La Cassazione revoca l’obbligo di dimora per Oliverio

Carlomagno

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Mario Oliverio
Mario Oliverio

La Corte di Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora nel comune di residenza cui era sottoposto dal 17 dicembre scorso il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

Il provvedimento era stato emesso dal gip distrettuale su richiesta della Procura di Catanzaro per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate” per presunte irregolarità in alcuni appalti gestiti dalla Regione, tra cui la realizzazione della sciovia di Lorica e l’aviosuperficie di Scalea.

Il presidente di Regione è da oggi a tutti gli effetti “libero” (poteva muoversi da San Giovanni in Fiore solo se autorizzato dal giudice, ndr), ma resta indagato nell’inchiesta della DDA di Catanzaro sia per l’accusa di abuso d’ufficio che per corruzione, capo d’imputazione per cui Oliverio venne indagato qualche giorno dopo nella stessa inchiesta condotta dai finanzieri di Cosenza e in cui sono coinvolte sedici persone.

Secondo l’inchiesta dei magistrati guidati da Nicola Gratteri, che per Oliverio chiesero l’arresto, poi non concesso dal giudice, il governatore avrebbe concesso con delibera di giunta un finanziamento di circa quattro milioni di euro all’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, ritenuto dai magistrati organico al clan di ‘ndrangheta Muto di Cetraro. Finanziamento da destinare formalmente ai lavori di ampliamemento dell’impianto sciistico di Lorica ma che, secondo l’accusa, sarebbe stato uno “scambio” per rallentare i lavori di Piazza Bilotti, a Cosenza, (aggiudicati anche a Barbieri) affinché il sindaco Occhiuto, rivale politico di Oliverio, non inaugurasse l’opera sotto le elezioni del 2016. Tornata elettorale che poi l’esponente di Forza Italia vinse al primo turno. La Piazza contesa fu poi inaugurata a dicembre dello stesso anno.


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