Calabria, speleologi bloccati per una piena in una grotta, è allarme

Il Soccorso Alpino e Speleologico sta intervenendo in provincia di Cosenza, nell'Abisso del Bifurto, a Cerchiara di Calabria dove alcuni escursionisti sono rimasti intrappolati

Carlomagno campagna Jeep Renegade Agosto 2019
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Allarme in Calabria, dove quattro speleologi sono bloccati in una grotta a causa di una piena improvvisa. Il Soccorso Alpino e Speleologico sta intervenendo in provincia di Cosenza, nell’Abisso del Bifurto, dove una forte ondata improvvisa ha reso impossibile l’uscita dalla grotta per un gruppo di quattro speleologi italiani.

Un quinto membro del gruppo è riuscito ad uscire dall’abisso pochi istanti prima dell’onda, dando l’allarme poco dopo le 16.30. Sul posto stanno operando diverse squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, mentre stanno convergendo sul posto numerose altre unità del CNSAS specializzate in operazioni speleologiche e speleosubacquee.

Secondo le prime informazioni i quattro sarebbero riusciti comunque a ripararsi in un ramo secondario dell’abisso e sarebbero in buone condizioni di salute, sebbene impossibilitati ad uscire. L’Abisso del Bifurto, detta anche “Fossa del Lupo”, è un profondissimo inghiottitoio che scende in verticale per 683 metri, e si trova nel comune di Cerchiara di Calabria (Cosenza).

Un altro dei cinque è riuscito a venire fuori. Ora sono rimasti in tre a dovere essere recuperati. “Nessuno è in pericolo di vita, dieci tecnici sono al lavoro e contiamo nelle prossime ore di riportare su anche gli altri», ha spiegato all’Ansa Giacomo Zanfei, presidente del Soccorso alpino e speleologico della Calabria.​

L’escursione ha riportato a memoria il dramma che si è consumato nelle gole del Raganello ad agosto 2018 quando un gruppo di escursionisti fu travolto dalla piena dell’omonimo torrente. IL bilancio fu di dieci vittime. Il torrente Raganello attraversa anche il comune di Cerchiara di Calabria dove c’è questa profonda fossa oggetto di ricerche da parte di speleologi