Ndrangheta, arrestato il presidente della Provincia di Crotone

Carlomagno campagna novembre 2018
Nicodemo Parrilla
Nicodemo Parrilla

C’è anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla tra le 169 persone arrestate nell’ambito dell’operazione Stige condotta stamani dal Ros e dalla polizia tedesca tra Italia e Germania.

Parrilla, che è anche sindaco di Cirò Marina, è accusato di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Complessivamente, sono tre i sindaci arrestati e diversi amministratori o ex.

Oltre a Parrilla, nei guai il suo vicesindaco Giuseppe Berardi, il presidente del consiglio comunale di Cirò Giancarlo Fuscaldo, l’ex sindaco Roberto Siciliani e il fratello Nevio, già assessore comunale.

Coinvolti anche il sindaco di Strongoli, Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici, il suo vice Filippo Mazza e l’ex vicesindaco di San Giovanni in Fiore Giovanbattista Benincasa.

Complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo.

Al centro dell’inchiesta, ci sono gli enormi interessi del Locale di ‘ndrangheta di Cirò, cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con ramificazioni anche nel Nord e Centro Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania.

Le indagini hanno documentato l’infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in Italia che all’estero, circostanza che ha consentito alla cosca di strutturarsi come una vera a propria ‘holding criminale’ capace di gestire affari per milioni di euro.

Secondo quanto documentato il clan imponeva ai ristoratori di origine italiana della zona di Stoccarda, in Germania, l’acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza prodotti da imprese legate alla cosca. Tredici persone sono state arrestate per estorsione in Germania. Secondo l’accusa, gli emissari della cosca Farao-Marincola erano anche divenuti i referenti dei ristoratori per la composizione di eventuali controversie che si venivano a creare.

Scoperti anche interessi nel business dei migranti che la Locale faceva attraverso cooperative compiacenti e amministratori che avrebbero assecondato anche in altri settori, come quello dei rifiuti, i voleri della ‘ndrina.