Carabiniere uccide migrante. La procura: “Si delinea quadro di legittima difesa”

Migrante accoltella carabiniere, militare reagisce e lo uccideIl carabiniere che ha ucciso l’immigrato nella tendopoli di San Ferdinando, nel Reggino, “sarà indagato” come atto dovuto ma, ha detto il procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza, si delinea un quadro di “legittima difesa”.

Stamane nella tendopoli di San Ferdinando un immigrato addetto alla raccolta di arance ha aggredito con un coltello a serramanico il carabiniere che ha reagito sparandogli all’addome. La giovane vittima, Sekine Traore, maliano di 27 anni, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era andato in escandescenza prima altri due immigrati pare per una sigaretta, ferendo uno di loro con un fendente al braccio, poi ha aggredito i militari intervenuti per sedare la rissa nata, appunto, per futili motivi. Sembra che il migrante abbia tentato di rubare una somma di denaro all’altro collega di lavoro.

A nulla sono valsi i tentativi delle Forze dell’Ordine di portare il giovane alla calma; ad tratto l’immigrato, dopo aver minacciato col coltello chiunque si avvicinasse, ha sferrato contro l’appuntato Antonino Catalano, un fendente al volto, all’altezza dell’occhio destro. Ma non ha sparato subito.

“Anche nel frangente – spiega una nota della Procura di Palmi – il maliano veniva nuovamente allontanato, ma nonostante questo ennesimo tentativo di evitare lo scontro fisico, questi si scagliava ancora una volta contro il militare precedentemente ferito al viso che reagiva all’aggressione con un colpo della pistola d’ordinanza, che nella concitazione degli eventi attingeva il Traore all’addome”.

Ad allertare i carabinieri era stati altri immigrati della tendopoli che avevano notato la rissa tra Sekine Traore e gli altri due migranti, uno ferito e uno “derubato”.

LA PROCURA DI PALMI – “Il carabiniere che ha ucciso l’immigrato – ha detto all’Ansa il Procuratore Sferlazza –  dovrà essere iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto a garanzia dei diritti della difesa, in relazione all’autopsia che sarà eseguita sul corpo della vittima, ma il quadro che si delinea è di una legittima difesa da parte del militare“.

“C’é stato da parte dell’immigrato, secondo la nostra ricostruzione basata sulle testimonianze delle persone presenti – ha aggiunto il Procuratore – un atteggiamento inizialmente intimidatorio nei confronti del carabiniere e poi concretamente aggressivo, con una coltellata che ha raggiunto il militare al volto. Il carabiniere ha anche tentato inutilmente di ricondurre l’immigrato alla calma”.

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