Segregava, minacciava e picchiava la compagna e il cognato disabile, in cella

Il fatto è successo a Torano Castello, nel Cosentino. Protagonista un 53enne che vessava la donna e il fratello riducendoli a larve umane tanta la violenza fisica e psicologica.

Carlomagno campagna Fiat Tipo Maggio 2019

carabinierii Torano CastelloPer anni avrebbe costretto la sua compagna ed il cognato, fratello disabile di lei, a subire maltrattamenti, minacce e vessazioni, segregandoli entrambi in casa, e appropriandosi anche della pensione. La donna, esausta, dopo le violenze subite, ha trovato il coraggio di confidarsi con i Carabinieri denunciandolo.

Sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, con l’aggravante di aver commesso il fatto con particolare malvagità, provocando umiliazioni e sofferenze alle vittime: sono queste le accuse per le quali, all’alba di stamattina, sono scattate le manette nei confronti di un 53enne di Torano Castello (Cosenza), di cui non sono state rese note le generalità, ritenuto responsabile di questi reati.

La triste vicenda è venuta alla luce il 27 gennaio 2019, quando i militari della Stazione Carabinieri di Torano Castello, a seguito di richiesta pervenuta al 112, soccorrevano la donna, la quale, visibilmente provata, si era decisa a raccontare le crudeltà che stava subendo ormai da anni dal proprio compagno.

Trasferite immediatamente le due vittime in una casa famiglia, i Carabinieri hanno potuto sviluppare una meticolosa indagine, da cui sarebbe emerso che il 53enne si appropriava in via esclusiva della pensione di invalidità riconosciuta al fratello della compagna; impediva alla donna ed al cognato di allontanarsi dall’abitazione in cui convivevano, privandoli dell’autonomia economica e dei documenti personali, sorvegliandoli e riportandoli con la forza a casa quando tentavano di allontanarsi.

L’uomo avrebbe anche minacciato e maltrattato il cognato invalido, percuotendolo anche con un bastone, imponendogli di svolgere pesanti lavori nei campi, facendolo vivere in condizioni disumane (“privato di ogni dignità e costretto a vivere insieme agli animali”) in una baracca senza servizi igienici con la possibilità di utilizzare il lavabo della porcilaia per la pulizia personale, non esitando a rinchiuderlo altresì all’interno del recinto con un lucchetto al cancello.

Non solo, l’aguzzino avrebbe anche minacciato e maltrattato la compagna picchiandola violentemente, anche con un trapano, al punto tale da ridurla ad uno stato di prostrazione e di sudditanza psicologica.

A seguito dei riscontri acquisiti dai Carabinieri, il giudice presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura cosentina ha emesso nei confronti dell’uomo un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita nella mattinata.