Intimidazioni a ex sindaco Cassano, in cella 33enne. Indagato Papasso

Carlomagno campagna novembre 2018
Gianni Papasso
L’ex sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso

I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno arrestato il presunto autore delle intimidazioni all’ex sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso. Si tratta di Francesco Bruno, 33 anni, del posto, con precedenti. L’accusa per lui è di tentata estorsione aggravata continuata. Indagini sono in corso anche sulla posizione di Papasso, l’ipotesi è gravissima: corruzione elettorale, reato per cui è pure indagato l’arrestato.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip presso il tribunale di Castrovillari su richiesta della locale procura della Repubblica guidata da Eugenio Facciolla.

L’attività investigativa, svolta dai militari di Cassano all’Ionio e coordinata dal pm Angela Continisio, è stata avviata a seguito di varie denunce presentate dall’ex sindaco del Comune di Cassano all’Ionio, Giovanni Papasso, che lamentava di aver ricevuto numerosi messaggi intimidatori sia sulla sua utenza cellulare che su quelle in uso ai suoi amministratori comunali e conoscenti.

Le investigazioni hanno consentito di individuare il presunto autore di tali messaggi minatori in Francesco Bruno, di 33 anni. Il quadro probatorio a suo carico, elevato dall’autorità giudiziaria al rango di gravi indizi di colpevolezza, si fonda sull’analisi dei tabulati telefonici corroborata da attività tecnica intercettiva, sull’acquisizione di diverse registrazioni dei sistemi di video-sorveglianza nonché sul rinvenimento ed il successivo sequestro presso l’abitazione dell’arrestato di un cellulare contenente talune conversazione e messaggi estorsivi rivolti alla figura del Papasso.

È stato, inoltre, possibile accertare come l’indagato abbia ripetutamente utilizzato una cabina telefonica pubblica per l’invio di alcuni dei messaggi intimidatori.

Dalla ricostruzione operata dall’Arma di Cassano all’Ionio le ragioni di tale condotta sarebbero da ricercare sulla pretesa del Bruno di ottenere un posto di lavoro dall’ex sindaco Papasso, verosimilmente, nel settore della raccolta e dello smistamento dei rifiuti, in cambio del suo sostegno elettorale a favore della lista di Papasso alle ultime elezioni amministrative del Comune, recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose.

Nonostante le querele presentate da Papasso, sotto la lente della Procura sono finiti anche una serie di messaggi non oggetto di denuncia da parte dell’ex sindaco di Cassano allo Ionio e dal contenuto ambiguo.

Un comportamento che ha insospettito gli inquirenti portandoli ad approfondire una vicenda che resta ancora con i contorni non del tutto definiti e perciò oggetto di indagini finalizzate a far luce sull’ipotesi di corruzione elettorale contestata all’odierno arrestato e all’ex sindaco in relazione alle elezioni del 5 giugno 2016.