Corruzione, blitz tra Cosenza e Fuscaldo: 14 arresti, tra cui il sindaco Ramundo

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Gianfranco Ramundo
Il sindaco di Fuscaldo Gianfranco Ramundo

Oltre 100 militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Cosenza sono impegnati dalle prime ore dell’alba, nell’esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare personale e Decreto di sequestro preventivo, emessi dal Gip presso il Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, su richiesta del Procuratore capo della Repubblica Pierpaolo Bruni e dei Sostituti Antonio Lepre e Teresa Valeria Grieco, nei confronti di 14 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di “corruzione, tentata concussione, indebita induzione a dare o a promettere, peculato, turbative di gare pubbliche e di procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica Amministrazione e falso ideologico.

Il provvedimento cautelare è stato emesso nei confronti di 14 persone, fra le quali il Sindaco Gianfranco Ramundo, il vice Sindaco Paolo Cavaliere, ed un altro assessore del Comune di Fuscaldo , nonché un Funzionario pubblico del comune di Cosenza michele Fernandez, imprenditori, un professionista ed altri soggetti, a seguito delle indagini effettuate dalla Compagnia Guardia di Finanza di Paola, aventi ad oggetto la gestione di molti appalti pubblici ed affidamenti diretti sia del Comune di Fuscaldo che del Comune di Cosenza, afferenti “lavori, servizi e forniture” di valore complessivo pari ad oltre euro 7,5 milioni.

Elemento di collegamento fra i due Enti Locali cosentini: la figura di un funzionario, Fernandez, dipendente a tempo indeterminato presso il Comune di Cosenza, ed autorizzato ad esercitare part-time le funzioni di Responsabile di Settore anche presso il Comune di Fuscaldo.

Le investigazioni di Polizia Giudiziaria hanno consentito di accertare l’esistenza di un “collaudato sistema corruttivo e di collusioni nella gestione della cosa pubblica”, radicato presso gli anzidetti Enti locali ed alimentato da abituali condotte illecite poste in essere da Pubblici Ufficiali ed imprenditori, ai danni dei citati Comuni.

Le molteplici turbative delle gare e dei procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica Amministrazione sono state scoperte all’esito di articolate e complesse indagini, sviluppate mediante specifiche attività tecniche, analisi di una enorme mole di documentazione cartacea ed informatica acquisita all’esito di perquisizioni e sequestri (aventi ad oggetto anche n. 26 supporti informatici: tra personal computer, tablet e telefoni cellulari), assunzione di dichiarazioni testimoniali, indagini finanziarie ed accertamenti patrimoniali.

Per ciascuna gara pubblica e di procedimento di scelta del contraente, i Finanzieri hanno ricostruito  gli  accordi  clandestini  e  le  collusioni  fra  i  soggetti  pubblici  e  privati, nonché i mezzi fraudolenti utilizzati per assegnare illecitamente i lavori ed i servizi da parte dei Comuni, in violazione alle norme contenute nel Codice degli Appalti ed altre che regolamentano l’esercizio della funzione pubblica.

In diversi casi, le indagini hanno documentato che gli atti contrari ai doveri d’ufficio ovvero le omissioni di atti dovuti da parte di Pubblici Ufficiali venivano retribuiti, in termini di contropartita ed in virtù di accordi corruttivi o per effetto delle condotte di indebita induzione, da promesse illecite di utilità – consistite in “incarichi professionali, assunzioni di lavoratori ed utilizzo gratuito di struttura alberghiera” – ovvero dazioni di utilità – rappresentate da “trasferimenti di sede di lavoro di pubblici dipendenti” – ed altri “doni”.

Sono stati ricostruiti i rapporti interpersonali fra i Pubblici Ufficiali, gli imprenditori e gli altri soggetti coinvolti, i quali hanno contrassegnato una “funzione pubblica spogliata della sua reale natura”, finalizzata cioè al “perseguimento dell’interesse pubblico e del bene comune”, ma piegata strumentalmente per il “mero raggiungimento di interessi privati”.

In molte occasioni, la commistione fra gli “interessi pubblici” e gli “interessi privati” ha determinato  la  creazione  di  una  vera  e  propria  “confusione  fra  ruoli”  tra  il  Pubblico Ufficiale, l’imprenditore e viceversa.

Le principali gare pubbliche oggetto di indagine sono le seguenti:

–   “affidamento diretto della gestione del depuratore comunale di Fuscaldo:valore complessivo oltre € 1.000.000,00;

–   “aggiudicazione dei lavori di ripristino del Lungomare di Fuscaldo: valore complessivo dell’appalto € 236.000,00;

–   “gestione  della  raccolta,  trasporto  e  conferimento  in  discarica  dei  rifiuti  – differenziata ed assimilata – servizio di igiene urbana presso il Comune di Fuscaldo: valore complessivo dell’appalto € 4.000.000,00;

–    “affidamento diretto del servizio di pulizia spiagge del Comune di Fuscaldo:valore complessivo € 16.550,00;

–   “conferimento   da   parte   del   Comune   di   Fuscaldo   di   un   incarico professionale”;

–   “assegnazione delle concessione demaniali, in relazione al piano spiaggia delComune di Fuscaldo”;

–   “rifacimento di un manto stradale pubblico nella città di Fuscaldo a spese di un imprenditore (quindi non dovuto), già affidatario di commesse”;

–   “installazione di un dehors (insieme degli elementi mobili per la ristorazione, posti sul suolo pubblico o asservito all’uso pubblico)”;

–   “lavori  di  completamento  della  chiesa  San  Domenico  di  Cosenza:  valore complessivo € 1.920.000,00;

–   “lavori  aggiuntivi  per  il  miglioramento  dell’efficienza  energetica  del  Teatro Rendano di Cosenza: valore complessivo € 90.000,00;

–   “acquisto da parte del Comune di Cosenza di un personal computer di ultima generazione, del quale se ne appropriava un Pubblico Ufficiale: valore € 1.337,00.

Disposto il sequestro di beni nei confronti di alcuni indagati e società, per un valore complessivo di 215 mila euro.

A due società, inoltre, è stata applicata la misura cautelare interdittiva del “divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione”, per la durata di un anno.

Complessivamente 20 le persone indagate.