Svolta nell’interrogatorio di Valter Lavitola. Dinnanzi al giudice il faccendiere ha ammesso di essere stato lui il mandante dellโattentato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci lo scorso ottobre a Pomezia. Secondo il suo legale l’ex editore lo avrebbe fatto per innalzare il livello di protezione del giornalista. Non รจ chiaro se il noto conduttore fosse a conoscenza del disegno dinamitardo di Lavitola. Al riguardo il legale avrebbe detto “non dico altro”, lasciando una scia di interrogativi sul caso.
โLavitola ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato” al conduttore di Report Sigfrido Ranucci “e dice di averlo fatto per tutelare lโincolumitร di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare il livello di protezioneโ, ha dichiarato lโavvocato Sergio Cola – citato dall’Adnkronos -, al termine dellโinterrogatorio di garanzia di Valter Lavitola nel carcere di Rebibbia.
Lavitola ha quindi “riferito anche le ragioni per cui si รจ si รจ spinto a fare questo atto indubbiamente delittuoso. Lo ha fatto per il bene di Ranucci, perchรฉ era oggetto di attentati”.
Valter Lavitola ha compiuto l’attentato a Sigfrido Ranucci “non per un movente politico anche se di fatto l’attentato, ma non per volontร di Lavitola, ha potuto aumentare la popolaritร ”, ha poi aggiunto l’avvocato Cola. “Ranucci aveva all’epoca una protezione composta solamente da due uomini. Siccome gli attentatori secondo il modo di vedere di Lavitola erano pericolosissimi, lui l’ha fatto perchรฉ poi in effetti dopo l’attentato la scorta รจ stata piรน che raddoppiata: si รจ passati da due a otto agenti con una protezione a ferro di cavallo”, spiega il penalista.
Ranucci era a conoscenza del proposito di Lavitola?, gli viene chiesto: โSu questo non dico assolutamente altro. Vi sto dicendo quello che potevo dirviโ.
Lavitola, al quale viene contestato anche il metodo mafioso, รจ recluso in carcere da lunedรฌ dopo che i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito lโordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Iole Moricca a seguito della richiesta avanzata dalla procura di Roma.
Lโinchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, ha giร portato a fine giugno allโesecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dellโattentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dallโaver agito in piรน di cinque persone e con modalitร di tipo mafioso. Destinatario della misura emessa dal gip รจ anche Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola, che attualmente si troverebbe in Africa. Nei suoi confronti i pm capitolini avvieranno lโiter per lโestradizione.
In precedenti indiscrezioni si affermava che Lavitola avrebbe organizzato l’attentato per accrescerne la popolaritร di Ranucci col fine ultimo di farlo diventare il leader del centrosinistra. A questo proposito avrebbe commissionato anche un sondaggio.
Dopo queste voci, soprattutto dopo l’arresto di Lavitola e la sua odierna “confessione”, Ranucci (amico di vecchia data dell’indagato) potrebbe subire la sospensione dalla Rai fino a quando non sarร fatta piena luce sulla spinosa vicenda, da cui non possono escludersi altri inediti colpi di scena.
