Speleologi bloccati nella grotta, recuperati in due. Tre ancora dentro

Ore di apprensione nel Cosentino per riportare in superficie gli altri escursionisti. "Nessuno è in pericolo di vita", dice il responsabile del Soccorso alpino Calabria

Carlomagno campagna Fiat Tipo Maggio 2019
Speleologi bloccati nella grotta, recuperati in due. Tre ancora dentro
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E’ riuscito a venir fuori dall’Abisso del Bifurto, una grotta in provincia di Cosenza, un altro dei cinque speleologi che erano rimasti intrappolati, a causa di onda di piena improvvisa. Ora sono rimasti in tre a dovere essere recuperati. “Nessuno è in pericolo di vita, dieci tecnici sono al lavoro e contiamo nelle prossime ore di riportare su anche gli altri”, ha spiegato all’Ansa Giacomo Zanfei, presidente del Soccorso alpino e speleologico della Calabria.

Sul posto stanno operando diverse squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, mentre stanno convergendo sul posto numerose altre unità del Cnsas specializzate in operazioni speleologiche e speleosubacquee. Secondo le prime informazioni gli speleologi sarebbero riusciti comunque a ripararsi in un ramo secondario dell’abisso e sarebbero in buone condizioni di salute, sebbene impossibilitati ad uscire.

L’Abisso del Bifurto, detta anche “Fossa del Lupo”, è un profondissimo inghiottitoio che scende in verticale per 683 metri, e si trova nel comune di Cerchiara di Calabria (Cosenza). Nella zona passa anche il torrente Raganello, teatro lo scorso agosto di una tragedia in cui persero la vita 10 persone a causa di una piena improvvisa nelle omonime Gole di Civita.