Rapina a San Luca, arrestato Sebastiano Strangio. Incastrato dal DNA

Nel riquadro Sebastiano Strangio
Nel riquadro Sebastiano Strangio

Si è svolta all’alba un’operazione dei carabinieri del gruppo di Locri per l’esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip presso il tribunale cittadino, su richiesta della locale procura della Repubblica, nei confronti di Sebastiano Strangio, nato a Locri il 28 marzo 1992, ritenuto responsabile di rapina a mano armata in concorso con altri soggetti in corso di identificazione perpetrata in data 3 novembre 2014 in danno dell’Ufficio Postale di San Luca, per un “bottino” ammontante a 70.000 euro. Contestualmente sono state effettuate inoltre varie perquisizioni domiciliari delegate dall’autorità giudiziaria a Locri, San Luca e Rimini.

L’attività d’indagine, scaturita a seguito della sopra citata rapina, ha avuto inizio nel novembre 2014, supportata da complesse ed articolate attività tecniche svolte da parte dei militari della Stazione Carabinieri di San Luca ed è proseguita con la collaborazione del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina, opportunamente delegato per gli accertamenti comparativi dei profili di DNA acquisiti nel corso delle indagini con quelli estrapolati dai reperti sequestrati sul luogo del delitto.

Nello specifico, spiegano gli investigatori, in data 3.11.2014 due giovani, armati di pistola e con volto travisato, previa realizzazione di un’apertura nella parete posteriore dell’Ufficio Postale di San Luca, penetravano all’interno di esso pochi attimi dopo l’allontanamento di un furgone portavalori e, armi in pugno, tenendo sotto continua minaccia il direttore ed una delle dipendenti, si facevano consegnare la somma di 70.000 euro in banconote di vario taglio;
In base alla ricostruzione, uno dei due rapinatori – scappando – cadeva da una scala posta sul retro dell’ufficio, rovinando a terra e perdendo la pistola (arma giocattolo);

L’immediato intervento e il successivo sopralluogo effettuato dai Carabinieri consentiva di rinvenire sul luogo la pistola giocattolo, un passamontagna ed un cellulare, sui quali venivano individuati profili di DNA riconducibili a due individui di sesso maschile;

Le intercettazioni telefoniche e gli accertamenti sviluppati in relazione all’apparato telefonico rinvenuto, consentivano di individuare i soggetti che avevano procurato le SIM Card utilizzate dai malviventi (4 persone) nonché alcuni nuclei familiari di San Luca ritenuti coinvolti nell’episodio delittuoso.

Conseguentemente, l’Arma di San Luca indirizzava le indagini nei loro confronti mediante il repertamento di oggetti (sigarette, bicchieri di plastica, ecc.) dai quali poter estrapolare i rispettivi profili di DNA, da confrontare successivamente con quelli rinvenuti sugli oggetti posti sotto sequestro nel corso del primo sopralluogo.

Tali accertamenti, grazie al buon repertamento degli oggetti rinvenuti ed alla professionalità del personale del RIS di Messina, consentivano di dare un volto al rapinatore che aveva indossato il passamontagna sequestrato. Da qui l’identificazione di Sebastiano Strangio.

Il risultato ottenuto si aggiunge alle recenti operazioni, denominate “Jamaica” e “Colombiani d’Aspromonte”, condotte nel corso degli anni 2014-2016 che, come si ricorderà, avevano consentito di rinvenire e sequestrare cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, cocaina ed eroina, nonché ritrovare numerose armi e piantagioni di canapa indica nelle zone aspromontane.

Sempre nell’ambito di questa attività di indagine, nel tempo, è stato possibile denunciare ulteriori 14 (quattordici) persone ritenute responsabili a vario titolo di concorso in rapina, favoreggiamento personale, reati in materia di stupefacenti, violazione delle leggi sulla privacy e fittizia intestazione di beni.