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12 Agosto 2026
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Omicidio buttafuori discoteca di Sangineto, fermate due persone

Carlomagno

Due persone sono state fermate per il mortale pestaggio di Antonio Perrotta, l’addetto alla sicurezza 34enne de “Il Castello”, discoteca di Sangineto, centro tirrenico costiero in provincia di Cosenza.

A operare l’arresto la Squadra mobile della questura di Cosenza, agenti del commissariato di Diamante insieme ai carabinieri di Paola e Scalea che dopo serrate indagini sono risaliti ai presunti autori dell’omicidio.

In manette sono finiti due fratelli, Domenico Orsino, 22 anni, e il fratello Umberto (24). I due sono originari della Calabria e residenti in Lussemburgo. Domenico è un giocatore della nazionale di rugby del Lussemburgo, mentre suo fratello fa il fisioterapista.

Il fatto è avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 agosto. Secondo quanto ricostruito in seguito a una rissa nel locale, Perrotta è intervenuto per calmare gli animi trovandosi a sua volta coinvolto. Finito il lavoro e pensando che tutto fosse finito all’interno, il buttafuori all’esterno si è trovato di fronte alcune persone che lo hanno aggredito e pestato a sangue. Visibilbente ferito, è stato accompagnato a casa ma le lesioni interne ed esterne erano talmente gravi che è stato dapprima trasferito all’ospedale di Cetraro e poi di Cosenza, dove poco dopo è deceduto.

A carico dei due fermati – secondo gli inquirenti – vi sarebbero elementi indiziari gravi. I due dovranno rispondere in concorso di omicidio aggravato dai futili motivi. Nei prossimi giorni toccherà al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola decidere se convalidare il fermo.

Chiusa la discoteca “Il Castello”

Nel frattempo, da segnalare la sospensione dell’attività per 15 giorni per la discoteca di Sangineto “Il Castello”. Il provvedimento è stato emesso dal questore della provincia di Cosenza, Antonio Borelli. La decisione scaturisce dagli atti acquisiti dal Commissariato di Polizia di Diamante, dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e dalla Compagnia dei carabinieri di Paola.

Fondamentali per le indagini di carabinieri e Polizia le testimonianze raccolte dopo il fattaccio. Al vaglio degli investigatori anche la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza