Ritardi su nuovi ospedali in Calabria, Guccione: “Da Oliverio gravi responsabilità”

Il consigliere rileva un quadro drammatico sulla costruzione dei nuovi ospedali. "C'è un investimento di 443 milioni, pronto da anni ma tra ritardi e l’inerzia della Giunta regionale, tutto è ancora fermo"

Carlomagno campagna novembre 2018
Nuovi ospedali in Calabria, Guccione: "Da Oliverio gravi responsabilità"
Carlo Guccione

“È un quadro drammatico quello emerso oggi nel corso della riunione della Terza commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative sullo stato di attuazione delle procedure relative alla costruzione dei tre nuovi ospedali calabresi: Sibaritide, Vibo e Gioia Tauro-Palmi. Un investimento di 443 milioni di euro, pronto da anni ma tra ritardi, l’inerzia della Giunta regionale e problemi finanziari della Tecnis, tutto è ancora fermo”. E’ quanto denuncia in una nota il consigliere regionale della Calabria, Carlo Guccione.

“Dopo quattro anni di continue riunioni della Commissione consiliare, che si è occupata costantemente del monitoraggio per la realizzazione degli ospedali, siamo ancora al punto di partenza”, spiega Guccione evidenziando che per “l’ospedale della Sibaritide continuano i lavori stralcio del progetto (sbancamento e movimento terra). Lavori iniziati il 29 gennaio 2018 e che dovevano durare 120 giorni, ma i tempi sono stati abbondantemente superati: oggi siamo ad oltre 240 giorni e non si sa se si concluderanno in maniera rapida. Al momento è in corso la verifica del progetto esecutivo, consegnato alla Regione nel mese di marzo e ancora mancano alcuni pareri di legge”.

“Sull’ospedale di Gioia Tauro, invece, – osserva il consigliere regionale – ancora non esiste alcun progetto definitivo ed è sorto il problema dell’interramento dell’Elettrodotto che ha bisogno di una autorizzazione ministeriale e delle risorse necessarie per procedere con l’interramento”.

“Drammatica è anche la situazione che riguarda la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Il contratto di concessione – sottolinea ancora Guccione – è stato stipulato nel settembre del 2014, il progetto esecutivo è stato sottoposto a verifica nel luglio del 2018 e ora si attende il rilascio dell’autorizzazione antisismica. Ma la cosa più grave è che sono state necessarie apportare modifiche al progetto che richiedono ora ulteriori 17 milioni di euro rispetto alla gara di appalto. Milioni al momento non disponibili e che di conseguenza pregiudicano di per sé la realizzazione dell’ospedale. E intanto nell’attuale ospedale di Vibo Valentia, secondo quanto affermato dal direttore generale dell’Asp di Vibo, su 350 posti letto per acuti, ne sono attivi 180”.

“Anche queste opere saranno delle cattedrali nel deserto?”, è l’interrogativo di Guccione che denuncia le “gravi responsabilità della Giunta regionale per aver sottovalutato la vicenda di Tecnis, società che si è aggiudicata la costruzione di ben due ospedali: Sibaritide e Gioia Tauro-Palmi. Tecnis oggi si trova di fronte a un nuovo commissariamento e, in questo momento, visto i gravi problemi finanziari dell’azienda, sarebbe incapace di adempiere alla realizzazione dei due ospedali”.

“In questi quattro anni – afferma ancora il consigliere – la Giunta non è stata capace di mettere in atto soluzioni alternative che potessero accelerare le procedure per l’individuazione di un nuovo soggetto capace di costruire i nuovi ospedali. Oggi il rischio concreto è che i fondi dell’ex articolo 20 – 443 milioni di euro che dovevano servire a costruire i nuovi ospedali – rischiano di essere de finanziati per l’incapacità della Regione di uscire da questa impasse. In questi anni lodevole è stato il lavoro portato avanti dal presidente Mirabello e dai componenti della Commissione, ma ad oggi non è emersa alcuna novità concreta. E il pericolo è che ci si imbuchi in un vicolo cieco”.

“Per tutte queste ragioni ho proposto che la Regione Calabria venga commissariata dal Governo nazionale con la nomina di un soggetto attuatore per avviare celermente le procedure relative alla costruzione dei nuovi ospedali e per impedire il definanziamento delle tre opere”, conclude Carlo Guccione.