Opere d’arte rubate, 4 arresti e venti indagati. Recuperati centinaia di reperti

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Opere d'arte rubate, 4 arresti e venti indagati. Recuperati centinaia di reperti

E’ di quattro arresti, venti indagati e un sequestro di opere d’arte per un valore di circa 1,5 milioni di euro il bilancio di un’operazione dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Cosenza, Roma e Napoli che hanno sgominato una organizzazione dedita al traffico di reperti antichi nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla procura di Reggio Calabria.

A finire ai domiciliari sono Luigi Benducci, di 39 anni; Pasquale Iuliano, (51); Giuseppe Pedata, (46) e Raffaele Petti, (68). I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale reggino. Una ventina le perquisizioni in diverse città italiane. Le persone coinvolte sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di opere d’arte, quali dipinti, sculture in bronzo e marmo, oggetti chiesastici, provento di furto in territorio nazionale ed alla loro esportazione illecita, per la successiva commercializzazione in ambito internazionale.

L’inchiesta scaturisce dall’esito di un’indagine, denominata “Antiques”, svolta dai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza supportati dai militari del Nucleo di Napoli e coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Gerardo Dominijanni e dai sostituti Giovanni Calamita e Alessandro Moffa.

Le investigazioni, avviate nel novembre del 2015 a seguito di un controllo ad esercizio commerciale d’antiquariato di Reggio Calabria, confermate dalla banca dati in uso al nucleo Tpc hanno consentito di acquisire numerosi elementi di colpevolezza nei confronti dei componenti di un pericoloso sodalizio, con base a Napoli e provincia e con ramificazioni nel bresciano, dedito alla ricettazione di beni antiquariali trafugati sul territorio nazionale e commercializzati anche tramite antiquari calabresi compiacenti, ed esportati illecitamente per essere venduti presso fiere di settore in Francia, come Avignone e Montpellier.

Recuperate diverse opere rubate, alcune di rilevante importanza, nonché un ingente quantitativo di oggetti d’antiquariato esportati in territorio francese, senza la prescritta autorizzazione dei competenti organi del ministero per i Beni culturali.

Nello specifico sono stati recuperati beni di rilevanza storico artistica, provento di furto ai danni di abitazioni private in Italia, tra i quali emerge, per importanza, un dipinto, olio su tela, del ‘700, raffigurante “Madonna con Bambino”, di Scuola Napoletana, trafugato nel 2014 da un palazzo nobiliare di Arcevia (AN), nonché di sequestrare, al valico di Ventimiglia, al confine con la Francia, centinaia di beni antiquariali, costituiti prevalentemente da elementi di arredo antico e di pregio, quali sculture in marmo e bronzo, consolle, dipinti su tavola e su tela, suppellettili antichi in argento, ceramica e porcellana, trasportati a mezzo di furgoni presi a noleggio per l’occasione dagli appartenenti al sodalizio.

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