tardo pomeriggio di ieri.

Gli imputati sono stati condannati rispettivamente alla pena di 12 anni e 4 mesi di reclusione per Di Bella, 12 anni di per Pantano e 14 anni per Georgeva.

I tre sono stati riconosciuti colpevoli di aver partecipato attivamente all’organizzazione criminale egemone in San Ferdinando nota appunto come “Locale di San Ferdinando”, portato alla sbarra con l’operazione “Eclissi”.

Le indagini, avviate nell’estate del 2013, hanno consentito di far luce sugli interessi criminali ed economici nella zona di San Ferdinando e Rosarno, in cui operano le famiglie di ‘ndrangheta dei “Bellocco-Cimato” da un lato e dei “Pesce-Pantano” dall’altro che, a seguito di alcune frizioni, rischiarono di scendere tra loro in guerra (cosiddetta operazione Eclissi portata a compimento dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro).

In particolare, spiegano gli inquirenti, Francesco Di Bella, ritenuto organico alla cosca “Bellocco-Cimato”, imperante in San Ferdinando e zone limitrofe, aveva il compito di assicurare le comunicazioni tra gli associati ed eseguiva le direttive impartite dai vertici dell’associazione, nell’interesse dell’intera organizzazione criminale, occupandosi della custodia delle armi della cosca e dell’acquisto di inneschi per confezionare il munizionamento cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo.

Jhonny Pantano, partecipe ed intraneo alla cosca “Pesce-Pantano” alle dipendenze del padre Giuseppe, classe ’62, vertice del medesimo sodalizio, aveva compiti operativi nel settore delle armi e dei danneggiamenti; Pantano aveva anche il compito di mantenere rapporti con esponenti di altre famiglie, in particolare con gli appartenenti alla cosca rivale dei “Bellocco-Cimato”.

In generale, era a completa disposizione degli interessi della cosca cooperando anch’esso con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo.

Viktoriya Trifonova Georgeva, anch’essa partecipe alla cosca “Bellocco-Cimato”, con il compito di “postina”, veicolando le informazioni tra i sodali, con il compito di recapitare, portare e detenere armi e munizioni, nonché di gestione delle attività commerciali per conto di altre persone e di contrabbandare ingenti quantitativi di tabacchi lavorati esteri, cooperando anch’essa, con gli altri associati, nella realizzazione del medesimo programma criminoso.

I tre arrestati, ultimate le formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Palmi (Reggio Calabria), ad esclusione della Georgeva, la quale era già detenuta per altri motivi, presso la casa circondariale di Reggio Calabria.

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