Struttura sanitaria abbandonata diventerà centro per minori malati

Fa parte delle incompiute cosentine. Ieri il consigliere regionale Carlo Guccione insieme al vicesindaco di San Pietro in Amantea hanno fatto un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori

Carlomagno campagna novembre 2018

la struttura sanitaria a San Pietro in AmanteaSAN PIETRO IN AMANTEA (COSENZA) – Un’altra delle ventuno strutture sanitarie, costruite con finanziamenti del Ministero della Salute (legge 67/1988, ex articolo 20), costate 14 milioni di euro e mai entrate in funzione, diventerà operativa e ospiterà dieci minori in difficoltà, anche con problemi psichiatrici.

La struttura venne finanziata nel 1996 con un costo di oltre 327mila euro, ma per anni è rimasta una cattedrale nel deserto, abbandonata al degrado più totale. Oggi, dopo una serie di denunce e sopralluoghi, il consigliere regionale della Calabria, Carlo Guccione ha avviato un’importante campagna per riprendere e riqualificare questo importante patrimonio. In un dossier sanità sul cimitero delle opere incompiute, che venne ripreso da inchieste anche su Rai1 e La7, vennero denunciati gli sprechi di queste 21 strutture sociosanitarie, alcune addirittura arredate ma mai entrate in esercizio.

Ieri il consigliere regionale Carlo Guccione insieme al vicesindaco di San Pietro in Amantea Daniela Zicarelli, al tecnico comunale Silvio Clemente e al consigliere comunale di Amantea Tommaso Signorelli, hanno fatto un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori che l’Asp di Cosenza ha garantito con un finanziamento di 170mila euro per riportare la struttura ad avere gli standard e i requisiti previsti dalla legge e accelerare l’iter che dovrà portare all’attivazione della struttura.

Nel corso di questi mesi è stato anche effettuato un sopralluogo da parte della Regione e del Ministero della Salute che hanno ritenuta la struttura idonea a garantire il servizio per i minori anche con problemi psichiatrici.

Oggi i minori sono costretti ad andare fuori regione con un aggravio dell’emigrazione sanitaria passiva. Basta pensare che la retta costa ben tre volte in più rispetto a quello che si spenderebbe facendoli rimanere in una struttura calabrese, facendoli in questo modo rimanere vicino alle loro famiglie.

Ora bisognerà ultimare i pochi lavori rimasti nel più breve tempo possibile e avviare le procedure per la sottoscrizione della convenzione tra Ministero della Salute, Regione e Asp di Cosenza, per poter procedere all’apertura della struttura che verrà utilizzata per erogare un importante servizio socio sanitario. Se ognuno farà quello che è necessario nel giro di pochi mesi la struttura di San Pietro in Amantea potrà ospitare i dieci minuti ed erogare un servizio importante dal punto di vista sociale e garantire anche opportunità di lavoro per la comunità di San Pietro in Amantea.